Muos pericoloso, l’ultima parola spetta al Cga

  • Martedì, 30 Giugno 2015 11:23 ,
  • Pubblicato in Flash news

Caltanissetta.gds
30 06 2015

NISCEMI. In fermento gli attivisti No Muos per la decisione che il Consiglio di Giustizia amministrativa di Palermo dovrà prendere nell'udienza del prossimo 8 luglio. In quell'occasione, il Cga dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dal Ministero della Difesa Italiana contro la sentenza del Tar del 13 febbraio scorso, che ha ritenuto il Muos privo di autorizzazioni e pertanto abusivo. Già il 14 aprile scorso, il Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva respinto la richiesta di sospensiva della sentenza del Tar, rinviando ogni decisione alla prossima udienza. Ma fra gli attivisti siciliani c'è molta fiducia che anche la prossima udienza si concluda positivamente. In favore delle loro tesi non si è pronunciato soltanto il tribunale amministrativo.

Successivamente anche la Procura della Repubblica di Caltagirone ha ordinato il sequestro del cantiere del Muos, su cui sono strati apposti i sigilli, tanto che il Cga non ha accolto nemmeno la richiesta di consentire alla Marina militare Usa l'accesso all'impianto del sistema satellitare per effettuare interventi di manutenzione del software.

Meridionews
04 05 2015

Il pacifista Turi Cordaro (ex Vaccaro) ha passato la notte nudo su un albero all'interno della base Usa di Niscemi. La sua ennesima protesta pacifica contro l'impianto satellitare va avanti dopo che ieri è entrato spargendo vicino all'antenna più grande alcuni granelli di sale da lui stesso distillato a Palermo. Fuori dalla recinzione alcuni attivisti del movimento hanno effettuato un presidio fino a notte fonda, per dare sostegno a Cordaro e vigilare affinché tutto andasse in maniera tranquilla. Tuttavia, mentre si trovavano all'esterno della base, qualcuno si è introdotto nel vicino presidio permanente, un accampamento realizzato anni fa dagli attivisti, e con una bastone chiodato avrebbe colpito il parabrezza di un'auto.

«Eravamo davanti le reti per il presidio, verso le due e un quarto ho sentito dei tonfi, come qualcosa che cade e, visto che avevo lasciato la macchina al presidio, sono corsa a vedere», racconta Ylenia D'Alessandro, proprietaria della vettura danneggiata. «Ho trovato il parabrezza sfondato e un pezzo di bastone chiodato a terra», continua. Difficile capire chi possa essere stato. L'attivista afferma di aver sentito «voci maschili, giovani e italiane, forse niscemesi». «In passato - sottolinea - il presidio è già stato danneggiato, ma sempre a ridosso delle manifestazioni».

Gli autori non sono entrati dal parcheggio sul retro, il cui accesso è libero, ma hanno buttato giù un pezzo di recinzione della stradina che conduce alla base. Forse per il poco tempo, visto l'imminente arrivo degli attivisti, non si registrano altri danni.

D'Alessandro presenterà denuncia stamattina ai carabinieri di Niscemi. «Stanotte ho subito chiamato la polizia, ma non è venuto nessuno, mi hanno risposto che erano troppo impegnati. Eppure - continua la giovane - fino a venti minuti prima si trovavano nella base per far scendere Turi dall'albero e qui è sempre un continuo via vai di volanti. Perché se ci muoviamo noi, veniamo subito identificati, mentre se chiamiamo per chiedere aiuto non c'è mai nessuno? Possibilmente chi ha sfondato il parabrezza era ancora lì intorno». Gli agenti sarebbero giunti sul posto solo stamattina, ma per prendere i dati degli attivisti che continuano a darsi il cambio. «Dopo che ho raccontato quanto successo stanotte, non hanno avuto la faccia di identificarmi», conclude D'Alessandro.

La polizia di Niscemi precisa di aver invitato la giovane a recarsi in commissariato per presentare denuncia. «Se si fosse trattato di un fatto più consistente saremmo intervenuti, ma per normali danneggiamenti invitiamo i cittadini a raggiungerci in sede, visto tutto quello che succede a Niscemi», precisa il dirigente Gabriele Presti. Dal commissariato inoltre, presa visione del danno e del bastone chiodato ritrovato, sollevano dubbi sulla compatibilità della spaccatura, considerata lieve, e la potenzialità distruttiva dello strumento usato.

Il pacifista Cordaro, intanto, abituato agli sforzi fisici - ultimo dei quali i 400 chilometri percorsi a piedi da Palermo a Niscemi - sta bene e anche stamattina continua a restare sull'albero. A vigilare sotto di lui è rimasto al momento solo un pick up delle forze armate statunitensi. La polizia italiana non sarebbe intenzionata a intervenire. «Si trova a un'altezza di non più di tre metri, non è quindi in pericolo - commenta il dirigente - lui è abituato a queste azioni e non ha viveri». Le forze dell'ordine sembrano dunque restare in attesa, la situazione potrebbe cambiare solo per una diversa decisione dai livelli più alti della Questura di Caltanissetta,

Il diritto al rovescio. Fotoreportage #nomuos

  • Mercoledì, 08 Aprile 2015 14:41 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
08 04 2015

Un reportage narrativo e fotografico dalla manifestazione No Muos del 4 aprile a Niscemi, il corteo dei 5mila dopo il sequestro del Muos. Leggi anche la diretta del corteo, e l'articolo "Perchè è stato sequestrato il Muos?" da nomuos.info

Sabato 4 Aprile migliaia di manifestanti si sono ritrovati nella sughereta di Niscemi per ribadire l'ostilità incondizionata contro il MUOS, installazione militare americana che serve a pilotare i droni e muovere guerre in tempo reale in tutto il globo.

La testa del corteo, lasciata ai bambini, testimoniava la volontà degli attivisti di comunicare l'importanza di una battaglia che nasce dal coinvolgimento di tutti, soprattutto dei e delle giovani che assurgono a simbolo di riscatto in un luogo che vuole avere il diritto di scegliersi la propria esistenza ripudiando gli strumenti di morte e guerra speculari alla ragion di stato.

Come in un quadro del pittore fiammingo Pieter Brughel (foto sotto) la valle antistante il cancello 1 della base restituiva un'immagine densa di tensioni e storie sociali differenti che per una volta convergevano verso lo stesso obiettivo. Erano presenti le realtà sociali che lottano in difesa del territorio, dai non tav della val di susa alla rete askavusa di Lampedusa, passando per i comitato contro gli inceneritori e i no triv.

L'imponente corteo ha marciato, per l'ennesima volta, contro il diritto al rovescio che vede le forze di polizia schierate a difesa di un cantiere abusivo e a tutela degli interessi di un governo straniero nel proprio territorio. Le forze dell'ordine, in assetto antisommossa, vigilavano il cantiere dall'interno, a difendere l'indifendibile.Già altre volte i "difensori del diritto" si sono schierati dalla parte sbagliata, scortando operai fin dentro un cantiere abusivo e cercando di bloccare e intimidire gli attivisti che tentavano di far valere i propri diritti impedendo a chiunque di entrare dentro la base militare posta sotto sequestro dalla magistratura.

Dopo i sigilli del cantiere da parte della procura di Caltagirone, la massiccia presenza degli attivisti dimostrava l'importanza dell'azione diretta come unica via per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni. La manifestazione di Sabato dimostra che nessuno vuole abbassare la guardia anche contro le istituzioni che si schierano dalla parte di un governo straniero che lucra sul nostro territorio e contro il diritto al benessere della popolazione locale. Eravamo tutti a Niscemi con i nostri corpi, con la volontà di riprenderci la nostra terra da chi ne vuole fare un luogo di guerra ed esclusione, abbiamo ribadito la nostra volontà di smontare la foresta meccanica di antenne fino all'ultimo bullone, non smetteremo di lottare fino al riconoscimento incondizionato delle nostre ragioni.

 

DinamoPress
17 02 2015

La sentenza del TAR N. 461/2015 ha bloccato i lavori del MUOS sancendo una prima vittoria del movimento. Pubblichiamo il comunicato dei legali dei comitati No Muos diffuso nella conferenza stampa di ieri. Leggi anche Vittoria al Tar dei comitati No Muos e il testo della sentenza.

Contrariamente a quanto erroneamente uscito su alcune agenzie di stampa occorre precisare che il TAR Palermo, con la Sentenza n. 461/2015 non ha affatto annullato le autorizzazioni rilasciate per la realizzazione del MUOS per motivi legati alla tutela della salute della popolazione, né tantomeno che ciò sia avvenuto in accoglimento del ricorso del Comune di Niscemi. In realtà il TAR, ha basato la propria decisione sull’accoglimento dei ricorsi presentati da Legambiente (documento scritto in collaborazione con i legali del Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS) e dal Movimento No MUOS Sicilia avverso il provvedimento della Regione Siciliana del 24 luglio 2013, c.d. “revoca delle revoche” e sul rigetto dei due ricorsi del Ministero della Difesa contro i provvedimenti di “revoca”, più correttamente qualificati come annullamento in autotutela, sempre della Regione Siciliana emessi in data 29 marzo 2013.

Infatti il TAR ha accolto i motivi di ricorso che evidenziavano come la Regione Siciliana aveva fondato i suoi provvedimenti di “revoca”, non già su sopravvenute valutazioni di interesse pubblico (che tecnicamente giustificano il provvedimento di revoca) bensì su vizi delle autorizzazioni originarie (emesse in data 1 e 11 giugno 2011) perché carenti di validi studi sui rischi per la popolazione e l’ambiente e di studi riguardo i rischi per il traffico aereo (assolutamente non preso in considerazione in fase di autorizzazione).

