Troppe donne in lista, esclusi i Radicali nel Lazio

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Linkiesta
28 01 2013

Succede nel Lazio. Giustizia, Amnistia e Libertà candida nel listino 5 donne e 4 uomini. Per la Corte d’Appello la parità di genere non è garantita. Esclusa all’ultimo un’esponente di sesso femminile, il candidato presidente Rossodivita ha presentato un’istanza di riammissione. A ore arriverà il responso.

Quote rosa al contrario. Succede nel Lazio, i radicali presentano un elenco di candidati con troppe donne e la Corte d’Appello respinge la lista. Paradossi d’Italia, uno dei paesi con il più basso tasso di partecipazione femminile in politica.

Il listino dei Radicali per le Regionali del Lazio è stato consegnato sabato, entro i tempi previsti dalla legge. Ieri, la sorpresa. La lista collegata al candidato presidente di Giustizia, Amnistia e Libertà Giuseppe Rossodivita - consigliere uscente - è stata respinta. Ci sono troppi uomini. La legge prevede che nell’elenco sia rispettata la parità di genere.

È l’ennesimo incidente nella sfortunata campagna elettorale dei Radicali. Prima l’accordo saltato con il Pd Nicola Zingaretti (in cambio dell’alleanza il candidato democrat pretendeva di non ricandidare i consiglieri uscenti). Poi l’apparentamento tecnico annunciato e smentito all’ultimo con la Destra di Storace. Ora il vizio di forma nella lista elettorale.

Il listino presentato dai Radicali conta effettivamente dieci nomi: cinque uomini e cinque donne. Tra i dieci è compreso però anche Giuseppe Rossodivita. Ma a norma di legge il candidato presidente non può rappresentare uno dei due generi. Deve essere considerato esterno al listino. Ecco il motivo dell’anomalo sbilanciamento, tutto a favore della partecipazione femminile. Il problema è stato presto risolto. Ieri Antonella Casu - candidata assieme ad Anna Cannellino, Valeria Centorame, Maia Antonietta Coscioni e Mina Welby - si è fatta da parte. Ha ritirato la sua candidatura equilibrando la presenza di genere del listino.

Ora i Radicali hanno presentato un’istanza di riammissione. Proprio in queste ore la Corte d’Appello sta valutando la situazione. Alla fine il listino radicale “corretto” potrebbe essere riammesso. «Siamo ancora in attesa di una risposta, si saprà tutto entro oggi» raccontano i diretti interessati. I politici di sesso maschile ringraziano per la tutela.


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