I padroni dell'eterologa

Monica Soldano, Repubblica.it
30 ottobre 2014

Con il via libera all'utilizzo di gameti esterni alla coppia parte anche in Italia la corsa alle banche di ovuli e spermatozoi. E subito si affacciano sul mercato alcuni giganti della crioconservazione e dello stoccaggio a cui tutti, sia le strutture pubbliche che quelle private, dovranno far riferimento.

Gli europei ed in particolare gli Italiani non si riproducono più o lo fanno troppo tardi. Nel nostro Paese la natalità è scesa ancora del 3,5% in un anno. Il soccorso potrebbe arrivare dalla fecondazione con donazione e da un nuovo patto tra giovani e meno giovani che si scambieranno le cellule della fertilità. Ma la cultura della donazione è tutta da costruire, così, in attesa di arrivarci, occorre chiedere aiuto alle banche che congelano, soggetti terzi da cui acquistare servizi. Per lo più multinazionali che prevedono di far volare i fatturati per stoccare, conservare e trasportare i gameti.

Soldi da congelamento e stoccaggio. Un business assicurato dai numeri: quelli dello stoccaggio, del congelamento e del trasporto delle cellule della fertilità. Ovociti e spermatozoi che fanno gola anche alla ricerca scientifica che utilizza le staminali e alla nuova frontiera della medicina rigenerativa che ambisce a sostituire la vecchia farmaceutica. Conservare un campione di seme o di ovociti vuol dire pagare dai 100 ai 500 euro l'anno, per anni.

In Europa molti centri usufruiscono di piccole banche organizzate in casa o di service, ma per l'ovodonazione in costante crescita occorrono cifre importanti per vitrificare. E i numeri fanno la differenza, assicura il professor Josè Remohì, presidente della rete dei centri spagnoli Ivi: con 12 ovociti fecondati e trasferiti l'esito positivo della gravidanza è del  40% , ma con 30 si sale all'80%. Remohì esclude la possibilità di vendere gameti in eccedenza agli italiani perché lo vietano le leggi.

I centri spagnoli potrebbero perdere il 63% della domanda di donazione in un sol colpo perché era tutta rigorosamente italiana. L'Italia diventa quindi il mercato da conquistare o, meglio, da non perdere e l'idea di aprire un centro specializzato sull'eterologa, a km zero, non manca.

Arrivano i signori del gelo. In Italia i signori del gelo si sono riuniti in un progetto, una new company privata in uno spazio pubblico, l'università di Roma a Tor Vergata, concessionaria con Cryolab. Partner terzo dei centri, avrà convenzioni con tutti quelli pubblici, passando da Regioni e società scientifiche, grazie al nulla osta ottenuto dal Ministero della Salute (dopo verifica dei requisiti tecnici da parte del Centro Nazionale Trapianti).

Al momento si tratta dell'unica struttura in possesso di questa tipologia di nulla osta perché è stata la prima a richiederlo e a ottenerlo, ma non c'è nessun competitore all'orizzonte, neanche per il trasporto dell'andirivieni di cellule garantito dalla fecondazione con donazione. Un investimento piccolo, un milione e mezzo di euro, per conquistare un mercato grande, in crescita, pressoché senza rivali. E se il cuore grande dell'Italia batterà, invertire la rotta, grazie all'eterologa. Vendere anche i servizi al resto d'Europa, dove la domanda di  cellule della fertilità aumenta a vista d'occhio, perché la popolazione invecchia ed i donatori viaggiano, ma non bastano più.

La procreazione assistita in cifre
72.543     le coppie che nel 2012 sono ricorse alla procreazione assistita
- 1,4% rispetto al 2009 (erano state 73.570)
18,9%     La percentuale di gravidanze da scongelamento di embrioni nel 2012
Nel 2011 era stata del 17,6%
15,4%     La percentuale di gravidanze da scongelamento di ovociti nel 2012
Nel 2011 era stata del 14%
1138     Il numero di nati vivi per tutte le tecniche di scongelamento
Nel 2011 era stato di 924
218     I centri privati nel 2012
Nel 2009 erano 185
137     I centri pubblici e privati convenzionati nel 2012
Nel 2009 erano 156
36,5     L'età media delle donne che nel 2012 è ricorsa a tecniche
di fecondazione assistita
In Europa nel 2010 l'età media era di 34,7 anni
25.187     I cicli di ovodonazione in Europa nel 2009
Il doppio rispetto al 2005
38.124     Inseminazioni con donatore in Europa nel 2009
+30,4% rispetto al 2005
fonte: Relazione sull'applicazione della Legge 40 inviata al Parlamento dal Ministro della Salute il 4/7/2014 - Osservatorio ESHRE