Rileva il TAR che l’atto di ritiro di un provvedimento, fondato su motivi di legittimità sia da qualificare come annullamento con effetto ex tunc (dall’origine) con la conseguenza che i lavori sono iniziati e proseguiti in assenza di valido titolo autorizzativo dovendosi qualificare, quindi, come abusivi. Inoltre, l’autorizzazione paesaggistica, necessaria per la realizzazione dell’opera all’interno di un sito protetto (siamo ora in zona A della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi ed all’interno di una Zona di Interesse Comunitario) era frattanto scaduta e non rinnovata. Conseguentemente, concludono i giudici del TAR, la revoca delle revoche, intervenuta il 24 luglio 2014 era atto inidoneo a produrre l’effetto della reviviscenza delle autorizzazioni, in quanto l’annullamento intervenuto il 29 marzo, richiedeva l’avvio di un nuovo iter autorizzatorio e, in particolare, l’acquisizione di una nuova valutazione di incidenza ambientale e di un nuovo nullaosta paesaggistico, oltre tutti i pareri e nullaosta da acquisirsi in conferenza dei servizi.

Il TAR ha rigettato, invece, i ricorsi del Ministero avverso gli annullamenti regionali del 29 marzo 2013, posto che, anche alla luce della verificazione effettuata in corso di causa, i vizi procedimentali sui quali è motivato l’annullamento risultano provati.

Va, inoltre rimarcato che secondo il TAR, il dirigente che ha redatto la revoca delle revoche ha solo parzialmente utilizzato lo studio ISS, non cogliendone gli aspetti critici ed omettendo di valutare il parere discordante dei tecnici incaricati dalla Regione. Va, infine rilevato che, anche in corso di causa l’ENAV non ha dato alcuna esaustiva risposta riguardo ai rischi per il traffico aereo e che, comunque, pareri esterni ed estranei all’iter procedimentale non possono intervenire ex post a sanare i vizi delle autorizzazioni essendo allo scopo necessario avviare un nuovo procedimento. In ragione di ciò è stato dichiarato improcedibile per cessazione della materia del contendere il ricorso del Comune di Niscemi posto che era finalizzato all’annullamento dei provvedimenti autorizzativi dell’1 e 28 giugno 2011 venuti meno per effetto dell’annullamento da parte della Regione del 29 marzo 2013.

Va, comunque, rimarcato che il ricorso del Comune di Niscemi ha avuto un’importanza fondamentale posto che, in sua assenza, i ricorsi successivi non sarebbero stati ammissibili.

I motivi della decisione inducono alcune riflessioni.

In primo luogo i lavori del MUOS sono da considerare integralmente abusivi perché le autorizzazioni sono annullate con effetto ex tunc con provvedimenti della Regione del 29 marzo 2013. Il MUOS insiste ora in zona A della RNO Sughereta di Niscemi sicché simili opere sarebbero vietate dal regolamento e conseguentemente è da escludere che possa provvedersene ora all’autorizzazione. Ad oggi non esistono valide valutazioni sia sul suo impatto sulla salute dei cittadini che sul traffico aereo. Anzi, rispetto a quest’ultimo va sottolineato che fino all’ultimo atto depositato l’ENAV ha chiarito che il MUOS interferirebbe con 12 rotte fra gli aeroporti di Comiso, Sigonella e Catania, ma di non poter rispondere sul quesito se questo possa danneggiare le strutture e le strumentazioni o essere pericoloso per i passeggeri.

Ciò appare inquietante se si considera che la realizzazione del MUOS è stata trasferita da Sigonella a Niscemi proprio perché uno studio delle forze armate statunitensi evidenziava il rischio di innesco indesiderato degli ordigni presenti sugli aerei e che, come evidenziato dal verificatore Prof. Marcello D’Amore non è provato che tale rischio sia scongiurato restando Sigonella nel campo vicino del MUOS (67 Km). Come evidenziato anche dall’ISS non esistono studi sull’esposizione ai campi elettromagnetici nel lungo periodo e tantomeno sull’interazione con altre fonti inquinanti quale può essere il vicino petrolchimico di Gela.

