Record di sì all’Onu contro la pena di morte

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Il Corriere della Sera
21 12 2012

E’ stato un successo senza precedenti. Il mondo è sempre più contrario al boia. Ieri, giovedì 20 dicembre, l’Assemblea generale delle Nazioni unite ha adottato con un’adesione massiccia una risoluzione che auspica una moratoria sull’applicazione della pena capitale nel mondo. Un voto che avviene ogni due anni ma la notizia è che quest’anno la risoluzione, non vincolante, ha raccolto un numero record di voti a favore, ben 111, 41 i contrari e 34 le astensioni. Due anni fa i sì erano stati 108. Fra i Paesi che hanno votato contro vi sono gli Stati Uniti, la Cina, il Giappone, l’India, l’Iran, la Corea del nord e l’Arabia Saudita.

Un altro segnale molto incoraggiante è stata l’astensione della Papua Nuova Guinea e dell’Indonesia, prima fermamente contrarie alla risoluzione. Ma c’è anche chi ha fatto il percorso inverso. Il Bahrein, la Repubblica dominicana e l’Oman sono passati dall’astensione al no mentre le Maldive, la Namibia e lo Sri Lanka dal sì all’astensione. Nel 2011 dei 193 paesi aderenti alle Nazioni Unite solo 21 hanno eseguito sentenze capitali.

Tra i nuovi “seguaci” della moratoria ci sono Paesi come il Chad, le Seychelles, la Sierra Leone, il Sud Sudan, la Tunisia e la repubblica Centroafricana. Paesi non certo Occidentali che rendono questa campagna ancora più globale. “Il voto di oggi – ha affermato Jose Luis Diaz, il rappresentante di Amnesty International alle Nazioni Unite – riafferma il trend mondiale di allontanamento dalla pena capitale. Ci sono ora circa 140 Paesi che sono abolizionisti per legge o nella pratica. Anche se la risoluzione non è vincolante è comunque un’espressione del volere della comunità internazionale ed è un segnale forte dal cuore del mondo”.

Il voto è un grande risultato per l’Italia che da anni è impegnata in prima fila contro le esecuzioni. ”È una giornata storica per l’affermazione dei valori universali della civiltà – ha commentato un soddisfatto Giulio Terzi – che ci incoraggerà a procedere con rafforzata convinzione nel nostro impegno in favore della promozione su scala globale dei diritti fondamentali della persona umana”.
Il testo del documento ricalca quello delle risoluzioni varate dalle Nazioni Unite nel 2007, 2008 e 2010: fa appello ai Paesi membri che ancora adottano nei loro codici la pena capitale a porre in atto una moratoria delle esecuzioni “in vista della loro abolizione”. Hanno ancora in vigore la pena di morte 58 paesi e territori secondo Amnesty International.
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