Un laboratorio di 800 metri quadrati, una compagnia partecipata dall'Università di Tor Vergata nel 2013 e sostenuta dal Rettore Renato Lauro. 250 metri quadrati saranno destinati solo ai campioni cellulari, una capienza per milioni di cellule. Le cell factory rilanceranno le opportunità della ricerca scientifica. Due dipendenti universitari al momento, ed una decina previsti da altre aziende che risiederanno nell'hub, ed è fatta. La partenza in pompa magna, nel gennaio 2013, è stata con un partner tecnologico esclusivo per l'acquisto dei gas, il colosso Linde Medical group.

Poi, sei mesi fa, un cambio di passo e la costituzione di una partecipata con piccoli imprenditori siciliani. Anche se formalmente Cryolab non è una biobanca ma una parte terza che può svolgere attività di stoccaggio a favore dei centri di PMA. Proprio dalla Sicilia, la regione più generosa d'Italia per la donazione del sangue, potrebbe partire la campagna di sensibilizzazione per la donazione del seme e, con qualche difficoltà in più, per quella degli ovociti. Così la fecondazione con donazione sdoganerà in Italia la cultura della donazione delle cellule e la necessità di crioconservarle.

Sos donatori. Centralizzare le banche e congelare di più, in giovane età, è la strategia che convincerebbe anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che il 1 ottobre scorso, presentando il nuovo "tavolo della fertilità", ha citato il social freezing come forma di prevenzione da proporre ai giovani che si sottopongono ai trattamenti chemioterapici. Ma quanti ovociti servono per un ciclo di fecondazione in vitro con donazione? "Almeno sei ovociti di buona qualità, meglio se dodici, di una giovane under 30", sostiene Mauro Costa, responsabile del servizio di riproduzione assistita dell'Ospedale Evangelico di Genova.

Ad una donatrice giovane, invece  - prosegue Costa - occorrerà dire che non basteranno quindici ovociti, se vorrà preservare per sé e donare ad un'altra, quindi la stimolazione ormonale dovrà essere più forte e forse rischiosa. L'incentivo potrebbe essere dato da un rimborso congruo? In Europa gli oltre 22.323 cicli di ovodonazione del 2009 sono stati permessi da donazioni altruistiche, ma la carenza di cellule si fa sentire in Gran Bretagna, Olanda e Francia, mentre le uniche a resistere sono la Spagna e la Grecia, dove le donazioni si pagano, tra i 900 ed i 1000 euro per singolo ciclo. L'andirivieni di gameti è dunque garantito, in giro per l'Europa e presto in Italia.

I costi della eterologa. In Europa esistono dei service che raccolgono e conservano i gameti, come  la Nordic Cryobank, specializzata  per il liquido seminale, e la spagnola Ovobank, nata tre anni fa. Con tariffe, di fatto, senza concorrenza: 3000 euro per sei ovociti, più 1000 euro di trasporto, 250 euro per un campione di liquido seminale, da sommare a quello della metodica. Un costo complessivo di 7000 euro per una fecondazione in vitro con donazione, il costo che oggi pagano gli italiani per poter accedere subito nei centri privati.

"I gameti non si acquistano, in Europa è vietata la commercializzazione, ma è permesso il trasferimento come forma di cooperazione tra equipe mediche", spiega Laura Rienzi, la presidente della società di Embriologia Riproduzione e Ricerca. Eppure se ci fossero scambi gratuiti tra donatori o donatrici anonime, l'egg sharing, il costo tra fecondazione in vitro omologa ed eterologa sarebbe identico, conferma Rienzi.

Una chimera al momento perché il 60% delle donne che entra in un centro di procreazione assistita in Italia ha dai 38 anni in su, ovvero quando è tendenzialmente troppo tardi. Invece, con un'ovocita di una giovane donna dai 25 ai 35, anche una ultraquarantenne ottiene l'elisir di lunga giovinezza, assicura l'embriologo romano Francesco Morgia, anche se i rischi ostetrici della gravidanza legati all'età restano.

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