Oggi il processo a 26 attivisti per il 14 dicembre

  • Martedì, 23 Giugno 2015 11:59 ,
  • Pubblicato in Flash news

Communianet
23 06 2015

Martedì 23 giugno dalle ore 12 andrà a sentenza il processo a carico di 26 attivisti, romani e non solo, per la manifestazione del 14 dicembre 2010, giornata in cui all'interno del parlamento andava in scena la compravendita dei voti per l'ennesima fiducia al governo berlusconi.

Un processo politico da parte di chi vuole comprimere la complessità di quei mesi, le centinaia di migliaia di persone in strada ogni giorno a responsabilità penali individuali. Pene richieste dai 6 mesi ai 4 anni, 96 mila euro di danni materiali e 500 mila euro di danni all'immagine di Roma, per coloro che hanno provato a difendere quello straccio di democrazia rimasto in questo paese, MA DALLA COMPRAVENDITA DEI VOTI in Parlamento A MAFIA CAPITALE CHI DANNEGGIA ROMA E L'INTERO PAESE?
Un governo illegittimo che nessuno ha mai votato e un sindaco di una città commissariata di fatto non possono decidere sulla nostra vita! #‎14DinPiazzaEravamoTutti #‎LaPiazzaèDelPopolo #‎NessunoRestiSol@

Da mezzogiorno aggiornamenti dal processo stay tuned

Dinamo Press
23 06 2015

Le conclusioni della Commissione per la Verità sul Debito Pubblico sono un documento storico. Ma quali saranno le conseguenze politiche?

Il governo greco oserà procedere alla sospensione dei pagamenti e alla rivendicazione della cancellazione del debito, approfittando anche della legittimazione politica e delle argomentazioni giuridiche offerte dalle conclusioni della Commissione, cambiando così radicalmente anche i termini delle «trattative»?

I risultati preliminari della Commissione per la Verità sul Debito Pubblico ci forniscono il racconto più coerente su come siamo arrivati non solo a una crisi del debito mai vista prima, ma anche all’imposizione delle condizioni per una catastrofe sociale senza precedenti. Il documento giustifica la ferma posizione dei movimenti, secondo cui il debito greco è illegale, inaccettabile e non sostenibile, e offre una legittimazione economica, giuridica e politica alla richiesta di sospendere i pagamenti e cancellare il debito.

In particolare, le conclusioni smentiscono la leggenda secondo cui il debito greco sia cresciuto a causa delle enormi spese pubbliche, provando che l’aumento del debito è il risultato degli enormi interessi pagati ai creditori, delle enormi spese militari, dell’evasione fiscale diffusa, della fuoruscita di capitali all’estero, del costo della ricapitalizzazione delle banche e dello squilibrio strutturale dell’archittetura dell’Eurozona. Inoltre, il documento svela la catena di criminali alchimie statistiche del meccanismo costruito dall’ELSTAT [Autorità Ellenica di Statistica, n.d.t.] con cui il debito è stato ingradito attraverso considerazioni arbitrarie sui debiti degli ospedali e altrettanto arbitrari conteggi del debito delle Società Pubbliche, con l’unico obiettivo di ingrandire la crisi greca del debito.

Inoltre, il testo rivela il meccanismo che ha portato alla mancata pronta riduzione del debito greco, proposta anche dal FMI, a causa delle ciniche richieste dei governi di Germania e Francia, perché le banche francesi e tedesche, esposte al debito greco, non subissero perdite. Successivamente queste banche, grazie agli interventi della BCE nel mercato secondario, hanno potuto disfarsi dei titoli degli Istituti di Assicurazione Sociale Greci. Per questo, gli organismi greci hanno subito conseguenze disastrose dal noto PSI.

Infine il documento, in base ad un’argomentazione giuridica completa, rivela il motivo per cui anche il debito prodotto dai mutui con la Troika sia illegale e inaccettabile, rispondendo a quelle voci – anche all’interno del governo – secondo cui era illegale solo una piccola parte del debito. Il testo dimostra in modo esaustivo la violazione della Costituzione e delle procedure democratiche a livello nazionale, delle misure previste dalle Nazioni Unite sui ditti fondamentali, delle regole dell’UE e anche della carta costitutiva dello stesso FMI. In questo modo, è stato reso chiaro pubblicamente che, in termini di diritto nazionale e internazionale, il governo greco è del tutto legittimato a procedere alla sospensione dei pagamenti e a porre la questione della cancellazione del debito, e non di una semplice «ristrutturazione».

Eppure, questo storico documento viene sottovalutato dai media di sistema, che quasi non lo menzionano. Il portale informativo di Psycharis l’ha presto tolto dall’home page. La pagina del giornale «Kathimerini» lo mantiene, ma solo in fondo. Le altre pagine di informazione hanno messo in prima fila altre notizie, insieme alla grande immagine del vicolo cieco delle trattative. Tutto ciò è indicativo della cattiva coscienza dei media di sistema e del fatto che sono schierati al servizio delle politiche dei Memoranda. Tra l’altro, proprio di recente siamo stati informati che questo «reclutamento» è anche il risultato di «seminari» speciali organizzati dal FMI.

