De profundis per l'uomo lavoratore

  • Mercoledì, 10 Gennaio 2018 13:18 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO

Lavoro Moni Ovadia, Il Manifesto

10 gennaio 2018

Il sociologo statunitense Jeremy Rifkin, già una ventina d’anni fa scrisse un libro dal titolo profetico: "La fine del Lavoro". Rifkin annunciava un evento del quale oggi si può discutere normalmente come di una prospettiva che si colloca nel quadro della nostra realtà.

FuturoRoberto Ciccarelli, Il Manifesto
2 dicembre 2017

Uno sviluppo senza espansione economica, una ripresa spinta dalla manifattura e dall’export senza ampliamento della base produttiva. Un paese dove i "poveri assoluti" sono aumentati del 165% rispetto al 2007 (sono 4,7 milioni), senza contare i "nuovi poveri", 8 milioni 465mila persone, pari a 2 milioni 734 mila famiglie, che lavorano precariamente, appartengono anche al ceto medio, e non vedono la fine del mese con un solo stipendio.
Papa lavoratori IlvaLuca Kocci, Il Manifesto
28 maggio 2017

L’imprenditoria buona che crea lavoro dignitoso e quella "mercenaria" preoccupata solo del profitto. Il lavoro come "riscatto sociale" ma anche come arma di "ricatto". La ferita del lavoro nero, la piaga della disoccupazione. Il falso mito della «meritocrazia» usato come "legittimazione etica della disuguaglianza". Il lavoro "cattivo" che produce armi e distrugge la natura.

Ritratto di scontrinista alla Biblioteca nazionale di Roma

  • Mercoledì, 24 Maggio 2017 14:01 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
PrecarietàRoberto Ciccarelli, Il Manifesto
24 maggio 2017

Un sms del presidente dell'associazione Avaca, il sindacalista Gaetano Rastelli (Flp Bac), ha comunicato lunedì sera ai 22 "scontrinisti" che non lavoreranno più alla Biblioteca Nazionale di Roma.

Una lucida ribellione. Riflessione sul suicidio di Michele

  • Domenica, 26 Febbraio 2017 08:10 ,
  • Pubblicato in Il Commento
PrecarietàEttore Fieramosca, Micromega
26 febbraio 2017

Ciò che m'ha spinto a scrivere questo post è quello di proporre una riflessione ai lettori di Micromega sulla lettera d’addio del “precario” (così, un po’ semplicisticamente è stato etichettato da molti giornalisti) udinese, rilanciata con qualche imbarazzo dai media nazionali.

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