Centostorie contro la crisi

  • Mercoledì, 06 Marzo 2013 08:10 ,
  • Pubblicato in Flash news
L'Unità
05 03 2013

In via delle Rose, a Centocelle, quartiere periferico romano, esiste un piccolo paradiso per piccoli lettori. Un luogo dove la fantasia corre tra gli scaffali colorati carichi di libri e dove leggere e giocare è un piacere anche per le mamme e i papà. E pensare che la Libreria Centostorie – ora anche in rete insieme ad altre 25 librerie indipendenti per bambini - ha già alle spalle cinque anni di vita e una storia di precariato a lieto fine.

Dunque, se è vero che le difficoltà aguzzano l’ingegno, ecco un bell’esempio di come è possibile uscire dal tunnel della precarietà: «Ero stanca di lavorare nel mondo della comunicazione per 15 ore al giorno senza contratto e avevo tanta voglia di mettere su famiglia. Per questo, nel 2007, ho deciso di costruirmi un lavoro su misura, puntando su ciò che mi piaceva di più: insieme alla mia amica Aurora ho aperto la libreria per bambini Centostorie».

Antonella De Simone oggi ha 32 anni, tre figli e una libreria di 70 metri quadrati diventata un punto di riferimento per tutto il quartiere e non solo. «L’idea mi è venuta durante il viaggio di nozze in Francia, lì c’è un’attenzione tutta particolare ai bambini. Dopo uno studio demografico io e Aurora abbiamo deciso di aprire la libreria a Centocelle, che offriva ben poco alle famiglie. Certo, all’inizio è stata dura, ma con tenacia abbiamo sperimentato una formula che rende la nostra impresa sostenibile anche in tempi di crisi, ci permette di pagarci i nostri due stipendi e di conciliare la nostra vita lavorativa con le esigenze di mamme».

Ma Centostorie non è solo una semplice libreria (tra l’altro molto attenta alla scelta dei libri, più spesso di piccole e preziose case editrici, da Orecchio Acerbo a Sinnos, da Topipittori e Editions du Dromedaire). «Non vendiamo solo libri, ma organizziamo spettacoli, laboratori e festicciole (all’interno della libreria c’è una piccola caffetteria) – continua Antonella .- . Sfruttando al massimo internet e i social network ci siamo fatte conoscere un po’ in giro e in molte venivano a chiederci come avevamo fatto e come potevano fare anche loro. Così abbiamo deciso di attivare un corso per aprire una libreria per bambini in cui spiegare la nostra formula (non solo libri e tanta comunicazione): dal 2007 a oggi sono state oltre 600 le persone provenienti da tutta Italia che l’hanno frequentato (prevalentemente donne) e sono già 25 le librerie indipendenti per bambini che hanno aperto in tutta la Penisola grazie a questa esperienza». E oggi le neonate librerie – gestite tutte da donne – si sono messe in rete: Cleio è il nome del circuito di librerie che mantengono la loro autonomia, ma attraverso una rete intranet condividono gli acquisti di libri e giocattoli per poter spuntare condizioni più vantaggiose da parte degli editori.

L’idea, dunque, è quella di garantire un modello alternativo di libraio e di libreria rispetto alla grande distribuzione e alle grandi catene: «chi frequenta questi spazi cerca un momento di pausa per sé e per i propri figli, uno “slow book”, un consiglio e uno scambio di idee». Per il libraio è anche un modo per uscire dall’anonimato in cui spesso è costretto, «recuperando così la sua figura di “persona informata” che può garantire una consapevolezza del settore e una competenza ampia e approfondita, oltre ad essere un operatore culturale che si apre ad associazioni, educatori, genitori, insegnanti che non solo acquistano, ma propongono idee, incontri e laboratori, insomma vogliono sentirsi parte di quel processo di crescita dei piccoli clienti della libreria» (tra le librerie che hanno aderito a Cleio: Alì BaBook di Roseto degli Abruzzi; Bottega delle storie di Roma; C’era una volta di Reggio Emilia; CartaMarea di Cesenatico; I libri di Patty di Ghedi; Il Libriccino di Pordenone; La coccinella blu di Roma; La Pulce Curiosa di Treviglio; Le mille e una storia di Viserba; Libreria di Paolina di Mentana; Marcovaldo di Cava De’ Tirreni; Passaparola di Marino; Svoltastorie di Bari; Tana liberi tutti di Roma).

«Nessuno ci avrebbe scommesso, ma in fondo non avevamo nulla da perdere – aggiunge Antonella – Con una buona dose di coraggio e tanta voglia di fare si possono fare miracoli».

www.cleio.it

Francesca De Sanctis

L'inverno del nostro inconshow

  • Martedì, 05 Febbraio 2013 08:52 ,
  • Pubblicato in Flash news
Lipperatura
05 02 2013

Appunto, siamo nell’inverno del nostro inconshow (la definizione, geniale, è di Franco Lolli) e della nostra campagna elettorale, e a volte le due cose coincidono. Tempo di incontri e di appelli: tutti incontrano tutti e promettono tutto. Affermazione qualunquista? Non so, può anche darsi, ma raramente ho sentito così profondamente la verità della vecchia affermazione secondo la quale le parole sono pietre, o dovrebbero esserlo quando vengono usate: nel senso che andrebbero, sempre, meditate. Per dire, leggo il sacrosanto appello Ripartire dalla cultura, ma quando leggo  le promesse dell’on. Buttiglione  un pelino di perplessità in materia non riesco a evitarla.

E poi c’è la questione femminile. Per essere più precise, c’è la questione del femminicidio: recentemente, Antonio Ingroia ha risposto all’appello con cui Luisa Betti aveva chiesto ai leader della sinistra di prendere posizione in materia. Intanto, questa è la risposta:

Cara Luisa Betti,
la parità di genere e la salvaguardia dei minori contro ogni forma di violenza e di discriminazione rappresentano una fondamentale battaglia di giustizia sociale, che abbiamo intenzione di condurre in Parlamento come un impegno essenziale del nostro progetto politico. La tutela della donna costituisce ancora un’emergenza sociale, la violenza su di loro va contrastata attraverso politiche educative e di prevenzione, inasprimento delle sanzioni e tutele adeguate per chi é vittima di ogni atto lesivo dell’integrità fisica e psicologica.
L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che nessuno può essere discriminato per causa di razza, sesso, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali. Un principio fondamentale che purtroppo non è ancora garantito: per questo, in Parlamento, presenteremo una proposta legislativa contro il femminicidio. Allo stesso modo, la tutela dei diritti dei minori non viene garantita dagli attuali strumenti normativi ed è necessario adeguare la nostra legislazione a quella delle democrazie più avanzate. Quella dell’affidamento è una questione delicata ed urgente da affrontare, insieme a quella della protezione dei minori da ogni tipo di abuso. Noi siamo dalla parte dei non tutelati. Un Paese che vuole dirsi moderno non può consentire che siano calpestati i diritti basilari dell’individuo, anche per questo serve una Rivoluzione Civile.
Antonio Ingroia

Va bene, non cercherò il pelo nell’uovo e proverò a ignorare il termine “tutela” (a cui mi piacerebbe venisse sostituito “diritto”, che viene usato più sotto). Però c’è un punto che non mi piace affatto e riguarda proprio l’inasprimento delle sanzioni. Credo che non si sottolineerà mai abbastanza un punto: le sanzioni esistono già. Il problema è la prevenzione. Il problema è culturale. Il problema è educativo. Il problema è dei centri antiviolenza (pochi e privi di fondi). Questo, però, sarà difficilissimo farlo passare.

Perchè, nell’inverno del nostro inconshow, valga per tutti noi quello che Marco Revelli ha scritto tre anni fa. Questo:
“Una mattina ci siamo guardati allo specchio e non ci siamo riconosciuti. Collettivamente. Qualcosa sembra essersi spezzato nel profondo, alla radice di quelli che vanno sotto il nome di “sentimenti morali” della nazione. Il risentimento sembra diventato costume nazionale, la principale cifra del rapporto reciproco e soprattutto di quello con l’Altro”.

