L'ipocrisia dell'Unione Europea su Erdogan

  • Martedì, 08 Novembre 2016 07:54 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
Turchia e EuropaMassimo Nava, La Repubblica
8 novembre 2016

La nuova ondata di repressioni liberticide da parte del regime di Erdogan ha suscitato in Occidente reazioni da manuale del perfetto ipocrita. Di fronte agli arresti di massa di deputati dell'opposizione e di giornalisti indipendenti, la Commissione di Bruxelles non ha saputo far di meglio che esprimere "grave preoccupazione".

Diritti umani, allarme-mondo

  • Mercoledì, 31 Agosto 2016 07:40 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Diritti umaniFrancesco Martone, Il Manifesto
31 agosto 2016

La recentissima liberazione di Malek Adly, avvocato egiziano impegnatosi fin da subito nel caso del sequestro ed assassinio di Giulio Regeni, è una grande notizia. Dimostra che è possibile aprire una crepa nel muro di omertà e impunità dietro il quale si cela l’operato del regime di Al Sisi e che abbiamo occasione di constatare giorno per giorno riguardo la richiesta di verità e giustizia sulla tragica fine di Giulio.

Continua il massacro dei curdi in Turchia

  • Giovedì, 01 Ottobre 2015 07:40 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Curdi in TurchiaDinamo Press
30 09 2015

Le forze di sicurezza turche attaccano la popolazione di diverse città curde con armi pesanti e cecchini. Coprifuoco nella municipalità di Sur, della città di Diyarbakir. Feriti 5 bambini, uno è grave.

Continua il massacro dei curdi in Turchia

  • Mercoledì, 30 Settembre 2015 14:26 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
30 09 2015

Le forze di sicurezza turche attaccano la popolazione di diverse città curde con armi pesanti e cecchini. Coprifuoco nella municipalità di Sur, della città di Diyarbakir. Feriti 5 bambini, uno è grave.

(28 settembre) Da ieri sera continuano pesanti attacchi in diversi quartieri della città di Diyarbakir, quartieri in cui il popolo ha dichiarato l'autogoverno e sta praticando l'autodifesa per impedire l'ingresso della polizia e delle forze speciali dell'esercito turco, che dal mese di luglio hanno massacrato più di 100 civili in diverse città del Kurdistan con armi pesanti e cecchini appostati sugli edifici.

Simbolo di questa resistenza popolare e della guerra dichiarata al popolo da Erdogan, dopo la sconfitta subita alle elezioni del 7 giugno, è la città di Cizre in provincia di Sirnak in cui le vittime del coprifuoco durato 9 giorni sono state 21 civili di cui la maggior parte bambini colpiti nelle loro case dai cecchini e morti dissanguati perchè le forze speciali hanno impedito di trasportarli in ospedale e hanno sparato a chi cercava di farlo.

A Bismil in provincia di Diyarbakir a seguito di manifestazioni di protesta contro i massacri in corsoè stato dichiarato il coprifuoco e le forze di sicurezza turche hanno sparato contro i civili. Cecchini appostati sugli edifici più alti hanno sparato alla gente per strada e stamattina un ragazzo di 22 anni ferito mentre era seduto davanti a casa sua è morto. Un'abitazione nel quartiere Avasin è stata bombardata uccidendo una bambina di 8 anni Elif Simsek e ferendo Pelda Simsek, Avasin Simsek, Bedia Simsek, Ahmet Simsek e Mehmet Simsek.

Ulteriori notizie affermano che anche la madre di Elif ha perso la vita. Il blocco del quartiere è ancora in corso da parte delle forze di sicurezza turche. Ieri la polizia aveva attaccato i quartieri di Fatih e Hasirli a Diyarbakir.


Le foto dell'offensiva turca

 

Cecchini si sono posizionati sui tetti intorno ai quartieri e stamattina hanno iniziato a sparare contro la popolazione, che ha iniziato una “protesta del rumore” utilizzando qualunque mezzo a disposizione per far sentire la propria voce all'esterno dei quartieri sotto assedio. Nel quartiere di Hancepek la polizia ha ferito 5 bambini: Ali Kaya 8 anni, Songul Kaya 14 anni, Sehmus Sevintek 15 anni, Ayse 13 anni e un bambino di 8 anni di cui non si è ancora appreso il nome. Ali Kaya è stato ferito gravemente.

Testimoni oculari hanno riferito che una macchina nera è entrata nel quartiere e ha iniziato a sparare in tutte le direzioni. Oltre alle persone sono stati presi di mira tutti gli edifici storici tra cui un'antica moschea e una chiesa storica che hanno subito gravi danni.

Stamattina le forze speciali hanno circondato il quartiere di Sur, vietato l'ingresso e l'uscita e rappresentanti del DBP (Partito Democratico delle Regioni) stanno cercando di entrare del quartiere. Anche la città di Lice in provincia di Diyarbakir è sotto attacco, l'esercito sta bombardando le montagne intorno alla città e impedisce l'ingresso alla città che è stata isolata bloccando l'accesso a internet e telefoni. Una delegazione del DBP e dell'HDP sta cercando di raggiungere anche Lice.


----------------


Fonti:

Zehra Dogan JINHA-Amed (Agenzia di Stampa delle Donne - Diyarbakir)

Kerem Celik Ufficio stampa del DTK (Congresso della Società Democratica)

traduzione a cura di uikionlus

Le persone e la dignità
30 09 2015

E’ l’attivista russa Ludmilla Alekseeva la vincitrice del Premio per i diritti umani dedicato a Vaclav Havel. Lo ha deciso il 28 settembre l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

“Il premio è un riconoscimento di tutti i russi che operano per difendere i diritti umani in circostanze molto difficili”, ha dichiarato Alekseeva, 88 anni, visibilmente commossa.

Ludmilla, dagli anni Sessanta del Novecento, prima in Unione sovietica e poi in Russia, si batte per il rispetto dei diritti umani. Nel 1977 è stata costretta a lasciare il suo paese per gli Stati Uniti ed è tornata in Russia nel 1989 dove ha più volte denunciato l’inasprimento delle norme contro la società civile in Russia, in particolare la legge del 2012 contro le organizzazioni non governative che ricevono finanziamenti dall’estero. L’attivista ha espresso ottimismo solo “per le prospettive a lungo termine”, non per il futuro prossimo.

“Un giorno, saremo senza dubbio un paese democratico, perché siamo un paese europeo”, ha sottolineato. Alekseeva, che aveva lasciato nel 2012 il Consiglio per i diritti umani del Cremlino, è tornata a farvi parte nei mesi scorsi per difendere le ong da quello che ha definito come l’”oltraggioso” abuso della legge, riconoscendolo come uno degli unici canali di comunicazione con le autorità “in questi tempi difficili”.

Il premio Vaclav Havel, accompagnato da un assegno di 60mila euro, è una iniziativa dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, della Biblioteca Havel e della Fondazione della Carta 77. Sono stati premiati nel 2013 l’attivista bielorusso Ales Byalyatski e l’anno successivo il dissidente azero Anar Mammadli.

facebook