×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

L'Alveare a Centocelle: coworking per neomamme che rientrano a lavoro

Letto 1900 volte

La Stampa
26 09 2014

La nuova frontiera del coworking arriva a Roma, quartiere Centocelle. E si mette al servizio di tutte quelle mamme che sono pronte a tornare in ufficio subito dopo la gravidanza. Si chiama ‘l’Alveare’: duecento metri quadrati di spazio, dove impiegate e libere professioniste potranno lavorare, condividendo strumenti, attrezzature, mobili e locali. Senza la preoccupazione di dover trovare qualcuno cui affidare il neonato lasciato a casa.

“Lavorare subito dopo il parto è molto difficile – sottolinea Serena Baldari, membro dell’Associazione ‘Città delle mamme’ e co-fondatrice della struttura - Sei sempre presa dai ritmi del bambino. Nei primi mesi è giusto che sia così, perché serve a creare un legame tra mamma e figli. In seguito, però, senti il bisogno di rimetterti in gioco”. L’Alveare vuole offrire a neo-mamme e neo-papà una soluzione a questo problema.

L’edificio conta due uffici, una sala riunioni, 22 postazioni e una cucina: un ambiente ideale per favorire collaborazioni e nuove amicizie. Alle quali si aggiunge una zona baby, un’area allattamento e un giardino esterno: spazi in cui i neonati (a partire dai 4 mesi) saranno accuditi da persone specializzate, mentre i loro genitori battono a computer, sbrigano una pratica, tengono conferenze o incontrano nuovi clienti.

Il centro, che sorge nel quartiere di Centocelle, è stato inaugurato giovedì 25 settembre. Ma già conta una decina di iscritti: “Un’associazione di ostetriche e psicologhe prenderanno in condivisione un ufficio – aggiunge Serena Baldari – mentre un’altra sala sarà occupata alcune ore alla settimana da una coppia di informatici. Tante sono le persone venute a curiosare e informarsi sui prezzi”. Circa 2,80 euro all’ora per usufruire dei locali e dei servizi, con tante agevolazioni per le aziende.

Già da alcuni anni, scrittori, giornalisti e informatici hanno abbandonato il tavolo di casa o il bancone degli internet-café. Preferiscono lavorare condividendo un ufficio, uno studio o semplicemente una stanza. Rifuggono l’isolamento, cercando l’interazione con altre persone. E sperimentano la potenzialità delle sinergie professionali e dello scambio continuo di competenze.

L’idea dell’Alveare nasce da queste considerazioni. E cerca di rispondere a un mercato del lavoro difficile: dove una gravidanza si paga, spesso, con il licenziamento e dove i nidi aziendali e pubblici sono insufficienti. “Il nostro obiettivo – precisa la Baldari – è quello di stimolare ‘un’economia collaborativa’, avendo un occhio di riguardo nei confronti dei neo-genitori”. Sono molte le donne che faticano a trovare un’occupazione dopo il parto. Tante riescono a svolgere la propria attività solo da casa, con contratti freelance e poche garanzie. Lavorano in un ambiente domestico isolato e claustrofobico. Impegnate a badare anche al proprio bambino, vivono con la costante paura di perdere il posto.

L’Alveare punta a contrastare l’estromissione dal mercato del lavoro di tutte quelle donne che diventano mamme. E a trasformarsi in una fucina di idee, in un incubatore di progetti, aperto a tutti coloro che apprezzano la filosofia e i vantaggi del coworking.

Marco Luigi Cimminella

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook