ILO: 13 milioni di lavori in meno per le donne nel mondo

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In genere
19 12 2012

"Dal 2002 al 2007, il tasso di disoccupazione femminile era del 5,8%, rispetto al 5,3% degli uomini. La crisi ha aumentato questa differenza dallo 0,5% allo 0,7%, ed ha di fatto distrutto 13 milioni di posti di lavoro delle donne". L'effetto della crisi economica sui gap di genere è oggetto del rapporto Global Employment Trends for Woman 2012, elaborato dall'Ilo (l'Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni unite) in collaborazione con Un Women. "Nei paesi industrializzati, la crisi sembra aver colpito maggiormente gli uomini che lavorano nei settori legati al commercio rispetto alle donne che lavorano nel settore sanitario e dell’istruzione - si legge sul sito dell'Ilo - Nei paesi in via di sviluppo, al contrario, le donne sono state colpite più duramente nei settori legati al commercio".

Inoltre rimane rilevante il fenomeno della segregazione in settori poco (o nulla) remunerati e qualificati: "L’indicatore sulla segregazione professionale mostra che le donne continuano ad essere confinate in particolari tipologie di professioni. Si è registrato un calo di questa tendenza nel corso degli anni ’90, mentre negli ultimi dieci anni la situazione si è stabilizzata", si legge ancora sul sito dell'Ilo. Oltre ai dati, il rapporto contiene anche suggerimenti e raccomandazioni per affrontare la disparità di genere nel mercato del lavoro, dai servizi e da una maggiore condivisione familiare per alleggerire il carico della cura, alla riconsiderazione di costi e benefici nella specializzazione di genere, fino alla promozione di campagne di sensibilizzazione per combattere gli stereotipi legati al sesso.

A questo link si può scaricare il rapporto e la sua sintesi (entrambi in inglese).

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