Russia: la leader delle Pussy Riot torna ai lavori forzati

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Corriere della Sera
07 02 2013

Nadezhdna Tolokonnikova, 23 anni, la leader delle tre Pussy Riot condannate a due anni per una dissacratoria preghiera punk anti Putin nella cattedrale di Mosca, è stata riportata in carcere dopo una serie di esami medici in un ospedale per detenute. Lo ha twittato il gruppo artistico Voinà, di cui fa parte il marito Piotr Verzilov. L'esito degli accertamenti non è stato reso noto. La giovane accusava emicranie e affaticamento da vita carceraria, secondo quanto riferito da Iekaterina Samutsevich, l'unica delle tre accusate ad avere ottenuto la sospensione condizionale della pena. Tolokonnikova si trova ora nella colonia penale numero 14 della repubblica di Mordovia.

RICORSO - Intanto, il legale del gruppo di cantanti, l'avvocato Irina Khrounova, ha reso noto di aver depositato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo per denunciare la violazione dei diritti fondamentali nel processo a carico delle ragazze, condannate a due anni per una preghiera punk anti Putin nella cattedrale di Mosca. Tra i diritti che sarebbero stati violati, tra l'altro, il diritto a un processo equo, la libertà d'espressione, il divieto di essere sottoposti a torture.

 

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