Ad Atene ambulatori in trincea per la sanità autogestita

Letto 3407 volte

pagina99
23 07 2014

Una palazzina nel cuore di Exarchia: al terzo piano un piccolo appartamento è stato adibito a centro medico, “Comunità solidale. Policlinico e farmacia di Atene”. Visite e medicazioni per tutti e senza nessun costo. In questo centro sanitario che riceve oltre 3500 persone, prive di una copertura medica, è stata aperta pure una piccola farmacia.


È uno dei settori maggiormente colpiti dall’austerity quello della sanità, che i cittadini greci pagano attraverso un sistema assicurativo e uno contributo dei propri datori di lavoro; quindi, a causa dei licenziamenti e della disoccupazione dilagante, sempre più persone si sono ritrovate senza soldi per pagarsi cure, interventi e farmaci. Médecins du Monde parla di 3 milioni di cittadini senza copertura medica, il ministro della Sanità Adonis Georgiadis abbassa la stima, tra i 2 milioni e i 2 milioni e mezzo.


Ma la recessione economica non ha intaccato la solidarietà e l’attivismo politico. Sulle scale dell’anonimo palazzo del quartiere anarchico di Atene una fila di persone, greci e stranieri, attende il proprio turno per essere visitata o ricevere dei farmaci. All’interno farmacisti e dottori, volontari, lavorano senza sosta.


«La situazione sanitaria del nostro Paese è tragica, sempre più persone non possono permettersi l’assistenza medica e così è nata l’idea di garantire a tutti un aiuto concreto». Parla così Konstantin Kokosis, membro amministrativo della clinica. «Questo centro è nato due anni fa da un gruppo di persone appartenenti a Syriza, ma il partito passa solo una piccola quota di fondi, pari al 10%. Il resto arriva da donazioni di volontari. I farmaci sono gli stessi cittadini a portarli quando un parente muore o cambia terapia o, comunque, quando ne interrompe l’assunzione».


Quaranta medici, quindici dentisti e dieci farmacisti. Uno staff completo e non retribuito, per ogni esigenza. «Io sono disoccupata, mio marito pure. Non posso permettermi di pagare l’assicurazione sanitaria e se non ci fosse un posto come questo non saprei come fare per prendere l’insulina di mio marito, che è diabetico». A parlare è Anastasia Nektariou, 42 anni e la ferma dignità di chi non nasconde le miserie di cui non è colpevole.

Ma un posto analogo sorge anche nella piazza del rione. Un’altra clinica, ma nessun partito a supportarla. Lo spazio che la ospita è quello del centro sociale K-Vox e anche qui patologi, psicologi, radiologi, oculisti, logopedisti, pediatri e fisioterapisti mettono le loro competenze a disposizione di tutti in modo gratuito, secondo il precetto dello statuto della clinica, scritto su un volantino affisso al di fuori del centro medico: «(...) Tutti noi siamo potenzialmente immigrati, senza tetto, disoccupati e senza accesso alle strutture medico sanitarie gratuite, la nostra azione è l'offerta di cure mediche e farmaceutiche gratis e la garanzia di salute di tutti senza distinzione di colore, provenienza, orientamento religioso e sessuale

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook