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mercoledì 26 aprile 2017

« Il dolore più grande è non essere desiderati, renderti conto che i tuoi genitori non hanno bisogno di te quando tu hai bisogno di loro. Questa mancanza di amore è entrata nei miei occhi e nella mia mente. L'unico motivo per cui sono diventato una star è la mia repressione. Nulla mi avrebbe portato a questo se fossi stato "normale" ». John Lennon

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Allarme consultori: le richieste aumentano, ma le Asl chiudono

di Ambra Murè, Paese Sera
20 novembre 2012 
 
A Roma oggi ci sono 50 consultori. Per legge, dovrebbero essere 140, uno ogni 20 abitanti. Invece di aprirne di nuovi, le Asl chiudono quelli esistenti. Dal I all’VIII Municipio. Allarme rientrato a via Manfredonia. Pina Adorno: “Unica buona notizia l’apertura di un consultorio alla Garbatella”  
 
È uno dei grandi paradossi di quest’epoca di crisi. La richiesta di servizi pubblici aumenta, ma i tagli e il disinteresse di certa politica ne mettono a rischio la sopravvivenza. È quanto sta accadendo, qui e ora, con i consultori della Capitale. “La situazione è drammatica”, esordisce Pina Adorno, presidente della Consulta permanente dei consultori familiari di Roma. Che subito dopo aggiunge: “Sempre più donne in questo periodo non possono più permettersi il ginecologo privato e dunque le richieste di accesso ai consultori, dove non si paga il ticket, sono in costante crescita”. Un servizio prezioso che oggi come non mai ha bisogno di essere difeso.

LA VITTORIA DEL QUARTICCIOLO – Il caso di via Manfredonia è esemplare. Un mese fa l’allarme: “La Asl RmB ha deciso di chiudere lo storico consultorio del Quarticciolo”. La mobilitazione è stata pressoché immediata: in pochi giorni sono state raccolte oltre 1.500 firme. Poi una manifestazione. E infine l’annuncio: il consultorio è salvo. “Grazie all’impegno delle donne del quartiere, che hanno coinvolto anche il Municipio, la Asl è tornata sui suoi passi”, dice ora Adorno. “Speriamo solo che si tratti di una scelta definitiva, visto che le barriere architettoniche di questo consultorio restano ancora un problema aperto”. Una “malattia”, quella delle carenze strutturali, che pare comune a molti consultori. E non di rado viene servita ai cittadini come motivazione per giustificare chiusure o accorpamenti.

“MOMENTANEAMENTE CHIUSI” – A via delle Canapiglie, in VIII Municipio, il consultorio risulta “momentaneamente chiuso” per un problema con le fognature. “La Asl RmB – sottolinea Pina Adorno – non ha ancora comunicato con certezza se e quando gli operatori potranno riprendere servizio”. Situazione identica a via Brugnato (quartiere Trullo): la struttura è fatiscente e in attesa di tempi migliori le prestazioni sono “deviate” nel consultorio di largo Quadrelli. Costringendo le donne che vogliono sottoporsi a una visita ginecologica a sobbarcarsi una simpatica scampagnata di 5 km fino a Corviale. Dall’altro lato della città, potrebbe presto fare la stessa fine anche il consultorio di via Nerviano (zona Palmarola). “Anche in questo caso – spiega la presidente della Consulta – l’edificio avrebbe bisogno di una ristrutturazione e le voci di un’imminente chiusura si fanno sempre più insistenti”. La dismissione di fatto è già cominciata, visto che “a presidiare la struttura è rimasta solo una mini-equipe composta da 3 operatori”.

NON SOLO IN PERIFERIA – Se in periferia si chiude punto e basta, ai quartieri centrali viene ancora riservata qualche cautela in più. Il 30 ottobre, ad esempio, la Asl RmA ha chiuso il consultorio di via San Martino della Battaglia (Castro Pretorio). Ma tutte le sue attività sono state trasferite ai confini del primo Municipio, “in una sorta di cubo ricavato all’interno di una sala storica dell’ospedale San Giovanni”. Una situazione che, secondo Pina Adorno, “non garantisce una privacy adeguata alle utenti”. Si è concluso invece nel modo migliore lo spostamento del consultorio della Garbatella. Che da via Montuori si è trasferito a Largo delle Sette Chiese. La struttura è stata inaugurata il 13 novembre. E ha visto la compartecipazione di tre amministrazioni pubbliche: la Provincia, che ha stanziato i fondi necessari per un intervento di manutenzione straordinaria, l’XI Municipio, che ha realizzato gli interventi di progettazione e ristrutturazione, e la Asl RmC, che ha fornito arredi, impiantistica e attrezzature. 

1/3 DEI CONSULTORI NECESSARI – Una “buona notizia” che, secondo Pina Adorno, dimostra come, anche in tempi di spending review, sia “possibile, anzi doveroso, difendere e potenziare il modello consultoriale italiano”. L'attacco denunciato dalla Consulta avviene infatti in un contesto dove già la diffusione dei consultori appare largamente sottodimensionata rispetto alle esigenze della popolazione. Per legge (la n. 34 del 31 gennaio 1996), il rapporto dovrebbe essere di 1 consultorio ogni 20 mila abitanti. Ebbene, a Roma gli abitanti sono circa 2 milioni e 800 mila. Ma i consultori, che dovrebbero essere 140, sono appena 50. Il che vuol dire un terzo di quelli necessari.