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L'Aquila. 'Finti' anche i lavori di messa in sicurezza delle scuole

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Articolo Tre
17 10 2014

Come se il terremoto non avesse insegnato nulla.

Come se i trecento nove morti del 6 aprile 2009 non fossero stati un conto già abbastanza tragico. Sette persone sono indagate dalla procura de L'Aquila con l'accusa di falso e truffa ai danni dello Stato.

Secondo le accuse, i sette avrebbero effettuato lavori antisismici in due scuole di Sulmona molto al di sotto degli standard previsti dalla legge, tanto che gli istituti non avrebbero superato i collaudi.

I finanzieri hanno sequestrato due plessi dell'Istituto tecnico commerciale "A. De Nino" e dell'Istituto tecnico per geometri "R. Morandi", oggetto di lavori di messa in sicurezza finalizzata all'adeguamento sismico, dichiarati urgenti e necessari dopo il terremoto del 6 aprile 2009 ed affidati dalla Provincia di L'Aquila alla ditta "Ati Fin-Cosman" di Roma.

Secondo le indagini della procura sono state svolte opere di messa in sicurezza in misura e qualità decisamente minore rispetto alla rendicontazione indicata negli stati di avanzamento lavori liquidati all'appaltatrice.

Il tutto a fronte di rendicontazione che, invece, attestava la piena e conforme realizzazione delle opere.

"Le lavorazioni – si legge nelle carte delle indagini – avrebbero determinato pregiudizi statici alle strutture, tali da rendere addirittura non collaudabile l'opera realizzata".

Il sequestro di oggi è lo sviluppo di una vicenda già nota alla cronaca: quella di Massimo Tomeo, l'imprenditore di Vasto che più volte nel 2013 aveva compiuto gesti eclatanti di protesta, anche barricandosi nell'ufficio del presidente della Provincia dell'Aquila, per protestare per i mancati pagamenti da parte dell'Ati Fin-Cosman di prestazioni eseguite dalla sua impresa, la Mcr, quale subappaltatrice nei lavori di messa in sicurezza del plesso De Nino-Morandi.

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