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Il Fatto Quotidiano
18 06 2015

Le foto ritraggono un bel ragazzo nero che sorride, in piedi mentre tiene una formazione alla lavagna e poi seduto, in atteggiamento rilassato, mentre lei, bianca e più attempata, è ritratta insieme ai suoi cani nella prima immagine e nella seconda ride di gusto vicino ad persona mascherata.

I nomi non dicono nulla in Italia, ma stanno rimbalzando, con la loro storia, nei media internazionali: Omar Currie e Meg Goodhand sono, rispettivamente, maestro elementare e vicepreside, ora disoccupati, della scuola Efland-Cheeks nella Carolina del Nord, Stati Uniti.

Il motivo per il quale hanno rassegnato le dimissioni è questo: in seguito ad un episodio di bullismo in una classe, dove alcuni bambini (siamo alle elementari) avevano chiamato ‘gay’ (e non si trattava di un complimento) un loro compagno, ritenuto dai poco più che lattanti poco virile, il maestro Omar, dopo aver chiesto consiglio alla collega vicepreside, decideva di leggere in classe una fiaba illustrata dal titolo King e King, disegnata e scritta da Linda De Haan e Stern Nijhand, olandesi.

Nella fiaba si racconta di un principe che cerca moglie e che invece, folgorato da Cupido mentre gli presentano varie aspiranti principesse, sposerà il fratello di una di queste.

L’iniziativa ha riscosso l’approvazione di una parte dei genitori, ma un’altra parte si è risentita, motivando il disappunto con il fatto che i bambini non sarebbero stati pronti ad una svolta così ‘brutale’ nella visione della vita e delle relazioni che evidentemente stavano tranquillamente assumendo in famiglia.

Bene dare del gay con disprezzo ad un compagno, male scoprire che l’amore può prendere altre strade e fregarsene del (presunto) destino dettato tra tradizioni, religioni, abitudini e stereotipi sessisti e omofobi.

Così quella scuola ha perso due persone intelligenti, coraggiose e preziose, quei bambini e bambine la possibilità di crescere apprezzando le differenze, e quegli adulti, mamme e papà rispettabili convinti che l’unica normalità sia la loro, dormiranno il sonno dei giusti. Tutto al suo posto.

In previsione dei Pride italiani a luglio in Italia questa storia, certamente non unica, aiuta a capire che, se non si opera in modo capillare e urgente con la formazione antisessista e antiomofoba a scuola e fuori dalla scuola, ma anche con leggi che sanciscano diritti di cittadinanza e uguaglianza per tutte le famiglie, il rischio di riprodurre nella società mentalità, visioni e comportamenti violenti è altissimo.

A Omar e Meg tutta la nostra comprensione e simpatia, nell’auspicio che trovino presto un’altra scuola dove portare civiltà ed empatìa.

Monica Lanfranco

Il Fatto Quotidiano
17 06 2015

Su WhatsApp imperversa la diffusione di un volantino che sta terrorizzando le mamme di tutta Italia. Qualcuno afferma che la fantomatica e inesistente ideologia gender sarebbe il primo passo per l’inferno, consentirebbe l’infiltrazione dell’ateismo negli animi dei bambini, e guai a pensare che dei bimbi possano comunque essere liberi di scegliere la propria religione da grandi, quando sono consapevoli. Il gender poi provocherebbe un’altra serie di cose apocalittiche, inclusi terremoti, tsunami, la pioggia acida, l’invasione delle cavallette e l’atterraggio degli alieni in navigazione per l’universo su una navicella spaziale chiamata gay.

Che altro è scritto sul volantino? Ah si, ecco, è scritto che l’Oms, che viene erroneamente definita come organizzazione mondiale della salute (è della sanità) avrebbe rilasciato, in relazione ai corsi di educazione di genere, le seguenti linee guida:

– da zero a quattro anni, masturbazione infantile precoce.
– dai 4 ai 6 anni, masturbazione, significato della sessualità, il mio corpo mi appartiene. Amore tra persone dello stesso sesso, scoperta del proprio corpo e dei propri genitali.
– dai 6 ai 9 anni, masturbazione, autostimolazione, relazione sessuale, amore verso il proprio sesso, metodi contraccettivi.
– dai 9 ai 12 anni, masturbazione, eiaculazione, uso di preservativi. La prima esperienza sessuale. Come fare l’amore con il partner dello stesso sesso.
– dai 12 ai 15 anni, riconoscere i segni della gravidanza, procurarsi contraccettivi dal personale sanitario, fare coming out.
– a partire dai 15 anni, diritto all’aborto, pornografia, omosessualità, bisessualità, asessualità.

