Femminicidi, ci stiamo rassegnando?

  • Giovedì, 08 Ottobre 2015 09:01 ,
  • Pubblicato in Il Commento
Violenza sulle donneBarbara Stefanelli, Corriere della Sera
8 ottobre 2015

Una donna di 20 anni, una figlia di quattro, una denuncia per stalking datata 3 ottobre 2013 contro l'ex partner e padre della bambina. Ieri notte, poche ore prima dell'udienza preliminare davanti al giudice, il corpo torturato della ragazza era lì ...

Se nemmeno l'arresto ferma il femminicidio

FemminicidioVerrebbe da dire che non ci sono leggi che possano bastare se a prevalere è sempre quell'impulso di sopraffazione estrema, troppo a lungo normalizzato da una visione dominante sui rapporti mai del tutto neutralizzata.
Titti Marrone, Il Mattino ...

Firmiamo l’appello delle donne curde

  • Martedì, 01 Settembre 2015 10:25 ,
  • Pubblicato in Flash news

Osservatorio Afghanistan
01 09 2015

Firmiamo l’appello delle donne curde

Care Compagne,

vi giro l’appello delle donne kurde per condannare l’esecuzione di Kevser Elturk (Ekin Van), combattente delle YJA STAR torturata e uccisa dai militari turchi ed esposta nuda in modo disumano nel centro della città di Varto nel Kurdistan turco.
Firmate a nome dei vostri gruppi/organizazione/case/comitati/asamblee etc! (mandate un email a me con il nome del organizazione entro il 1 settembre!)

Condanniamo questo attacco a tutte le donne uniamoci contro la mentalità patriarcale e il femminicidio e il fascismo dello stato contro la legittima difesa delle donne. Stiamo raccogliendo le firme in tutta Europa. Non restiamo in silenzio!
jin jiyan azadi! biji yekitiya jinan!

ciao Roj

Firmiamo l’ appello delle donne curde
La mentalità patriarcale e la complicità fra AKP e daesh è il segno più atroce del femminicidio.

Il movimento delle donne curde in Europa TJKE e la rappresentanza internazionale del movimento delle donne curde, l’ ufficio delle donne curde per la pace CENI, la fondazione internazionale delle donne libere, la casa delle donne Utamara, la fondazione Roj women, la fondazione Helin, e tutte le assemblee popolari delle donne curde in Europa conadanniamo fermamente l’ esecuzione di Kevser Elturk (Ekin Van), combattente delle YJA STAR torturata e uccisa dai militari turchi ed esposta nuda in modo disumano nel centro della città di Varto nel Kurdistan turco. L’onta e il disonore di questo gesto resterà scritto nella storia.

Nel nome del regno del sultanato la mentalità dell’AKP rigetta l’umanità sulla via della morte, continuando a percorrere la via della guerra, con il solo scopo di demoralizzare la resistenza delle donne curde. Keveser Elturkè il simbolo della resistenza delle donne curde. Come donne curde e del mondo chiediamo giustizia per questo gesto orribile. In tutte le guerre conosciute nella storia del mondo, le donne sono state utilizzate come bottino di guerra. Oggi in Irak le donne continuano ad essere vendute nei mercati della schiavitù sessuale. L’ immagine delle donne curde trainate a terra dai carri armati turchi e i loro corpi esposti nudi nei media sono ancora attuali.

La mentalità conservatrice e patriarcale non sopporta l’ ideologia della liberazione delle donne, che appartiene ai valori dell’ umanità. Le atrocità inflitte a Keveser Elturk sono la rappresentazione della mentalità maschile degli anni ’90 che si ripropone oggi. L’ etica del disonore si concretizza con la complicità fra AKP e daesh. La cultura dello stupro che ha messo in atto il femminicidio di Ekin Van è la conseguenza della continua guerra nei confronti del diritto alla legittima difesa delle donne curde, oggi simbolo della resistenza delle donne di tutto il mondo. Come movimento delle donne curde e associazioni di donne curde ci uniamo e sosteniamo questo appello del KJA, e denunciamo questa politica incosciente e disumana portata avanti dalla polizia dell’ AKP contro le donne. Di conseguenza resistiamo contro la mentalità dell’ AKP, come i combattenti YPG hanno sconfitto il califfato di daesh.

Lanciamo un appello all’ opinione pubblica, alle organizzazioni dei diritti umani, alle femministe a tutte le associazioni sensibili a questa situazione ad essere solidali alla nostra causa e ad unirsi nella lotta contro questa guerra e femminicidio messo in atto dall’ AKP.

Riscriviamo la storia, costruiamo insieme il confederalismo democratico, rafforziamo la nostra autodifesa contro la mentalità patriarcale.

Parigi 19/08/2015

ORGANIZAZIONE FIRMATARI

TJK-E- Europa; Le Assemblee Popolari delle Donne Curde in Europa; IRKWM-Europa; CENI- Germania; IFWF-Olanda; UTAMARA-Germania; Fondazione Roj Women- UK; Fondazione Helin; ….

FRANCESE
SIGNEZ L’APPEL DES FEMMES KURDES!!!!

La mentalité patriarcale de la complicité AKP-DAESH est la figure la plus atroce du Féminicide

Nous soussignées,

Le Mouvement des Femmes Kurdes en Europe TJK-E, la Représentation Internationale du Mouvement des Femmes Kurdes, le Bureau des Femmes Kurdes pour la Paix CENI, la Fondation Internationale des Femmes Libres, le Centre de Rencontre pour Femmes UTAMARA, la Fondation Roj Women, la Fondation Helin ainsi que toutes les Assemblées populaires des femmes Kurdes en Europe ; condamnons fermement l’exécution de Kevser Elturk (Ekin VAN) combattante kurde de YJA STAR tuée par la torture par les soldats Turcs et exposée nue au public de façon inhumaine en plein centre de la ville de Varto au Kurdistan Turc. La honte et le déshonneur de cet événement s’écrira dans l’histoire.

Au nom du règne de son sultanat, la mentalité de l’AKP envoie l’humanité sur la route de la mort faisant perdurer la guerre sale. Son seul but : affaiblir la résistance des femmes Kurdes. Kevser Elturk est le symbole de la résistance des femmes Kurdes. En tant que femmes Kurdes, en tant que femmes de la planète nous demandons justice face à cet acte horrible.

Durant toutes les guerres qu’a connue l’histoire de notre monde, les femmes ont toujours été utilisées comme des butins de guerre, aujourd‘hui en Iraq elles continuent d’être vendues dans les bazars de l’esclavagisme sexuel. Les images des femmes Kurdes traînées à terre par les tanks de l’armée Turque, leurs corps exposés nus dans les médias étatiques sont encore dans l’histoire actuelle.

La mentalité conservatrice patriarcale n’arrive pas à digérer l’idéologie de la libération des femmes qui est aujourd’hui un hommage aux valeurs de l’Humanité. Ces atrocités infligées à Kevser Elturk sont la représentation de la mentalité masculine des années 90 qui se reproduit à ce jour.

Le vide éthique et le déshonneur se concrétise par la complicité de DAESH et de l’AKP.

Cette mentalité du viol qui produit la pratique avérée du féminicide sur la personne d’Ekin Van est l’enclenchement d’une guerre indéfinie à l’égard du droit de légitime défense des femmes Kurdes qui sont aujourd’hui devenues l’espoir des femmes de la planète.

En tant que Mouvement des femmes Kurdes, et associations des femmes Kurdes nous soutenons et nous nous joignons à la déclaration du KJA (Congrès des Femmes Libres), et dénonçons cette politique inconsciente et inhumaine perpétrée par la police de l’AKP envers les femmes.

Par conséquent, nous allons vaincre la mentalité de l’AKP tout comme les combattantes des YPG ont renversé le sultanat de DAESH.

Nous lançons un appel à l’opinion publique, aux organisations des droits humains, aux féministes, à toute personne sensible à cette situation, à être solidaires à notre cause et à nous rejoindre dans notre lutte contre cette sale guerre, ce féminicide perpétré par l’AKP !

Inscrivons-nous dans l’histoire, construisons le système démocratique confédéral en renforçant nos mécanismes de prévention contre les mentalités patriarcales.

