Monica Pepe intervista Giorgia Serughetti, autrice del libro "Uomini che pagano le donne" (Ediesse)

Redattore Sociale
04 03 2015

CATANIA - Un video-maker e tre sindacalisti decidono di documentare una realtà fatta di sfruttamento in agricoltura, caporali, lacrime per la dignità perduta e notti all'addiaccio nella provincia catanese. Dal loro impegno nasce "Terranera" (23’), docufilm denuncia prodotto dalla Cgil e dalla Flai Cgil di Catania sulle drammatiche condizioni di chi lavora nei campi tra l'indifferenza delle istituzioni: immagini reali, volti che raccontano storie, intere famiglie (compresi bimbi di 8-9 anni) stipate su fatiscenti pulmini destinati all'inferno delle campagne senza regole.

Gli autori - il sindacalista della Cgil Massimo Malerba e il regista Riccardo Napoli -hanno seguito il percorso di due sindacalisti di strada, Nino e Pino, da molti anni impegnati a contrastare l'illegalità nelle campagne, documentando una realtà complessa. "Terranera" non fa sconti: il suo è un viaggio "disperante nelle piazze del reclutamento di manodopera dominate dai "caporali", tra le capanne di cartone in cui vivono, al freddo e dormendo sulla nuda terra, i migranti costretti a pagare un pizzo che va dai 5 ai 15 euro al giorno per poter lavorare. O tra i bambini caricati sui furgoni per essere condotti nei campi o le lavoratrici rumene abusate dai "padroni". Il tutto documentato senza filtri e con una colonna sonora incalzante tratta da musiche originali dei Tropic Death.

Il trailer del video è stato presentato stamattina nella Camera del lavoro di Catania ma la proiezione del docufilm, in anteprima nazionale, si terrà il 12 marzo alle ore 18, al Teatro Sangiorgi. Tra gli ospiti della serata, che si concluderà con una tavola rotonda, anche il segretario nazionale della Cgil Serena Sorrentino, la segretaria generale della Flai Cgil Stefania Crogi e Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro alla Camera.

"Dal 12 marzo in poi, quando i contenuti del video saranno resi pubblici, non ci saranno più scuse, non si potrà più fare finta di nulla - sottolinea Alfio Mannino, segretario generale della Flai Cgil di Catania, il sindacato dei lavoratori dell'agroindustria - Non si tratterà solo di una passerella; siamo intenzionati ad avviare una vertenza che si preannuncia lunga e difficile. Ma siamo anche disposti a fare proposte con l’auspicio di avere interlocutori attenti”.
“Chiediamo – continua Mannino – che si aumenti la qualità e la quantità dei controlli, che vanno condotti con grande oculatezza e determinazione; inoltre è sempre più necessario e urgente intervenire legislativamente sulle norme del mercato del lavoro agricolo. In questo senso, con il provvedimento appena approvato in parlamento si è fatto un passo in avanti ma ancora insufficiente per avere un mercato del lavoro in agricoltura pubblico, controllato e trasparente, basato sul principio che l’incontro tra domanda e offerta avvenga in un luogo pubblico, attraverso un efficace programma di prenotazione e non certo grazie a caporali sfruttatori"

Donne migranti: lo sfruttamento è doppio

  • Martedì, 03 Marzo 2015 08:09 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Marco Omizzolo e Roberto Lessio, Zeroviolenza
3 marzo 2015

Amal avrebbe voluto guardare meglio negli occhi del soldato, ma la bocca del fucile automatico contro la fronte non glielo permetteva. Era sufficientemente vicina per vedere che portava le lenti a contatto. Si immaginò il soldato curvo su uno specchio che si infilava le lenti negli occhi prima di vestirsi e andare a uccidere. Che strano, pensò, quello che ti viene in mente tra la vita e la morte.

facebook