C’è dell’altro: si insiste con la balla che i bambini sarebbero obbligati a frequentare corsi di educazione al rispetto dei generi, quelli che in realtà non solo sono facoltativi, se ne esiste traccia nella programmazione scolastica, ma servono a prevenire il bullismo. Naturalmente si dice anche che i bambini sarebbero obbligati a fare le cose deliranti e assurde descritte nel volantino.

Mi chiedo quale delirante e morbosa mente abbia concepito una simile distorsione. Come fanno le mamme a credere a tante e tali idiozie? Come si fa a pensare anche solo lontanamente che a scuola si possa consentire la masturbazione, gli approcci sessuali e via dicendo?

Questa è una vera e propria caccia alle streghe ed è condita di tutti gli elementi che sono soliti in ogni zona inquisitoria che si rispetti. Presunzione di colpevolezza, fabbricazione prove false per condannare la strega e diffusione del timore attraverso il terrore psicologico per fare restare le pecorelle tutte all’interno dello stesso gregge e dunque averne ancora il pieno controllo.

Vorrei seriamente capire quale sia l’adulto che immagina che queste calunnie siano vere. È una allucinazione collettiva. Si tratta di qualcosa che non dovrebbe esistere nel 2015. Invece siamo in pieno oscurantismo e questo, a me, personalmente, fa molta paura.

Davvero si ritiene che cercare di difendere i diritti delle persone di altro genere costituisca un pericolo per le persone etero? C’è mai stata una persona etero aggredita da un gay, da una lesbica? Quante sono le persone glbt aggredite da persone etero e anche piuttosto e solitamente naziste?


Il vero pericolo sociale è la violenza che si scaglia contro persone inermi, contro chi tenta di fare evolvere la cultura in direzione di una maggiore tolleranza per la diversità. Il vero pericolo sociale siete voi che inventate queste stronzate e le diffondete a chi, per pregiudizio o ignoranza, finisce perfino per crederci.
L’associazione Scosse, a ragione, parla di una campagna diffamatoria contro la scuola pubblica. Ricorda che la scuola è fatta di inclusione e non di esclusione. È fatta di rispetto per l’altr@ e non di istigazione all’odio, e questa crociata portata avanti a suon di bufale, per generare confusione e legittimare l’omofobia quando c’è, non è che il segno tangibile di una sempre più precaria capacità di praticare coerentemente democrazia.

Ricordate cosa? Quella in cui tutti valgono uguale. Ma proprio tutti. E su questo non si discute.

Il Manifesto
17 06 2015

Il ricatto. O il movimento della scuola accetta la norma incostituzionale sul «preside manager», oppure la promessa dell'assunzione non sarà mantenuta e la colpa sarà dell'opposizione. Per i sindacati è "una vendetta dopo la sconfitta elettorale". Cinque Stelle e Sel: "Comportamento miserevole, ricatto cinico". Forza Italia: "E' in stato confusionale". Oggi, in piazza del Pantheon a Roma, la protesta unitaria dei sindacati

Ulti­ma­tum di Renzi ai sin­da­cati e alle oppo­si­zioni (interne ed esterne): se entro tre giorni non si tro­verà un accordo sugli emen­da­menti al Senato, la riforma della scuola sarà rin­viata di un anno. E i 100 mila pre­cari non saranno assunti. Un ulti­ma­tum che ha il sapore di un ricatto al par­la­mento, fatto sulla pelle di 100 mila per­sone che da un anno restano sospese alla pro­messa dell’assunzione. O il movi­mento della scuola accetta la norma inco­sti­tu­zio­nale sul «pre­side mana­ger», oppure la pro­messa non sarà man­te­nuta e, dicono i ren­ziani, la colpa sarà del movi­mento che si è oppo­sto alla con­te­stata riforma. È la rea­zione dispe­rata di un governo alle corde dopo la spal­lata colos­sale asse­stata dal movi­mento della scuola dallo scio­pero gene­rale del 5 mag­gio ad oggi. Dopo l’intervento di ieri a «Porta a Porta» di Renzi il rin­vio di un anno della riforma sem­bra ad un passo. Se così fosse sarebbe una scon­fitta netta, a tutto tondo, del pre­si­dente del con­si­glio, del Pd e del governo che hanno seguito la sua rovi­nosa china.

I ter­mini entro i quali le scuole avreb­bero dovuto chiu­dere le pro­ce­dure per gli orga­nici del pros­simo anno sono stati abbon­dan­te­mente supe­rati. Pen­sare di appro­vare (magari con la fidu­cia) il Ddl in estate si sta rive­lando impresa dif­fi­cile. Senza con­tare che, in que­sta situa­zione, 47 mila docenti pre­cari potreb­bero essere sta­bi­liz­zati a luglio (ci sarebbe biso­gno però di un decreto), men­tre gli altri 53 mila sono vit­time di un’irresponsabile poli­tica degli annunci. Biso­gna anche ricor­dare la cifra da cui Renzi è par­tito il 3 set­tem­bre 2014: allora doveva essere assunti 148 mila precari.Potrebbero essere 100 mila di meno. Il seguito di que­sta impresa bran­ca­leo­ne­sca è riman­dato ad una «con­fe­renza nazio­nale» a luglio.

Per la mini­stra dell’Istruzione Gian­nini il ricatto di Renzi al par­la­mento, e al movi­mento della scuola, è sem­pli­ce­mente il frutto di un rea­li­smo. «Il pre­si­dente del Con­si­glio — ha detto — ha oppor­tu­na­mente richia­mato a un rea­li­smo a cui dob­biamo, dal punto di vista del governo, richia­mare il par­la­mento per­chè effet­ti­va­mente gli emen­da­menti anche al Senato sono tan­tis­simi e i tempi strin­gono». Que­sto esito era, in realtà, già noto quando — era­vamo a marzo — que­sta stra­te­gia è stata annun­ciata dal silente sot­to­se­gre­ta­rio all’Istruzione Davide Faraone. Allora il governo era sicuro di potere appro­vare il Ddl in 40 giorni, in entrambi i rami del par­la­mento. Oggi, quel pro­po­sito non è solo stato smen­tito dai fatti, ma si è rive­lato per quello che è: un capric­cio, un’assurdità, un’inutile mani­fe­sta­zione di potenza non sup­por­tata dai numeri al Senato, e senza con­senso in tutta la società. E tut­ta­via, il governo, acce­cato, con­ti­nua a bat­tere lo stesso vicolo cieco. Lo dimo­stra la stessa Gian­nini che, in un inter­vento ieri a Radio 24, ha con­fer­mato l’opposizione del governo ad assu­mere con un decreto i pre­cari: «Il Ddl sarebbe sna­tu­rato» ha detto.

«Renzi ha preso atto che il Ddl è pes­simo – sostiene Dome­nico Pan­ta­leo (Flc-Cgil) — e ha pro­vo­cato una forte oppo­si­zione di docenti, Ata, diri­genti sco­la­stici, stu­denti e fami­glie. Non deve però sca­ri­care la respon­sa­bi­lità del suo fal­li­mento sul Par­la­mento e su tutti coloro che lo hanno con­tra­stato atti­va­mente. Biso­gna fare un decreto per le 100 mila assun­zioni e pre­ve­dere un piano plu­rien­nale di immis­sioni in ruolo». «Renzi si è arreso, ma si è ven­di­cato – sostiene Piero Ber­noc­chi (Cobas) — Si è già perso le sim­pa­tie degli sta­bili, se non fa il decreto per l’assunzione di tutti i pre­cari secondo la sen­tenza della Corte di giu­sti­zia euro­pea per­derà anche le sim­pa­tie dei pre­cari. Averlo bat­tuto è una grande vit­to­ria del movi­mento della scuola, la ven­detta di non assu­mere i pre­cari è un atto gra­vis­simo». «Renzi non pensi di cavar­sela con un pas­sag­gio sbri­ga­tivo e media­tico che ren­de­rebbe ancora più lace­rato un rap­porto già for­te­mente com­pro­messo col la scuola» avverte Fran­ce­sco Scrima (Cisl scuola). «Chie­diamo il ritiro del ddl che fa acqua da tutte le parti e la dif­fi­coltà del governo ne è l’ennesima dimo­stra­zione» aggiunge Danilo Lam­pis degli stu­denti Uds. Oggi Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Gilda e Snals, Cobas mani­fe­ste­ranno in piazza del Pan­theon a Roma dalle 17,30. Domani e dopo­do­mani in molte altre città. Con­fer­mata la mobi­li­ta­zione anche dal 23 al 25 giugno.

