×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Vieni a lavorare gratis allo sportello contro la violenza sulle donne

Letto 1739 volte

Abbatto i muri
17 04 2014

Questo annuncio lo trovate presso uffici di stage e job placement della xy università. Agnes me lo segnala sottolineando il fatto che tali uffici non dovrebbero più pubblicare annunci di stage non retribuiti.

Il senso dell’annuncio è che ti chiedono se vuoi lavorare gratis per tre mesi allo sportello pari opportunità contro la violenza sulle donne. Non ti danno rimborso spese. Ti vogliono anche laureand@ e con conoscenze informatiche di un sistema operativo che costa un botto e che le amministrazioni pubbliche, per fare risparmiare i contribuenti, dovrebbero oltretutto archiviare.

In ogni caso il punto è che si chiede a qualcun@, e immagino che a rispondere o ad essere prese potrebbero essere per la maggior parte donne, di lavorare gratis per aiutare altre donne. Che una associazione di volontariato abbia difficoltà a pagare qualcun@ per realizzare compiti di questo tipo posso anche capirlo ma che una amministrazione pubblica faccia diventare questa cosa uno “stage” in cui piazzi dentro, evidentemente, personale non specializzato, senza alcuna preparazione nella comprensione delle richieste, senza formazione né coscienza del problema, spero quindi affiancadol@ a qualcun@ che ne sa qualcosa, facendo diventare la “violenza sulle donne” uno dei tanti settori in cui le amministrazioni pubbliche legittimano il precariato, senza valorizzare mai né l’esperienza né la competenza cumulata che viene gettata al vento di tre mesi in tre mesi così come già in altri, troppi, settori alienanti si fa, è veramente il colmo.

lavorogratisOltretutto: uno dei problemi che se conosci la questione della violenza sulle donne ti trovi ad affrontare è proprio il fatto che le persone vittime di violenza non hanno avuto e non hanno ancora la possibilità di emanciparsi dal bisogno e così restano in una costante, precarissima, condizione di dipendenza economica. Se chi si occupa di violenza sulle donne nelle amministrazioni pubbliche non ha presente questa cosa e immagina che chi sta per laurearsi possa voler lavorare gratis senza capire che tipo di garanzie per un lavoro futuro questa cosa potrà portare, come fa a dire che di quella violenza abbia davvero cognizione?

Per prima cosa bisognerebbe risolvere la precarietà delle persone che risultano essere potenziali o già vittime di violenza, non con assistenzialismi o regali ma cominciando, per esempio, a immaginare che il lavoro va retribuito, perché altrimenti, immaginate la scena, una donna chiamerà perché ha bisogno di aiuto e dall’altro lato troverà una qualunque precaria di un call center, per la nobile occasione promossa a stagista, che dovrà indirizzarla verso soluzioni che non può trovare neanche per se stessa. Non trovate che tutto ciò riveli un paradosso?

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook