kuka

kuka

o

di Ivan Cavicchi
20 dicembre 2011

Una disposizione che determina una volontà si chiama testamento, uno scambio in denaro tra una persona che vuole modificare il suo corpo e un chirurgo estetico si chiama contratto, quando qualcuno cede un organo a qualcun’altro attua una donazione. La fisiognomica, la semeiotica, la patognomonica, la clinica, sono tutte forme di scambi tra un segno del corpo e un interpretazione circa il corpo.
di Silvia Giacomini, Associazione Antigone

Tra le molteplici difficoltà in cui si trova impigliata la donna contemporanea, c’è anche quella di essere sempre in una condizione di marginalità tra i marginali, così le straniere richiuse nei Centri di Identificazione ed Espulsione, così le detenute ristrette in carcere.
Da qui nasce il bisogno di parlare di detenzione femminile e al femminile, perché le donne rinchiuse negli istituti penitenziari in Italia e in Europa sono marginali per diversi motivi: numericamente non superano mai il 5% della popolazione detenuta totale; qualitativamente vivono in istituzioni create da uomini per rinchiudere uomini, e sostanzialmente affrontano problemi specifici del proprio genere con strumenti pensati per esigenze maschili.
Etichettato sotto
di Monica Pepe

Uscendo fuori dal palazzo si ricade in un nuovo dentro… il penitenziario del consumismo. E i personaggi principali di questo nuovo penitenziario sono i giovani…” (Pierpaolo Pasolini, Intervista al Corriere della Sera, 1 agosto 1975)

Come resistere oggi alla brutalità del potere politico?
Un potere che ha dilatato la propria capacità persecutoria nei confronti di chi ha bisogno, scaraventando persone e categorie nella condizione di non poter affrontare il vivere quotidiano nella sua essenziale materialità e dignità, e impedendo di fatto la crescita conseguente di relazioni umane, civiche, pubbliche.
Squame di potere che si nutrono della fragilità di chi ha bisogno, per legittimare la propria crudeltà a modello pubblico e privato. La demonizzazione dell’altro da somministrare come verità sociale da interiorizzare.
Etichettato sotto

Testimonianza di Mehmooda, esponente RAWA
traduzione a cura del CISDA

Otto anni fa il governo USA e i suoi alleati riuscirono a legittimare con successo  l’invasione militare in Afghanistan, e a deludere così sia il popolo statunitense che il mondo intero sventolando bandiere che inneggiavano a “liberazione delle donne afgane”, “democrazia” e “guerra al terrorismo”.

Etichettato sotto
di Fabrizio Crasso, Lipperatura
10 luglio 2012

A pochi giorni e ore dalla sentenza di quello che per anni gli attivisti di supporto legale hanno chiamato il "nostro processo", non è facile fare considerazioni. Non è facile perché la vita di una decina di persone potrebbe essere definitivamente rovinata. Non è facile perché la retorica è dietro l’angolo.
Del resto in questi 11 anni abbiamo detto, raccontato, fatto di tutto, senza suscitare la giusta attenzione.
Etichettato sotto

facebook