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giovedì 27 luglio 2017



«Non sapendo quando l'alba arriverà, tengo aperta ogni porta».

Emily Dickinson


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Stefano Cucchi, la Cassazione annulla le assoluzioni dei medici del Pertini

Stefano CucchiEleonora Martini, Il Manifesto
20 aprile 2017

L'annullamento delle assoluzioni dei cinque medici dell'Ospedale Pertini dove Stefano Cucchi morì il 22 ottobre 2009 è arrivato appena il giorno prima della prescrizione del reato di omicidio colposo contestata ai sanitari. «Sono passati 7 anni, 5 mesi e 28 giorni dalla morte di Stefano Cucchi.
Domani (oggi, ndr) scatta la prescrizione ma oggi c’è ancora tempo per fare giustizia", aveva detto il Pg della Cassazione, Antonio Mura, nella sua requisitoria davanti alla I Sezione Penale della  Corte Suprema.

E il collegio di giudici presieduto da Antonella Mazzei in serata, dopo circa tre ore di camera di consiglio, ha accolto la richiesta. La sentenza dell’appello bis è stata annullata. Il processo a carico dei medici – Aldo Fierro, Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi Preite De Marchis e Silvia Di Carlo – è da rifare, anche se il reato va oggi in prescrizione.

Il Pg Mura  ha motivato la sua richiesta sostenendo che la Corte d’Assise d’Appello di Roma, nell’appello bis che ha prosciolto i medici, ha «sovrapposto indebitamente il suo giudizio, non scientifico, a quello del collegio di periti costituito da luminari» secondo cui «Cucchi poteva essere salvato, o il suo decesso ritardato, se le terapie adeguate fossero iniziate il 19 ottobre, se solo fossero stati letti congiuntamente tutti i dati delle analisi arrivate nel pomeriggio».

Per Mura, la sentenza del 18 luglio 2016 emessa dopo il rinvio della Cassazione, presenta «molteplici aspetti critici» che potevano essere sciolti da «una nuova perizia, che però non è stata disposta».

Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, invita gli imputati a difendere la loro innocenza davanti ad altri giudici: «Se i cinque medici rinviati a giudizio  si sentono non responsabili rinuncino alla prescrizione e vadano a nuovo processo».

Per Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, è sicuramente un giorno importante: «È un grande segnale di speranza per tutte le persone che attendono giustizia ed è la dimostrazione che vale la pena non smettere mai di credere nella giustizia», è stato il suo commento.

Poi, più tardi, Ilaria posta su Facebook: «Ringrazio il Procuratore Generale Eugenio Rubolino per non essersi arreso alla seconda assoluzione e il Procuratore Generale della Cassazione Antonio Mura per essersi battuto per avere giustizia. La prescrizione la dobbiamo soltanto ai periti della Corte Cattaneo e Grandi che hanno fatto talmente tanta confusione sulla morte di Stefano da produrre questo disastro».

Entusiasta anche l’avvocato Fabio Anselmo,  inseparabile legale della famiglia del 32enne romano: «È la prima vittoria morale della lunga battaglia per la verità sulla morte di Stefano – ha detto –  ora diventa tutto coerente con quello che sta facendo il procuratore Pignatone».