Paris, le 19.08.2015

Signatures
TJK-E- Europa; Le Assemblee Popolari delle Donne Curde in Europa; IRKWM-Europa; CENI- Germania; IFWF-Olanda; UTAMARA-Germania; Fondazione Roj Women- UK; Fondazione Helin;

 

L'Argentina e gli uomini che odiano le donne

Violenza di genere, un omicidio ogni 32 ore spesso da attribuire ai mariti. Fino a un paio di anni fa la parola feminicidio era sconosciuta in Argentina. La stampa parlava di "delitti passionali" lasciando intendere che l'omicidio di una donna altro non è che un impulso amoroso incontrollato.
Carlo Antonio Biscotto, Il Fatto Quotidiano ...

06 07 2015

Non è un paese per vecchie
Questa volta è successo a Lugo, nel ravennate. Rosa Bassani, una donna di 74 anni, è stata uccisa dal marito
di 82, Ferino Belletti. La vicenda ha seguito una delle dinamiche iterative della violenza di genere: l’uomo,
dopo il femicidio, ha tentato di togliersi la vita. Non ci è riuscito e al momento si trova in ospedale in stato
di arresto. Sempre nel ravennate, lo scorso 15 aprile a morire era un’altra donna anziana, Pia Rossini, di 81
anni, uccisa dal figlio.

Nella categoria degli “anziani”, la parte più vulnerabile della società, le donne anziane costituiscono
sicuramente una speciale sottocategoria: sono le escluse tra gli esclusi, le più vulnerabili fra i vulnerabili.
Se si parla, poco, di violenza maschile contro le donne in generale, quasi per niente si parla di violenza
maschile contro le donne anziane, quasi fosse un tabù. Eppure anche loro muoiono per mano dei loro
partner o ex partner.

Secondo dati EURES, le anziane registrano i fattori di rischio più elevato: 472 vittime nel periodo
considerato dal 2000 al 2011 pari al 22,9% del totale, di cui 340 in famiglia, pari al 23,3%. Secondo
l’indagine sul femicidio svolta dalla Casa delle donne di Bologna, nel 2013 la vittima aveva tra i 61 ei 75
anni nel 13% dei casi, e un’età maggiore di 75 anni in un altro 13% dei casi. Per parafrase un celebre
saggio di Loredana Lipperini, l’Italia “non è un paese per vecchie”.

Non sono solo le malattie, le pensioni misere, la solitudine o la depressione a uccidere le donne anziane,
ma anche le botte, le molestie, le violenze dei compagni che invecchiano accanto a loro. In molti casi, le
donne che vengono uccise sono malate: lui uccide lei perché stanco o incapace di prendersene cura, ambito
in cui le donne sono storicamente relegate da millenni. I giornali in quel caso parlano di omicidio per un
eccesso di “amore”, scambiando la violenza per compassione, invece di parlare della necessità di
un’educazione sentimentale che insegni agli uomini a prendersi cura dell’altra, dell’altro.

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna vuole centrare l’attenzione sulle violenze e
le discriminazioni vissute da milioni di anziane nel nostro paese, violenze che spesso passano sotto
silenzio. Lo stereotipo mediatico passa il messaggio che a subire violenza siano soprattutto donne giovani
(e avvenenti): i numeri e gli episodi che ci riporta la cronaca ci mostrano che la realtà è diversa. Includere le
donne anziane, con la loro specificità, nel racconto mediatico sulla violenza contro le donne sarebbe già un
primo passo per sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno sociale ingiustamente trascurato.

Coordinamento dei Centri antiviolenza
dell’Emilia-Romagna
•Casa delle donne per non subire violenza - Bologna
• Vivere Donna - Carpi
• SOS Donna Onlus - Faenza
• Centro Donna Giustizia - Ferrara

Referente per la stampa:
Nadia Somma
Presidente dell’ass. Demetra donne in aiuto
• Trama di Terre - Imola
• Demetra Donne in aiuto Onlus - Lugo
• Casa delle donne contro la violenza - Modena

• Centro Antiviolenza Onlus - Parma
• La Città delle Donne - Piacenza
• Linea Rosa Onlus - Ravenna
• Rompi il silenzio Onlus - Rimini
• Nondasola - Reggio Emilia
• Sos Donna – Bologna

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