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La Repubblica
07 10 2015

"La pedofilia posso capirla, l'omosessualità non lo so". Ecco le parole pronunciate da don Gino Flaim, anziano sacerdote trentino che poi ha aggiunto: "Penso che l'omosessualità sia una malattia». Parole che hanno creato scandalo all'interno del mondo cattolico e politico italiano, affidate ai microfoni di una trasmissione televisiva di La7. ...

Il lato più oscuro del celibato

  • Martedì, 06 Ottobre 2015 13:07 ,
  • Pubblicato in Flash news
Marco Marzano, Il Fatto Quotidiano
06 10 2015

I casi della vita. Una decina di giorni fa ho inaugurato il mio blog sul sito del Fatto Quotidiano conunpezzo sulcelibato obbligatorio dei sacerdoti estratto da una puntata domenicale della mia inchiesta sulla Chiesa. In quell`articolo sostenevo,trale altre cose, che il celibato è una regola crudele molto spesso non rispettata dai sacerdoti e che tra questi ultimi sono molti gli omosessuali. Queste affermazioni, pur condivise da molti lettori, hanno scatenato in altri un moto rabbioso. ...
Vaticano gayLuca Kocci, Il Manifesto
4 ottobre 2015

I Sinodi dei vescovi sono sempre stati eventi molto interni al mondo ecclesiale, spesso seguiti con disattenzione dagli stessi cattolici. Ma quello che si è aperto ieri in Vaticano sul tema della famiglia è sicuramente il Sinodo maggiormente coperto dai media e probabilmente il più importante fra tutti quelli che si sono svolti fino ad ora. ...

la Repubblica
11 09 2015

"Piuttosto che dare la canonica ai migranti la brucio": altro che l'appello all'accoglienza di Papa Francesco. Quassù, sulle colline liguri dell'Albenganese, il parroco di Onzo non è d'accordo. E secondo alcune testimonianze dei cittadini, non avrebbe usato mezze parole. Lo racconta Giuliano Arnaldi, consigliere comunale: "Ha detto proprio così, me l'ha ribadito di persona, quando gli ho telefonato per organizzare l'accoglienza in paese - spiega Arnaldi - Ma a quanto so lo aveva già detto sul sagrato della chiesa. Sempre così: brucio la canonica piuttosto che darla ai migranti. Sono parole sconcertanti".

Che a noi di Repubblica, don Angelo Chizzolini, non ripete direttamente e nega di aver pronunciato in quei termini. Ci dice, però, che "La canonica è casa mia e in casa mia non ospito nessuno, al massimo i miei genitori, di sicuro non i profughi". Il motivo?
"Evangelicamente bisognerebbe accogliere, lo so, ma i problemi concreti nei paesi sono altri, noi non abbiamo spazio, qui ho la canonica e poi un altro appartamento già dato a una famiglia bisognosa. Cosa dovrei fare, ospitarli in casa mia?".

Il dibattito è sulla bocca di tutti in questo piccolo centro di 235 abitanti in provincia di Savona. Si era acceso qualche giorno fa, con la notizia che alcuni dei migranti in arrivo in Liguria sarebbero stati destinati proprio qui. "In realtà era un'informazione scorretta e non è arrivato nessuno - spiega Arnaldi - ma la voce è bastata per fomentare il dibattito tra favorevoli e contrari all'accoglienza. Con rammarico si è subito capito che il parroco è tra i contrari: ma è grave che faccia affermazioni così forti, lui che è della stessa chiesa di Papa Bergoglio".

Una polemica che appesantirà ulteriormente il clima nella chiesa di Albenga, già complicata, tanto che è stata commissariata e ad oggi qui convivono due vescovi.

Giulia Destefanis

Riduzione allo stato laicale. È questa la pena che la Congregazione per la Dottrina della fede ha comminato in primo grado a monsignor Jozef Wesolowski. L'accusa parla di abusi sessuali su minori. Ora l'arcivescovo ha due mesi per ricorrere in appello. ...

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