Ordinanze contro gli "accattoni" e dissuasori per i senzatetto

Letto 2067 volte

Al di là del buco
18 06 2014

Provate a cercare su google le parole “ordinanza & accattoni”. Troverete una marea di norme che ancora interpretano il quadro securitario voluto a suo tempo da Maroni. Fu lui che diede poteri ai sindaci, simpaticamente ribattezzati come “sceriffi”.

Con quel decreto i sindaci, per motivi di “sicurezza”, ebbero il potere di decidere a proposito di poveri (gli accattoni), migranti, prostitute e tutto quel che nella concezione leghista costituiva motivo di degrado. Ma questa cosa non piace solo alla destra, anzi. Scorrendo le ordinanze, le decisioni, i muri cittadini, le regole anti/degrado, quelle per il decoro, a marginalizzare accattoni, migranti e prostitute sono anche fior di sindaci di centro sinistra, del Pd.

Ad avercela con “gli accattoni” sono gli assessori preoccupati, di volta in volta, della salute fisica di anziani e bambini, a seconda dei casi, e ne abbiamo lette di cose in questi anni, tipo l’ordinanza fiorentina di un paio di sindaci fa dove l’assessore diceva che sugli accattoni, quelli che chiedono la questua, si può inciampare e questo avrebbe messo a repentaglio la salute fisica dei cittadini e dei turisti.

Ma più in generale le “ragioni” per queste norme anti degrado sono sempre magnanime. Migranti a casa loro, prostitute nella buia periferia, accattoni e senza tetto fuori dalle balle, perché, come fu ai tempi della Tatcher a Londra, questa gente è da considerarsi immondizia e bisogna cacciarla lontano. Lontano dagli occhi perché la povertà altrui potrebbe mettere di cattivo umore i turisti spendaccioni o potrebbe dare una cattiva immagine della città. Potrebbe anche distruggere le belle speranze dei giovani, e si sa che distruggere le speranze dei giovani è un delitto grave.

Da lì in poi le scuse idiote si sprecano e se ti permetti di obiettare qualcosa ti dicono che il “buonismo” non serve di questi tempi. Serve il cattivismo. A me piace chiamarlo in un altro modo ma piuttosto che sintetizzare preferisco sostanziare il motivo della mia obiezione.

Le belle speranze dei giovani vengono distrutte da chi toglie casa, reddito, lavoro, e prospettive future alle persone. Il degrado è costituito dall’immagine dominata dal terrore e dal securitarismo ispirato a una volontà di discriminazione di alcune categorie sociali.
Delle prostitute ho parlato tante volte e gli “accattoni” sono persone povere perché altrimenti non starebbero per strada. Ci sono senzatetto, persone piene di problemi e se non sono lì a fare la questua vanno a occupare case. A governi e amministrazioni cittadine però non piace né l’una e né l’altra cosa. Non si capisce che cosa dovrebbero fare queste persone. Suicidarsi in massa?

Se poi questi “accattoni” sono migranti allora è dimostrato che tanti razzisti dicono una serie infinita di sciocchezze, giacché se i migranti sono in strada e sono anche molto poveri significa che non sono di certo in Italia a toglierci il lavoro. Ma al di là di questo proverei a fare una sintesi della questione.

L’ultima ordinanza in ordine di tempo e che riguarda gli “accattoni” è quella padovana. Per affrontare il fenomeno pare che le guardie impiegheranno anche i cani. Non so se li aizzeranno contro gli accattoni in caso di fuga o se hanno una serie di cani da accattone addestrati apposta.

Amerei ricordare che a seguito di un ricorso il Tar Veneto decide, nel 2010, che i sindaci sceriffi non possono più fare tanto gli sceriffi e che tante ordinanze non sono poi così legittime.

E’ chiaro che dato che le ordinanze vengono fatte spesso in direzione di contesti poveri e forse poco consapevoli circa i propri diritti, oltre che poco attrezzati per esigerli, difficile che qualcuno possa sollevare questioni di legittimità; però un dubbio viene e dovrebbero essere i cittadini dotati di strumenti culturali e anche di maggiori diritti a tentare di capire fin dove questi sindaci possono arrivare in nome della lotta contro il degrado cittadino. Appresso a quella decisione anche in altre città le ordinanze anti/degrado rischiarono di finire nel cestino e sarebbe quello, per quel che mi riguarda, il posto destinato ad esse.

La filosofia che ispira quelle ordinanze comunque non appartiene solo ad amministratori italiani. Sarei ingenerosa a dire questo. A Londra e anche in altre città si discute di spuntoni da applicar in angoli da rendere inservibili per i senzatetto. In alcune città – anche italiane – hanno applicato delle barre per rendere le panchine impraticabili a chi non saprebbe dove altrimenti dormire. Fortuna che qualche risposta alternativa c’è. A Vancouver sono state progettate panchine che sono adatte a riparare i senzatetto e a Bergamo alcune persone hanno staccato quelle barre alle panchine come azione di protesta.

Mi chiedo: chi salverà i cani dal diventare, loro malgrado, segugi anti/accattoni?
La solidarietà è morta. Il buon senso pure.

#RestiamoUmani

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook