L'economia degli ignoranti

  • Giovedì, 17 Luglio 2014 15:00 ,
  • Pubblicato in Dossier
Pietro Greco, Pagina 99
12 luglio 2014

Piccola e povera, ma buona. E' questo il quadro che, con tre sole pennellate, ci restituisce un'immagine sufficientemente corretta della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico (R&S) in Italia. Diciamo subito che non è un'immagine da sfondo, di secondo piano, quella della scienza e dell'innovazione. ...
Il Fatto Quotidiano
11 07 2014

Continua la fuga dei marchi nostrani all'estero. Dopo la cessione di Riso Scotti e Pasta Garofalo, l'azienda di elettrodomestici marchigiana cede il 60,4% in mani straniere. La Coldiretti: "Il valore dei marchi storici dell’agroalimentare ceduti dall’inizio della crisi supera i 10 miliardi"

La grande fuga delle aziende italiane che lasciano il Paese continua, e Indesit si unisce all’elenco dei marchi nostrani che scelgono di passare a bandiera straniera. Dopo il controllo iberico del 25 per cento di Riso Scotti e la cessione, di qualche settimana fa, di Pasta Garofalo agli spagnoli, ora sono gli elettrodomestici made in Italy che lascino il Belpaese. Whirlpool ha raggiunto un accordo con Fineldo e la famiglia Merloni per la cessione di Indesit Company alla società americana. Il colosso Usa acquisterà il 60,4% (il 66,8% dei diritti di voto) della compagnia marchigiana per un imposto di 758 milioni di euro. Whirpool lancerà poi un’opa sulle rimanenti azioni Indesit. In questa operazione Whirlpool ha anche sottoscritto accordi di compravendita di azioni con la holding, pari al 42,7% del capitale di Indesit, e con alcuni membri della famiglia, per una partecipazione al 13,2%. Un passaggio che dovrebbe essere concluso entro quest’anno, essendo soggetto all’autorizzazione del Tribunale di Ancona.

“L’accordo vuole dotare Indesit di tutti gli strumenti per costruire un futuro solido e sostenibile”, fa sapere Gian Oddone Merli, amministratore delegato di Fineldo. Commentando l’azione, Merli ha detto che dopo un dialogo durato molti mesi, Whirlpool ha dimostrato di essere il partner giusto: “I benefici che Indesit trarrà da questo investimento sono molteplici, non ultimo la possibilità di permettere a know-how e prodotti di raggiungere una scala globale”. In seguito al closing relativo alla vendita delle partecipazioni di Fineldo e dei membri della famiglia Merloni, Whirlpool lancerà un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria su tutte le rimanenti azioni Indesit, offrendo per ogni azione il prezzo più alto pagato da Whirlpool sulla base dei contratti di compravendita, che attualmente si prevede essere 11 euro per azione.

L’amministratore delegato lega quindi la scelta della compagnia marchigiana alla possibilità di ampliarne il business su scala mondiale, mentre il colosso americano fa sapere che tra i suoi obiettivi vi è proprio quello di migliorare le vendite in europa. “Whirlpool valuta i progetti di acquisizione basandosi su complementarietà strategica”, ha messo in evidenza Jeff Fettig, presidente e chief executive officer di Whirlpool Corporation. “Questa acquisizione ci posizionerà in maniera ideale per una crescita sostenibile in un mercato altamente competitivo e sempre più globale quale quello degli elettrodomestici in Europa”.
La Coldiretti fa notare che “il valore dei marchi storici dell’agroalimentare italiano passati in mani straniere dall’inizio della crisi supera i 10 miliardi“.



Dice Muhammad Yunus che lui, all`epoca (si era negli anni `70 e in Bangladesh si moriva di fame e alluvioni), studiò come facevano le banche istituzionali e fece tutto il contrario: "Loro lavoravano per i ricchi, io volevo lavorare per i poveri, loro operavano in città, io sono andato nei villaggi, lavoravano con gli uomini, mi sono rivolto alle donne". ...

Le nuove geometrie delle disuguaglianze

  • Lunedì, 30 Giugno 2014 08:45 ,
  • Pubblicato in Il Commento
Chiara Saraceno, La Repubblica
29 giugno 2014

Un benessere fragile, poco equo, perciò difficilmente sostenibile. È il quadro che emerge dal secondo rapporto, appunto, sul Benessere equo e sostenibile preparato dall'Istat e dal Cnel sulla base di 134 indicatori distribuiti su 12 aree rilevanti per il benessere degli individui e la tenuta della società...
Un benessere fragile, poco equo, perciò difficilmente sostenibile. È il quadro che emerge dal secondo rapporto, appunto, sul Benessere equo e sostenibile preparato dall'Istat e dal Cnel sulla base di 134 indicatori distribuiti su 12 aree rilevanti per il benessere degli individui e la tenuta della società. ...

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