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Il Manifesto
20 10 2015

Erri de Luca, non se l'aspettava un'assoluzione, vero?
Per mio temperamento sono sempre preparato al peggio ma in questo caso i pronostici erano impossibili perché si è trattato di un processo sperimentale: nessuno scrittore era mai stato incriminato prima con questo arnese del codice fascista l'istigazione - che risale al 1930. ...

Eleonora Martini

Il diritto di parola sotto processo

  • Martedì, 20 Ottobre 2015 07:33 ,
  • Pubblicato in Il Commento
Erri De Luca No TavLivio Pepino, Il Manifesto
20 ottobre 2015

Erri De Luca è stato assolto. La sentenza del Tribunale di Torino non lascia adito a dubbi: affermare che "la Tav va sabotata" non è un reato ma un'opinione, affidata al dibattito politico e non alle cure di giudici e prigioni. ...

Assolto Erri De Luca, il fatto non sussite

Internazionale
19 10 2015

Erri De Luca è stato assolto dall’accusa di istigazione a delinquere per essersi espresso a favore dei sabotaggi contro la linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione in un’intervista all’Huffington Post nel 2013.

- Erri De Luca è stato assolto dall’accusa di istigazione a delinquere perché il fatto non sussiste.
- L’accusa, sostenuta dai pubblici ministeri Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, aveva chiesto otto mesi di reclusione per lo scrittore. Per i pubblici ministeri De Luca “con la forza delle sue parole ha incitato a commettere reati”.
- Lo scrittore è imputato d’istigazione a delinquere per aver detto in un’intervista all’Huffington Post “che è giusto sabotare la Tav”.
- Oggi De Luca in aula ha rilasciato dichiarazioni spontanee e ha ribadito la sua posizione: “Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua”.
- Il processo è diventato il simbolo dell’attacco alla libertà d’espressione in Italia. Molti intellettuali, Wim Wenders, Salman Rushdie e Paul Auster, hanno firmato un appello Liberté pour Erri De Luca in nome della libertà d’espressione.

Erri De Luca, No TavValeria Pacelli, MicroMega
24 settembre 2015

"Esprimo la mia totale e assoluta contrarietà al reato di opinione che viene contestato come in uno dei peggiori regimi". Maurizio De Giovanni, classe '58, napoletano, autore di romanzi gialli, è tra gli scrittori che nei mesi scorsi hanno aderito alla campagna #iostoconerri

MicroMega
24 09 2015

intervista a Maurizio De Giovanni di Valeria Pacelli

“Esprimo la mia totale e assoluta contrarietà al reato di opinione che viene contestato come in uno dei peggiori regimi”. Maurizio De Giovanni, classe ’58, napoletano, autore di romanzi gialli, è tra gli scrittori che nei mesi scorsi hanno aderito alla campagna #iostoco nerri e alla raccolta di firme per sostenere il collega, che aveva appena saputo di essere a processo per istigazione a delinquere. De Giovanni non ha dubbi: “Sostengo assolutamente De Luca e non trovo in nessuna parte delle dichiarazioni fatte da lui un’istigazione a delinquere”.

Che cosa rappresenta per lei questa accusa?
Credo che tutto ciò sia solo sintomo della decadenza socio-culturale che si ha sempre quando la forma predomina sulla sostanza.
Da un punto di vista giuridico non entro nel merito della questione, ma trovo che quello che ha detto De Luca sia riferito a una sua precisa opinione, condivisibile o meno.
Io abito lontano da quei luoghi, è una realtà che non conosco bene, ma ciò di cui stiamo parlando è l’opinione di uno scrittore che non deve essere mai interpretata come quella di un capo di un gruppo, di un leader insomma.
 
Alcuni giuristi spiegano che il problema riguarda le conseguenze su chi percepisce quelle parole.
Il problema è nella definizione di opinione, che secondo me non può essere mai reato. O almeno, non lo è in un Paese civile.

Come finirà secondo lei quindi questo processo?
Sono sicuro che la cosa si risolverà in una bolla di sapone.
Poi bisognerà capire chi si prenderà carico di tutto questo, anche dei soldi pubblici spesi per mandare avanti un processo così.

E se ci fosse invece una condanna? Quali sarebbero le conseguenze?
Sarebbe una bomba a orologeria che pende sulle teste di chiunque abbia voglia di esprimere una valutazione sociale. Mi auguro che nella trafila giudiziaria ci sia “un giudice a Berlino”, qualcuno che possa applicare una vittoria del senso comune e della giustizia, contro un’applicazione ottusa e formale della norma. Se così non fosse tutta la cultura italiana deve prendere una posizione netta: non si può impedire la libera espressione di un’opinione.

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