Il rischio di non assu­mere i pre­cari della scuola annun­ciato da Renzi «è una pura ope­ra­zione di ven­detta: sic­come non gli abbiamo dato ragione dice che non si assume» ha soste­nuto la segre­ta­ria della Cgil, Susanna Camusso, durante la tra­smis­sione Bal­larò. Il mini­stro del lavoro Poletti, pre­sente in tra­smis­sione, ha riba­dito la linea del governo:«le assun­zioni sono pre­vi­ste entro un dise­gno orga­niz­zato dalla scuola» e non è giu­sto «assu­mere senza defi­nire gli obiet­tivi». Poi, prag­ma­ti­ca­mente, «se non sarà pos­si­bile faremo i conti con la realtà, come negli anni pas­sati». La replica della Camusso ha colto un altro aspetto della pro­te­sta, emersa nell’ultimo mese e mezzo: «A Renzi sin­ce­ra­mente dà fasti­dio l’unità della scuola e non solo dei sindacati».

La pro­po­sta, impli­cita, di Renzi a riti­rare 2.156 emen­da­menti, 500 sub-emendamenti e 94 ordini del giorno al Ddl è stata riget­tata. «Quello di Renzi – sosten­gono i par­la­men­tari 5 Stelle – è un com­por­ta­mento mise­re­vole. Le assun­zioni non sal­te­ranno per colpa delle oppo­si­zioni e dei loro emen­da­menti. Que­sta è una men­zo­gna, è solo la dispe­ra­zione di un pre­mier che dopo la bato­sta elet­to­rale rove­scia il tavolo per­ché sa di non avere la forza poli­tica per far appro­vare il prov­ve­di­mento». «Il ricatto di Renzi è quanto di più cinico e inac­cet­ta­bile si possa imma­gi­nare» aggiun­gono Lore­dana De Petris, e Ales­sia Petra­glia (Sel) — Non c’è nes­sun ostru­zio­ni­smo e se si è appena ini­ziato a votare in com­mis­sione è solo per volontà del governo e del Pd. Pos­si­bile che pro­prio quando si tratta della vita di decine di migliaia di lavo­ra­tori non si possa ricor­rere a un decreto?». Sod­di­sfa­zione arriva dalla sini­stra Pd che, con Miguel Gotor, apprezza la «pausa di rifles­sione di Renzi» e chiede un decreto per l’assunzione dei 100 mila ostaggi in mano al governo.

«La con­fu­sione totale in cui si trova il pre­mier è a dir poco pre­oc­cu­pante — osserva Forza Ita­lia in una nota — prima approva il prov­ve­di­mento alla Camera, poi annun­cia che con­vo­cherà sullo stesso tema una con­fe­renza nazio­nale con tutto il mondo della scuola e con i sin­da­cati, quindi ha addi­rit­tura il corag­gio di affer­mare che se non ci saranno le assun­zioni pro­messe la colpa è dell’opposizione che ha pre­sen­tato emen­da­menti sacro­santi e legit­timi. Ma chi vuole pren­dere in giro?».

Abbatto i muri
15 06 2015

Vi ricordate i libretti su Educare alla diversità a Scuola? Quelli stampati e messi a disposizione con il bollino del Miur (ministero istruzione università ricerca)? Ecco: dopo numerose opposizioni, i mal di pancia preteschi, il giro di volta cardinalizio con tutti i vari deliri sull’esistenza di una fantomatica “ideologia gender”, il Miur ha abbandonato la strategia nazionale di contrasto contro le discriminazioni basate sul genere e l’orientamento sessuale.

I prossimi casi di bullismo omofobico nelle scuole, legittimato anche da chi immagina che la prevenzione alla violenza sia un modo per colonizzare le menti dei bambini, ché, capisco, devono continuare ad avere la testa colonizzata di ogni tipo di cazzata che viene detta loro in nome della difesa dell’ideologia Etero/Cattolica/Omofobica, li addebiteremo agli alieni, o agli stessi genitori di questi bambini che non hanno avuto il buon gusto di annegarli da piccoli o di non consegnarli alle terapie “riparative” allo scopo di condurli, dritti dritti, alla disistima di sé, alla depressione, e, perché no, anche al suicidio.

Alla fine la Chiesa vince sullo Stato Laico, grazie a un governo e a ministri codardi e che, ultimi nella storia dell’occidente, ancora insistono nel considerare altre culture, quelle che ispirano le impiccagioni o le incarcerazioni dei gay, retrograde. Invece noi, che culo!, non li impicchiamo in pubblica piazza, non vietiamo loro di parlare ed esprimersi, ma giochiamo tutte le nostre carte per farli sentire in colpa, isolarli, indurli a condurre una vita ritirata, a fare certe cose in privato e mai in pubblico, e che la smettano di pensare di poter costruire famiglia, con figli e tutto, perché in quel caso la chiesa si finge femminista volendo ordinare alle donne di fare figli solo entro famiglie etero. Se sei lesbica invece non va bene e ancora di più non va bene se presti l’utero per fare un figlio per una coppia gay.
Abbiamo poi tante preghiere destinate alla salvezza di froci, trans, lesbiche, tutta quella gente molto confusa, che dovrebbe smetterla di sentirsi superiore agli etero. Non sono forse gli etero la componente sociale sulla quale si regge l’equilibrio, normativo, dell’intera società? Allora tutti in piazza a sentinellare. Io sentinello, tu sentinelli, egli/ella sentinella, noi sentinelliamo, voi sentinellate, essi sentinellano. Ovunque. Fuori. Dentro la scuola che dovrebbe essere pubblica ma non lo è.
Oh, come prossimo libro di testo che ne dite se scegliamo una raccolta di discorsi a caso presi dal repertorio di qualche cardinale omofobo? Vedrete come aumenteranno le iscrizioni…

Ed è l’ultimo post amorevole e amoroso che scrivo prima del fermo chirurgico. State bene. Ci risentiamo tra un po’ di tempo. E buona lotta e buona resistenza a tutt*.

Contropiano
15 06 2015

In seguito all’intensa e partecipata protesta di docenti e studenti delle ultime settimane, la Camera dei Deputati cilena ha sospeso fino a nuovo ordine la votazione del disegno di legge di riforma educativa promosso dalla presidente Michelle Bachelet. I cortei e le manifestazioni di netto rifiuto della riforma (il 97 % dei docenti è contrario) e lo sciopero a tempo indeterminato convocato dai sindacati dei professori dal 1° giugno hanno quindi avuto effetto.

Secondo i sindacati e le federazioni studentesche, la riforma promuove l’individualismo e la competitività esasperata tra gli alunni, obbliga a valutazioni ai docenti considerate ingiuste, non promuove un’educazione uguale per tutti e di qualità e inoltre non migliora in modo sostanziale i bassi stipendi dei professori. Dopo il corteo di massa per il centro di Santiago prima dell’inizio della Coppa America, i giocatori della nazionale cilena hanno espresso il loro appoggio alle proteste incontrando i delegati dei manifestanti. I rappresentanti dei sindacati studenteschi da parte loro si sono impegnati a non interferire con il torneo continentale.

Dallo Stato è arrivato l’invito ad aprire un tavolo di dialogo con la partecipazione dei professori per modificare il testo del disegno di legge. Oltre alla sospensione dei dibattiti parlamentari, la deputata comunista Camila Vallejo, sostenitrice delle rivendicazioni della piazza e nota per essere stata la leader studentesca all’inizio delle proteste di massa, nel 2011, ha detto che in un ambiente di protesta non si potranno realizzare votazioni, ed ha invitato il Collegio dei professori a formare commissioni per approntare proposte. In risposta, il Collegio ha cominciato a convocare assemblee locali per valutare la proposta.

 

 

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