Russia: “I transessuali sono malati mentali. Non possono avere la patente”

Etichettato sotto

Le persone e la dignità
12 01 2015

La Russia ha vietato alle persone affette da un disordine della personalità o dell’identità di genere come transessuali e transgender di guidare, in quanto considerate affette da disturbi mentali che li rendono più a rischio di incidenti stradali. Sulla lista delle categorie che non potranno portare l’aiuto anche esibizionisti, feticisti, voyeur, giocatori compulsivi e cleptomani. Il provvedimento è stato emanato il 29 dicembre dal premier Dmitri Medvedev.

Gli psichiatri e gli avvocati per i diritti umani russi hanno condannato la decisione del governo definendola discriminatoria, convinti che, fra l’altro, le persone potrebbero rinunciare a cercare un aiuto psichiatrico per paura di perdere la propria licenza di guida. Ma l’associazione dei conducenti professionisti sostiene invece la mossa. Il capo del gruppo Alexander Kotov ha detto: «Abbiamo troppe morti sulla strada, e credo che rafforzare i requisiti medici sia pienamente giustificato”.

Dopo l’adozione nel 2013 di una controversa legge federale che vieta la “propaganda” dell’omosessualità tra i minori – di fatto rendendo impossibile qualunque manifestazione in difesa dei diritti dei gay – la Russia di Vladimir Putin sembra insomma aver estratto dal cilindro un ennesimo provvedimento che riflette l’intolleranza delle autorità di Mosca nei confronti delle minoranze sessuali. E persino un membro del Consiglio per i diritti umani del Cremlino, Ielena Masiuk, non nasconde di non vedere nessuna ragione per vietare a “feticisti, cleptomani o transessuali” di guidare l’auto. “Penso – ha precisato – che si tratti di una violazione dei diritti dei cittadini russi”.
Anche l’associazione dei giuristi russi per i diritti dell’uomo si è scagliata contro il decreto definendolo anticostituzionale, e Maria Bast – una legale dell’organizzazione moscovita e lei stessa transessuale – ha denunciato che questo provvedimento “discriminatorio” potrebbe indurre molte persone che si trovano nelle condizioni indicate dal decreto a evitare di ricorrere a un aiuto medico per paura di vedersi ritirare la patente di guida. Dura infine anche la reazione del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, che ha bollato il provvedimento come “ridicolo e illegale” chiedendo a Mosca di modificarlo “immediatamente”.

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook