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sabato 15 dicembre 2018



"L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e che non avrà".
Marco Polo



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Genitori non si cresce (7)

La benché minima idea
12 luglio 2013

Anche ieri sera Ivan mi ha chiesto di giocare con lui, dopo cena. Anche ieri sera ho "barattato" il mio consenso con la sua visita finale in bagno per la pipì e il lavaggio dei denti. Ivan non mi ha chiesto di fare niente; dovevo solo stare lì, a vederlo giocare e a rispondere alle sue domande. Aveva voglia di costruire alti e sottili castelli con le costruzioni di legno per poi abbatterli con le Hot Wheels.
Recensione pedagogica del film “Famille” di François Farellacci
di Maria Emanuela Galanti (MEG)
14 febbraio 2012

Giovedì scorso sono andata a vedere, proiettato all’Apollo Undici, il documentario del regista italo-corso François Farellacci (cosceneggiatrice, Laura Lamanda). Costituito da un susseguirsi di testimonianze autobiografiche del regista e dei suoi famigliari (nonno paterno, padre, madre, sorella), il film è una testimonianza, autentica quanto impressionante, di come sia possibile costruire (da parte dei genitori) e aderire (da parte dei figli) a un mito famigliare che rasenta la follia.
di Olivier Malcor
31 gennaio 2012

Quando mi sono ritrovato papà nel 2008, pensavo di essere un uomo ‘moderno’ con una certa sensibilità sulle questioni di genere. Avevo anche tutta una serie di teorie sulla parità e le possibili complementarietà tra l’uomo e la donna: uno cucina, l’altro lava i piatti; la donna da il latte e l’uomo fa fare il rutto. È solo poco a poco che le mie teorie sono andate in frantumi e che ho potuto squarciare la cortina della mia mascolinità mai messa in questione fino ad allora.
di Elena Perozzi
13 settembre 2011

Intervengo nel dibattito sulla genitorialità in questa nuova rubrica di Zeroviolenzadonne, dopo aver letto l’articolo di MEG pubblicato il 21 giugno. Sono oramai quasi vent’anni che mi occupo di abuso e maltrattamento all’infanzia e conseguentemente di genitorialità. Una delle prime domande che mi sono fatta dopo avere letto articoli sull’argomento e avere assistito a convegni sul tema, è stata… “Come si esce dal circuito della violenza?” Sentivo parlare dell’ottica trigenerazionale e del fatto che  se non si riesce ad elaborare la propria storia infantile fatta di traumi e violenze, non si può pensare di crescere i propri figli in modo diverso…
di Maria Emanuela Galanti (MEG)
21 giugno 2011

Che gradita sorpresa scoprire nel numero del 17 maggio scorso di Zeroviolenzadonne.it il corsivo di Monica che parla della genitorialità, il settore in cui io mi sono formata in età adulta per poter aiutare altri genitori!
Condivido lo spirito e molto della lettera di quanto Monica dice: spezzare la catena della cattiva genitorialità è possibile e necessario. In questo mio primo intervento sull’argomento (spero ce ne potranno essere altri in seguito), toccherò questioni concernenti i concetti di resilienza e consapevolezza.
L’idea, espressa dalle parole di Truffaut citate da Monica, che “una infanzia difficile” si tramuti in forza negli anni successivi, ha forse largo seguito nel pubblico dei non addetti ai lavori, ma è smentita dai dati.
di Monica Pepe

Uscirà a breve un film ambientato in Francia e ispirato ad una storia vera accaduta negli Stati Uniti, che vede 17 adolescenti decidere di diventare madri “come atto di ribellione contro la famiglia e la noia che le circonda. Fanno quel che vogliono del loro corpo” sono le parole di Louise Grinberg, attrice protagonista, intervistata insieme alle registe nell’ultimo numero di “Io Donna”. Ci sono altre frasi dell’articolo-intervista che mi hanno colpito: “un’adolescente rimane incinta. Altre 16 amiche che frequentano la stessa scuola decidono di imitarla, usando i maschi per l’indispensabile”.
di Maria Emanuela Galanti (MEG)
25 ottobre 2011

Il mio intervento su Zeroviolenzadonne.it del 21 giugno scorso era intitolato “Spezzare la catena della cattiva genitorialità è possibile”; Elena, psicologa clinica, si è soffermata, nel suo intervento successivo al mio, sui rischi che la catena continui per alcune categorie di persone, particolarmente a rischio di sofferenza psichica e, quindi, di genitorialità insufficiente. Anche io, come lei, auspico che il corso-percorso di sostegno alla genitorialità che propongo per AssoLei Sportello Donna Onlus possa offrire alle donne e agli uomini che vengono da infanzie difficili, o che hanno subito traumi lontani o recenti, una occasione di stimolo e confronto per poter iniziare dei percorsi individuali.