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di Graziella Mascia, Zeroviolenzadonne
12 giugno 2012

Ho firmato con grande partecipazione l’appello per difendere i/le dieci imputati/e per i fatti del G8 di Genova 2001. Non solo perché considero il reato di devastazione e saccheggio un vecchio residuo del fascismo. Ma perché è stato chiaro da subito, dieci anni fa, che i/le dieci erano stati scelti come capri espiatori di una vicenda, quella del movimento no-global, che voleva essere chiusa anche in modo simbolico.
di Marisa Rodano, Zeroviolenzadonne
29 maggio 2012

Nelle scorse settimane la Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge (testo unificato delle proposte di Beatrice Lorenzin del PDL e Sesa Amici del PD) per una più equa rappresentanza di genere negli enti locali. Vi si introduce il principio della “doppia preferenza”, cioè la possibilità per gli elettori e le elettrici di esprimere due preferenze, anziché una sola, purché destinate a un uomo e a una donna; vi si prevedono norme per la “par condicio di genere” nelle trasmissioni televisive di carattere elettorale.
di Gabriele Lenzi
31 gennaio 2012

Viviamo circondati da una continua proposta mediatica di modelli di desiderio maschile, in cui sono mostrati sia soggetti che desiderano sia oggetti da desiderare (un presentatore dice a una valletta di voltarsi in modo che lui e il pubblico possano vederle il sedere). Lorella Zanardo e collaboratori, a partire dal progetto Il corpo delle donne, hanno denunciato l’incessante rappresentazione mediatica italiana di un modello relazionale che prevede per la donna il ruolo di giocattolo erotico da baraccone, oggetto a un tempo di desiderio e di sopruso, e che stabilisce per l’uomo il ruolo complementare di chi ha il desiderio, e il potere, di ottenere/mantenere quella posizione della donna.
di Celeste Costantino
11 ottobre 2011

Piangiamo le vittime, ci colpiscono l’età e il sesso. Eppure tra un po’ non ce ne ricorderemo più. Fino alla prossima volta. Perché di quello che è successo a Barletta se n'è parlato tanto in questi giorni, ma non è abbastanza. Barletta non è un caso: non era un’emergenza né una calamità naturale. Cinque persone – cinque donne, cinque giovani tra cui una minorenne di 13 anni – hanno perso la vita e non è stato un incidente, non è stata una casualità.
Lo capisci non solo pensando a tutto quello che si poteva fare e non è stato fatto. Lo capisci soprattutto dalle reazioni, da come si esprime la gente di Barletta, anche dalla scelta della denuncia.
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di Simona Marino
13 settembre 2011

Interrogarsi sui compiti che attendono la scuola nel terzo millennio significa andare al di là di un modello educativo impostato sull’acquisizione di saperi e competenze. La complessità del processo di globalizzazione, che negli ultimi anni ha prepotentemente investito anche il mondo della scuola, come pure la crisi valoriale che ha intaccato i modelli formativi e il senso di precarietà che impedisce la progettazione di un possibile futuro, accompagnati dal labirinto di informazioni del sistema massmediatico inducono ad una riflessione critica su gli obbiettivi e i metodi del percorso educativo in ambito scolastico.
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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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