×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

Ribaltano i piani. Non chiedono scusa, per carità, c'è sempre un altro "perché" un "non è come appare", "è un complotto", la "verità verrà fuori". ...

Unioni Civili: delirio omofobo del Vicariato

  • Lunedì, 20 Gennaio 2014 13:03 ,
  • Pubblicato in Flash news

Circolo Mario Mieli
20 01 2014

Da Roma Sette, quotidiano online della Diocesi di Roma, arriva l’ennesimo attacco al Comune contro il registro delle unioni civili.

Le posizioni espresse dal Vicariato di Roma sono frutto di una evidente malafede. Mentre da un lato, infatti, la Chiesa si oppone alla estensione del matrimonio per le coppie omosessuali, dall'altro non ammette che a queste coppie vengano concesse le benché minime tutele e diritti, neppure in ambito locale, proprio perché non sono sposate. Una evidente schizofrenia dietro cui si cela la più bieca e trita omofobia di chi non ammette che la società è mutata e che, oltretutto, non spiega perché le coppie eterosessuali coniugate dovrebbero essere discriminate o svantaggiate dalla naturale equiparazione di tutti i cittadini". – ha dichiarato Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli - “Approvando un registro delle unioni civili, Roma non fa altro che allinearsi ai tantissimi comuni italiani che sono stati costretti così a cercare di colmare un grave e pesante vuoto normativo che lascia gravemente prive di tutele le coppie omosessuali. Questa Chiesa è sempre più lontana dal sentire e dai bisogni dei cittadini e conduce una battaglia ideologica sulla pelle di una parte meno garantita della società, mostrando il suo volto peggiore e odioso".

Rinnoviamo il nostro sostegno all’iter di approvazione del registro. Per la Diocesi è ormai tempo di arrendersi al fatto che Roma è la Capitale di uno stato laico e che a nulla servirà continuare a diffondere terroristiche e odiose menzogne parlando di “pseudo-matrimonio” e “inutilità giuridica” al solo scopo di creare confusione e disinformazione su temi sui quali la maggioranza degli Italiani dimostrano di aver maturato ormai idee molto più chiare di quelle che si leggono sul quotidiano dei Vescovi.

"Su una cosa”- conclude Maccarrone – “conveniamo col Vicariato: non vogliamo accontentarci di istituti di tutela minori e men che mai di pseudo-matrimoni, partnership alla tedesca, o altre fantasiose sigle. La nostra richiesta al Parlamento e alle forze politiche è di piena e completa uguaglianza che preveda finalmente l'approvazione anche in Italia del matrimonio egualitario. Saremo contenti se anche la Chiesa Cattolica, come già tante chiese riformate, si accorgerà che la nostra battaglia riguarda un'atto di giustizia e vorrà unire, quindi, la sua voce alla nostra”.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea Maccarrone – Presidente
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
3297488791

Ufficio Stampa – Andrea Contieri
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
06.5413985
3487708437

Internazionale
17 01 2014

Il 16 gennaio a Ginevra è cominciata l’udienza dei rappresentanti vaticani davanti al comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia, a cui devono presentare un rapporto sull’applicazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia nel territorio vaticano.

Le domande del comitato si sono concentrate sulle accuse di abusi sessuali su minori rivolte a preti cattolici. All’udienza hanno partecipato l’ambasciatore vaticano presso l’Onu, monsignor Silvano Tomasi, e monsignor Charles Jude Scicluna, ora vescovo ausiliare di Malta ma per molti anni promotore di giustizia (procuratore generale) per i crimini sessuali. È la prima volta che il Vaticano viene interrogato da un organismo internazionale sugli scandali che lo riguardano.

Nel corso dell’audizione Tomasi ha ricordato gli strumenti approvati in questi ultimi anni dal Vaticano, sia a livello interno sia internazionale, per far fronte a questo “triste fenomeno”. Il diplomatico vaticano, ha detto che “non ci può essere mai giustificazione per alcuna forma di violenza e sfruttamento dei bambini” e che la chiesa cattolica vuole “diventare un esempio” nella lotta contro gli abusi e la protezione dell’infanzia.

Il Vaticano è accusato di aver protetto preti, suore e religiosi che hanno commesso crimini sessuali contro migliaia di bambini in Germania, Stati Uniti, Belgio, Italia, Irlanda. Nel luglio del 2013 il comitato dell’Onu aveva chiesto al Vaticano di fornire informazioni su questi casi, ammessi anche dalla Santa sede nel 1995. Tra le richieste avanzate c’era quella di specificare se ai religiosi responsabili degli abusi era ancora permesso stare accanto ai bambini e di chiarire se era stato preso qualche provvedimento contro di loro e in difesa delle vittime.

La risposta del Vaticano era stata che i casi erano di competenza dei paesi in cui erano stati commessi e, a meno che non fossero le autorità di questi stati a pretenderlo, non era tenuto a fornire informazioni sull’agire dei suoi religiosi. In un documento scritto sottolineava la distinzione tra Santa sede e chiesa cattolica, ribadendo che, anche se il Vaticano incoraggia l’aderenza ai princìpi della Convenzione sui diritti dell’infanzia, è tenuto ad applicarne gli articoli nel suo territorio, Città del Vaticano.

Diritti e doveri. Il Vaticano è tra i firmatari della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1989. Il testo definisce quali sono i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti ai minori e prevede anche un controllo sull’operato degli stati, che devono presentare a un comitato indipendente un rapporto periodico sul rispetto dei diritti dei bambini nel proprio territorio.

Nel 1990 il Vaticano ha ratificato la convenzione ma dopo il 1994 e fino al 2012 non ha consegnato nessun rapporto, neanche in seguito alle rivelazioni del 2010 sui casi di abusi ai danni di minori, scrive la Bbc.

Papa Francesco ha già detto che affrontare i casi di abuso è essenziale per la credibilità della chiesa. A dicembre Bergoglio aveva annunciato l’istituzione di una nuova commissione interna per combattere i crimini sessuali che coinvolgono i bambini e aiutare le vittime. E nel luglio del 2012 la riforma del sistema penale vaticano aveva modificato le leggi relative alle violenze contro i minori, includendo i reati di prostituzione, pedopornografia e atti sessuali.

Le organizzazioni per i diritti umani e i gruppi che rappresentano le vittime di abusi commessi dai religiosi cattolici hanno accolto positivamente l’udienza a Ginevra. “Questo momento da speranza e forza alle vittime in tutto il mondo”, ha detto Barbara Blaine, che presiede un’associazione delle vittime degli abusi con sede a Chicago.

"Una sera, dopo le prove del coro, don Marino mi ha chiamata in sagrestia: ha chiuso la porta a chiave e ha iniziato ad abbracciarmi forte e a toccarmi. Sono rimasta senza fiato e non ho avuto la forza di evitare quei contatti". È solo l'inizio di un racconto dell'orrore, di un'adolescenza rubata a una ragazzina di 13 anni. ...

In un intervento su "Civiltà cattolica" Papa Francesco ribadisce che non bisogna escludere le coppie gay. È - secondo Bergoglio - una "sfida educativa" per la Chiesa. "Situazioni difficili da comprendere", che il Papa intende approfondire nel prossimo Sinodo. ...

facebook