Altre valutazioni su notizie di stampa

Abbiamo letto in questi giorni che la decisione del TAR sarebbe inopportuna in un momento in cui il MUOS potrebbe avere interesse per la difesa nazionale. Al riguardo va ricordato che il MUOS non è ancora in funzione non essendo in orbita tutti i satelliti necessari per il suo funzionamento. Il programma MUOS, per problematiche connesse alla messa in orbita dei satelliti è in grave ritardo e richiede ancora tempi piuttosto lunghi. Inoltre non se ne conoscono bene né le modalità di funzionamento né gli scopi. Al riguardo va ricordato che si tratta di installazione ad uso esclusivo del Governo degli Stati Uniti d’America sul quale non abbiamo alcun potere di controllo né possibilità di accedere all’utilizzazione. La sua realizzazione è avvenuta in forza di accordi non approvati dal Parlamento e, per questo, illegittimi secondo il disposto degli artt. 80 e 87 della Costituzione e non sorretti da quel regime di reciprocità che legittima le cessioni di sovranità secondo l’art. 11 della Costituzione stessa.

Azioni legali future

Probabilmente la sentenza sarà oggetto di appello e, comunque, nei prossimi giorni diffideremo tutte le amministrazioni interessate: Ministero della Difesa, Regione Siciliana, Soprintendenza di Caltanissetta, Agenzia delle Foreste Demaniali a farla osservare pervenendo all’immediato spegnimento dell’impianto in vista della sua demolizione. I comitati territoriali, da parte loro, vigileranno sull’attuazione della sentenza che deve essere immediatamente eseguita dalle amministrazioni interessate. Riguardo proprio al ruolo dei Comitati e degli Attivisti va segnalato come, alla luce della Sentenza del TAR Palermo emerga chiaramente come siano stati gli unici soggetti che si sono opposti alla realizzazione di opere illegittime ed abusive, mentre paradossalmente le forze dell’ordine si adoperavano per garantire l’illegalità, persino consentendo l’ingresso in cantiere di una ditta priva di certificazione antimafia.

tratto da NoMuos.info

Vittoria al TAR dei Comitati No Muos

  • Lunedì, 16 Febbraio 2015 13:16 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
16 02 2015

Con la sentenza di oggi, infatti, oltre ad essere accolto il ricorso del Comune di Niscemi e dei Comitati No MUOS, è revocata la revoca della revoca e i lavori fin qui eseguiti sono, di conseguenza, privi di una qualsiasi autorizzazione.

Dobbiamo ancora attendere di leggere la sentenza (non ancora pubblicata ma già anticipata alla stampa nelle sue linee generali - così al momento della scrittura del comunicato, è stata pubblicata oggi, qui il link ndr) per determinare l’entità della vittoria, ma nessuno può dubitare di un fatto: è più che certo che si tratti di una vittoria. Una vittoria degli attivisti e di tutto il movimento No MUOS.

Leggere il testo integrale della sentenza servirà solo a comprendere la misura di questa vittoria, ossia quanto essa è grande. E l’entità della disfatta americana. E, accanto a quella degli americani, la sconfitta, senz’altro sonora, si estende a tutto l’apparato politico-militare (e affaristico) internazionale. Quanto sia infimo il rispetto della marina degli Stati Uniti (e dello stesso governo USA) nei confronti delle leggi e dei cittadini italiani, della Costituzione della Repubblica, e in quale scarsa considerazione tengano le autorità e le prerogative delle istituzioni del nostro paese.

Riguardo agli “amici” italiani degli apparati di guerra americani non abbiamo dubbi di sorta: al di là dell’immoralità dei comportamenti, delle prese di posizione e degli atteggiamenti assunti da politicanti forti con i deboli ma sempre fiacchi con il forte apparato bellico, la loro sconfitta è evidente. A partire dalla bocciatura della revoca della revoca deliberata dal governo di Rosario Crocetta.

Con la sentenza di oggi, infatti, oltre ad essere accolto il ricorso del Comune di Niscemi e dei Comitati No MUOS, è revocata la revoca della revoca e i lavori fin qui eseguiti sono, di conseguenza, privi di una qualsiasi autorizzazione.

Nella storia della vicenda MUOS, dopo questa sentenza NULLA SARÀ COME PRIMA. Nessuno potrà ignorare quanto stabilito dal TAR, vale a dire che i No MUOS abbiamo sempre avuto ragione. Ora più che mai occorre mobilitarsi per non farsi strappare la vittoria da una politica collusa e da funzionari e apparati di sottogoverno che farebbero bene a trarre le loro conseguenze e dalle decisioni dei giudici e dalla “considerazione popolare” che si sono meritati.

Vigiliamo e aspettiamo al varco, perché adesso pretendiamo che emerga autorevolezza fra le cosiddette autorità italiane: che riescano a imporre agli americani quello che prescriverebbero a qualunque cittadino italiano quando realizza un ecomostro. Abbattere e smantellare la costruzione abusiva. È tempo di restituire la sughereta alla libera e pacifica fruizione dei cittadini e della fauna.

NO MUOS FINO ALLA VITTORIA

Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS.

Leggi anche:
- La sentenza del TAR

- Il comunicato dei legali No Muos

Tratto da nomuos.info

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