Tre anni fa. Le cose, intanto, sono andate molto peggio.

MAMMA E PAPA' IN LIBRERIA

  • Martedì, 27 Marzo 2012 06:08 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
di Luca Cardin, Zeroviolenzadonne
27 marzo 2012

La mia professione - il librario - mi offre la possibilità di uno sguardo privilegiato sul mondo editoriale. Negli ultimi anni se c’è un reparto che più di altri ha accresciuto a dismisura i propri spazi è quello dedicato a “Pedagogia, puericultura e maternità”, conseguenza della sovrapproduzione di libri che dovrebbero aiutare i futuri mamme e papà nel loro compito. Subito si rimane colpiti dalla sproporzione di forze: da una veloce ricerca on-line risultano in commercio 159 per le mamme, 57 per i papà.

Chi siamo

  • Domenica, 18 Novembre 2012 09:33 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza

In cosa crediamo

Zeroviolenza
* legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne, e tra generazioni differenti mettendo al centro il valore dell'identità di ogni essere umano e la trasformazione dei vissuti delle persone di ogni gruppo,  condizione sociale e provenienza geografica.

* promuove una coscienza civile che riconosce l'identità sessuale e culturale di uomini e donne, e la loro libertà di scelta sia negli ambienti familiari che in quelli sociali e politici.

* crede nella difesa del lavoro, della cultura, della salute, del cibo e delle risorse naturali come strumenti collettivi fondamentali nella prevenzione della violenza e nella gestione evolutiva dei conflitti personali e sociali.

Cosa facciamo

Zeroviolenza.it
* è un progetto di informazione indipendente che intende costruire una cultura della responsabilità nella relazione tra adulti e bambini, bambine e adolescenti, come chiave di lettura imprescindibile delle dinamiche e dei conflitti sociali. La prevenzione della violenza consiste anche nel creare le condizioni per una buona crescita, che consenta di divenire persone capaci di riconoscere la differenza come ricchezza nello scambio con l’altro.

* pubblica contenuti editoriali originali e una selezione delle principali notizie e fatti del giorno

Zeroviolenza Onlus
* organizza Corsi nelle scuole in periferia a sostegno degli adulti che si occupano di bambini, bambine e adolescenti, passando dalla informazione alla formazione. Con l'obiettivo di aiutare la coppia genitoriale a riconoscere l’individualità dei propri figli e di rendere gli educatori più consapevoli delle necessità dell’infanzia e dell’adolescenza, come dei propri bisogni, dubbi e funzioni educative.

I NOSTRI PROGETTI



"Media e identità di genere". L'informazione che non discriminaFormazione per adulti
Nel 2018 abbiamo realizzato corsi di formazione per giornalisti "Media e identità di genere: l'informazione che non discrimina", in collaborazione con Geni Valle e Simona Di Segni dell'A.I.Psi. (Associazione italiana di Psicoanalisi) e con l'Associazione Stampa Romana.



I ragazzi di "Vuoi fare una Radio?" in visita a Radio3Formazione per ragazzi
Nel 2017 abbiamo realizzato il corso di giornalismo radiofonico per ragazzi e ragazze delle periferie di Roma "Vuoi fare una Radio?", con il sostegno dell'8x1000 della Tavola Valdese e con il patrocinio di Rai Radio3. Questa esperienza continua: stiamo lavorando alla creazione di una webradio che racconterà le periferie di Roma: Radionderoad-Voci da Tor Sapienza. Stay tuned!





ScuoleScuole
Zeroviolenza ha realizzato nel 2014 e nel 2015 due cicli di corsi dedicati a genitori e insegnanti delle scuole materne, elementari e medie in istituti delle periferie romane.






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Nel 2016 abbiamo ottenuto un finanziamento dall'8xmille della Tavola Valdese.

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Zeroviolenza è la prosecuzione dell'esperienza di Zeroviolenzadonne nato il 6 febbraio 2009 (leggi l'articolo di Loredana Lipperini).

 
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- Carta di Roma
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