Case di accoglienza vittime del racket

Letto 1348 volte
Etichettato sotto

Circolo Mario Mieli
01 02 2013

Scatta l’allarme per l’accoglienza e i servizi di assistenza e reinserimento per le persone (donne, uomini, trans) vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo della Regione Lazio.

Il Dipartimento delle Pari Opportunità non ha, infatti, ammesso al finanziamento i progetti “Agar I - Agire e assistere in rete contro la tratta nel Lazio: programma regionale di emersione e prima assistenza” e “Agar II – Agire e assistere in rete contro la tratta nel Lazio: programma regionale di assistenza e di integrazione”, entrambi promossi dalla Regione Lazio a valere sui fondi ex art. 13 L. 228/2003 e ex art. 18 D.lgs. 286/98.

I progetti erano in continuità con attività che in diverse forme, ma sempre con il finanziamento del DPO, si svolgono sul territorio della Regione Lazio da ormai più di 10 anni, per contrastare il fenomeno della tratta, offrendo il necessario supporto alle vittime.
All’interno dei progetti un’attenzione specifica era riservata alle persone transessuali/transgender/omosessuali costrette alla prostituzione e sfruttate dai circuiti criminali, che avevano trovato sul territorio regionale un percorso dedicato, con una casa d’accoglienza riservata.

Lo scenario che si prospetta adesso è fosco: l’interruzione dei progetti significa, infatti, l’interruzione dell’accoglienza nella case protette e nelle case di 2° livello, l’interruzione della garanzia dei pasti, l’interruzione dell’assistenza legale, l’interruzione del supporto psicologico, l’interruzione dei percorsi formativi e delle borse lavoro. In particolare sarà cancellata la possibilità di avviare e continuare i percorsi di regolarizzazione, non essendoci più alcun Ente che si occupi dell’ottenimento e/o del rinnovo dei permessi di soggiorno per protezione sociale. Tutto questo significa un duro colpo per le vittime attualmente assistite e, soprattutto un duro colpo alla lotta contro il racket dello sfruttamento e le organizzazioni criminali che lo gestiscono. A essere colpiti sono assieme diritti e sicurezza dei cittadini.

Già da qualche giorno sta girando un appello delle associazioni per chiedere che il Dipartimento delle Pari Opportunità riconsideri la propria decisione in merito al finanziamento e di trovare tutte le soluzioni possibili anche con altre istituzioni pubbliche affinché il servizio non venga interrotto per tutte le persone vittime di tratta e di sfruttamento, e quindi anche per le persone transessuali/transgender/omosessuali.

La Regione Lazio, in particolare, può fare molto per un servizio così cruciale e delicato e chiediamo ai candidati, alla nuova giunta e al consiglio regionale che verranno eletti tra meno di un mese di proporre con urgenza soluzioni in grado di salvaguardarlo e, semmai potenziarlo e valorizzarlo.


Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli – Presidente Andrea Maccarrone 3497355715
Associazione di Volontariato Libellula – Presidente Laila Daianis 3486978294

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook