Roberto Ciccarelli, Il Manifesto
7 agosto 2014

A mez­za­notte di mar­tedì 5 ago­sto il tea­tro Valle era ancora pieno. Uno spet­ta­colo com­mo­vente in forma di assem­blea della "fon­da­zione tea­tro Valle bene comune" come poche se ne sono viste in que­sti tre anni di occu­pa­zione.
Il Manifesto
05 08 2014

Beni comuni. Le proposte elaborate collettivamente in tre giorni di assemblee nazionali e tavoli di lavoro. Oggi verranno sottoposte al teatro di Roma in un incontro all'assessorato alla cultura. Domenica scade la "tregua" strappata dagli occupanti dopo l'ultimatum del 31 luglio imposto dal Campidoglio

Non è stata una resa, ma un rilan­cio. L’occupazione del tea­tro Valle ces­serà dome­nica 10 ago­sto a con­di­zione che la «con­ven­zione» con il tea­tro di Roma adom­brata negli scambi fre­ne­tici, e pub­blici, con il suo pre­si­dente Marino Sini­baldi rece­pi­sca alcuni ele­menti deter­mi­nanti per la «Fon­da­zione Tea­tro Valle Bene Comune». Sarà que­sto il con­te­nuto dell’incontro che si terrà oggi pome­rig­gio alle 18 all’assessorato alla cul­tura di Roma Capi­tale in piazza Campitelli.

A nome della Fon­da­zione che vanta 5600 soci e un capi­tale sociale com­ples­sivo di 250 mila euro, gli atti­vi­sti incon­tre­ranno Sini­baldi, ma non l’assessore Gio­vanna Mari­nelli. Con lei è pre­vi­sto un incon­tro nei pros­simi giorni. Sem­pre che oggi il tea­tro di Roma non respinga le richie­ste ela­bo­rate col­let­ti­va­mente dal Valle insieme alle reti degli ate­lier e dei movi­menti dei lavo­ra­tori dello spet­ta­colo pro­ve­nienti da tutto il paese. Un lavoro intenso che ha tenuto impe­gnate cen­ti­naia di per­sone nel fine set­ti­mana e anche ieri, nella terza assem­blea nazio­nale di fila.

Al primo punto del docu­mento che verrà sot­to­po­sto oggi al Cam­pi­do­glio, e indi­ret­ta­mente al governo che con il mini­stro della cul­tura Dario Fran­ce­schini preme affin­chè il Valle sia sgom­be­rato, c’è la distin­zione tra la pro­prietà del più antico tea­tro della Capi­tale (che resterà pub­blico per i pros­simi 100 anni nelle mani del tea­tro di Roma) e l’uso delle strut­ture e delle atti­vità arti­sti­che e for­ma­tive gestite dalla Fon­da­zione. Quest’ultima è tito­lata a fir­mare que­sta even­tuale «con­ven­zione» in quanto «asso­cia­zione non rico­no­sciuta», seb­bene il pre­fetto di Roma Giu­seppe Peco­raro non ne abbia rico­no­sciuto la per­so­na­lità giuridica.

Ciò non toglie che que­sto possa avve­nire una volta ter­mi­nata la fase trien­nale di occu­pa­zione, quando alla fon­da­zione verrà attri­buita effet­ti­va­mente la capa­cità di «auto­go­verno» espressa dai cit­ta­dini e dagli utenti del tea­tro e rico­no­sciuta dall’articolo 43 della Costi­tu­zione. Per i «comu­nardi» gli organi par­te­ci­pa­tivi sta­bi­liti nel suo sta­tuto garan­ti­scono già oggi tale capa­cità e riem­piono di senso la nozione, piut­to­sto vaga, di «tea­tro par­te­ci­pa­tivo» che il tea­tro di Roma imma­gina di rea­liz­zare nel Valle. Rico­no­scere l’autonomia della fon­da­zione è fon­da­men­tare per con­durre «una spe­ri­men­ta­zione non solo arti­stica, ma anche gestio­nale». In seguito la «con­ven­zione» potrebbe essere rin­no­vata. Per garan­tire que­sto per­corso, è stata for­mu­lata anche l’ipotesi di una deli­bera d’indirizzo da parte della giunta Marino.

Poi c’è il capi­tolo spi­noso dei lavori di messa a norma e di restauro del Valle. Que­sto è stato il cavallo di troia usato da Fran­ce­schini, Mari­nelli e il tea­tro di Roma per imporre prima l’ultimatum del 31 luglio, poi slit­tato al 10 ago­sto. «Ha tutta l’aria di essere uno stru­mento per chiu­dere il tea­tro per anni e liqui­dare l’esperienza di tre anni e un modello di auto­go­verno arti­stico ed eco­no­mico che fun­ziona». La pro­po­sta è invece quella di isti­tuire un osser­va­to­rio com­po­sto da per­so­na­lità scien­ti­fi­che che garan­ti­scano la cit­ta­di­nanza e i soci sui tempi, sulle moda­lità e i capi­to­lati di spesa. «È pos­si­bile farli par­tire con la fon­da­zione che lavora den­tro?» è stata la domanda più volte ripetuta.

Pro­po­ste com­plesse, frutto dell’intelligenza col­let­tiva che si è espressa al Valle negli ultimi giorni. «In que­ste ore — hanno detto gli atti­vi­sti — abbiamo aperto uno spa­zio poli­tico negato dalle isti­tu­zioni e lo abbiamo messo a dispo­si­zione di tutti per deci­dere il futuro del Valle. Adesso sta al Cam­pi­do­glio rispet­tare que­sta volontà».

Roberto Ciccarelli

La rivoluzione dei beni comuni

Paolo Cacciari, Left
31 maggio 2014

Facile comprendere la ragione della forza persuasiva che è alla base di questi variegati movimenti: il disastroso fallimento delle privatizzazioni (un colossale processo di espropriazione in atto non solo in Italia); [...]. La grande ubriacatura neoliberista - il privato è bello e arricchisce tutti - si è finalmente esaurita.

 

Contro l'austerità difendiamo i beni comuni

  • Martedì, 13 Maggio 2014 14:03 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Manifesto
13 05 2014

Tre anni fa, nel giugno 2011, la maggioranza assoluta del popolo italiano votò un referendum per dire che l'acqua e i beni comuni essenziali alla vita delle persone e garanzia dei diritti universali, dovevano essere  sottratti alle regole del mercato e riconsegnati alla gestione partecipativa delle comunità locali ...

Approvata la legge sull'acqua pubblica nel Lazio

  • Martedì, 18 Marzo 2014 09:36 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamopress
18 03 2014

Approvata dal Consiglio regionale la proposta di legge di iniziativa popolare "Tutela, governo e gestione pubblica delle acque". Un risultato straordinario, frutto di impegno costante e passione democratica, che porta alla ribalta le ragioni profonde dei movimenti per l'acqua pubblica e per i beni comuni [...] così bene espresse dal referendum del giugno 2011 sul tema della ripubblicizzazione del servizio idrico e, più in generale, dei servizi pubblici locali con rilevanza economica. Di sicuro, una vittoria degli Enti locali regionali, promotori e sostenitori della legge, e del "Coordinamento regionale Acqua Pubblica Lazio", ma soprattutto della volontà popolare e della democrazia.

Il cammino della proposta legislativa, iniziato nel giugno 2012 con l'approvazione della deliberazione a sostegno dell'iniziativa di legge popolare da parte del Consiglio comunale di Corchiano, giunge finalmente alla sua conclusione. Da oggi sarà dunque possibile ridisegnare la gestione del servizio idrico della nostra regione.

La proposta, sulla scorta dei principi e contenuti referendari, prevede il governo pubblico e partecipato del ciclo integrato dell’acqua, la sostituzione degli ambiti territoriali ottimali con gli ambiti di bacino idrografico, e non più con l'ambito unico coincidente con l'intera Regione Lazio come del resto previsto dalla Legge regionale 191/2009, la gestione del servizio idrico sottratto al principio della libera concorrenza e l’istituzione di un fondo regionale per la ripubblicizzazione teso a favorire la gestione attraverso soggetti di diritto pubblico, come aziende speciali o consorzi tra Comuni.

Con l'approvazione della legge da parte del Consiglio regionale, è stata scritta una importante pagina nell'ambito delle politiche tese ad affermare la gestione pubblica e sociale dei servizi locali di interesse generale. Una pagina che, oltre ad essere un esempio internazionale, rappresenterà un precedente molto significativo per il governo nazionale.


Approvata la prima legge in Italia per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua, presentata da cittadini e comuni

Dopo la straordinaria vittoria referendaria di giugno 2011, dopo un percorso durato due anni che ha intrecciato le esperienze dei comitati e di numerosi comuni del Lazio, dopo 12 mesi di pressioni sul Governo Regionale, oggi, 17 marzo, finalmente, è stata approvata all’unanimità la proposta di Legge popolare n°31, per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico nella Regione Lazio.

Una legge che recepisce i risultati referendari, a partire dalla definizione di servizio idrico come servizio di interesse generale da gestire senza finalità di lucro, fino al fondo stanziato per incoraggiare la ripubblicizzazione delle gestioni in essere. Una legge che rimette al centro finalmente gli enti locali, delineando gli ambiti territoriali ottimali sulla base dei bacini idrografici e dando la possibilità ai comuni di organizzarsi in consorzi e di affidare il servizio anche ad enti di diritto pubblico, tutelando al contempo la partecipazione delle comunità locali nella gestione di questo bene fondamentale, anche rispetto alle generazioni future. Una discussione in Aula Consiliare niente affatto semplice che, in prima seduta , si è protratta fino a tarda notte, per essere poi aggiornata a questa mattina. Decisiva è stata la costante presenza di rappresentanti dei comitati e degli enti locali che hanno contribuito a sventare i tentativi di ostruzionismo e di modifica dei principi cardine della legge.

Una pressione dal basso che assolutamente non dovrà attenuarsi nei prossimi mesi, quando a livello regionale dovranno essere elaborati atti legislativi fondamentali , quali la legge sugli ambiti di bacino idrografico e la nuova convenzione di cooperazione tipo. Saranno queste infatti le prossime occasioni per applicare concretamente i principi contenuti nella legge approvata oggi e di valorizzare gli spazi di partecipazione da questa aperti. Nel frattempo ci si aspetta che, coerentemente alla legge approvata, venga salvaguardata la libertà di quei comuni del Lazio che rischiano il passaggio forzato al gestore dell’ATO di riferimento pur volendo gestire il servizio in autonomia. Unico neo della discussione odierna è stato, infatti, il poco coraggio della maggioranza nell’affermare con chiarezza tale principio.

Oggi quindi si festeggia insieme a tutti gli altri comitati che, in altrettante regioni, stanno lavorando per l’approvazione di testi di legge analoghi. L’auspicio è che, a partire dal Lazio, si inneschi finalmente una reazione a catena che veda i governi regionali rispettare la volontà dei cittadini e il diritto all’acqua, proprio in un momento in cui questo viene nuovamente minacciato dal vento privatizzatore che soffia dal governo. Per approfondire i contenuti della legge e le prospettive da questa aperte invitiamo la stampa e i cittadini ad una conferenza stampa domani, 18 marzo, alle ore 11.30 presso la sede del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, al secondo piano in via S.Ambrogio, 4 a Roma.

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