Ma, al di là della copertura mediatica, la vera questione è un’altra: quali saranno le conseguenze politiche di questo rapporto? Il governo greco oserà andare avanti con la sospensione dei pagamenti e con la rivendicazione della cancellazione del debito approfittando dalla legittimazione politica e dalle argomentazioni giuridiche offerte dalla commissione? Cambierà quindi in maniera radicale anche i termini delle «trattative»? Utilizzerà il documento per mettere in dubbio l’architettura monetaria neoliberale e quella istituzionale dell’Eurozona, che hanno contribuito a peggiorare le cose, e come argomentazione per una rottura che diventa sempre più inevitabile? Oppure ne «approfitterà» solo a livello comunicativo, tornando a discutere con le «istituzioni», rivendicando semplicemente una «redistribuzione» interna del debito e ritirandosi continuamente da vincoli e linee rosse?

Questo documento può avere però una sua vita anche al di là di qualsiasi utilizzo da parte delle istituzioni. Perché in ogni caso, per coloro che hanno lottato e lottano contro la trasformazione della Grecia in una colonia del debito, questo documento può essere un’arma importante per un percorso di rivendicazioni tutt’altro che terminato.


Fonte: unfollow.com.gr, traduzione di AteneCalling.org

La Repubblica
03 06 2015

Il Cdr di Repubblica esprime solidarietà ai colleghi della redazione dell'agenzia Area, dipendenti di Area Ag. s.c.p.a. e dipendenti di Audionews Regioni s.r.l, che da ieri e fino al prossimo 7 giugno, tornano a scioperare
di fronte all'inadempienza del proprio editore che da sette mesi non li retribuisce. Una situazione insostenibile di fronte alla quale i colleghi di Area non hanno sin qui trovato né risposte da parte dell'Editore, né interlocutori.

Il Cdr di Repubblica

Tra Atene e Berlino lo spread diventa noir

  • Martedì, 12 Maggio 2015 13:11 ,
  • Pubblicato in Flash news

Di che colore è il "giallo" al tempo della crisi? Le strade di Atene assomigliano ai grandi vialoni deserti delle metropoli dell'Est sovietico Anni 70. Scrive Petros Markaris: "La crisi ha spazzato via gli ingorghi dal centro di Atene. Un ateniese su due ormai mette in moto la sua macchina solo in caso di estrema necessità.

L'eccezione è la mia riverita persona che fa sempre tutto al contrario e tira fuori la Seat dal garage quando gli altri riconsegnano le chiavi per risparmiare tasse e assicurazioni". L'io narrante, al solito, è quello dell'onesto commissario Kostas Charitos che già da un po' di anni risolve inchieste nella Grecia ammazzata dalla congiuntura e dalla troika europea. ...

Fabrizio d'Esposito

Roma. Disoccupati domani in piazza

  • Lunedì, 20 Aprile 2015 10:04 ,
  • Pubblicato in Flash news

Contropiano
20 04 2015

Domani, martedì 21 aprile dalle ore 10.00, l’Unione Sindacale di Base di Roma e Lazio organizza sotto la sede della Regione Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi a Roma, la manifestazione “Lavoro e reddito subito” a cui parteciperanno disoccupati delle periferie romane, da Ponte di Nona a Tor Bella Monaca, da San Basilio a Laurentino, da Cinecittà a Ostia. Previsti anche gruppi provenienti da Cassino, Formia, Pomezia e Viterbo.

“I disoccupati nel Lazio sono arrivati a quota 400mila – spiega Giacomo Gresta della Federazione romana USB – e le aziende continuano a licenziare. Non c’è alcun segnale di ripresa e la situazione nelle periferie urbane è diventata drammatica”.

“La Regione ha predisposto un sistema di politiche attive del lavoro che non funziona – continua Gresta – come dimostra purtroppo l’esito desolante di ‘Garanzia Giovani’. Non solo l’impianto del progetto è sbagliato, giacché invece di utilizzare i fondi per creare lavoro si alimentano le agenzie private di collocamento, ma tutta la macchina è ferma e finora l’INPS non è nemmeno riuscita ad erogare il misero assegno previsto per i giovani tirocinanti”.

Prosegue il sindacalista: “Non so se la Giunta Zingaretti sia consapevole della polveriera sulla quale è seduta. Continuano a temporeggiare senza concretizzare. La nuova programmazione dei Fondi europei si riferisce al periodo 2014-2020, siamo a metà 2015 e non è partito alcun progetto”.

“Abbiamo deciso di organizzare un movimento dei disoccupati per chiedere alla Regione di spendere bene e presto i Fondi europei destinati all’occupazione e al sostegno ai redditi bassi. La crisi incalza, i posti di lavoro diminuiscono ed è inaccettabile che si disperdano i pochi fondi a disposizione”, conclude Gresta.

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