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Conferenza di pace di Ginevra. L’opposizione siriana diserta dopo l’invito di Ban all’Iran

La Stampa
20 01 2014

Il negoziato sulla Siria è a un punto di svolta. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki- moon, invita l’Iran a partecipare alla Conferenza di Ginevra 2, che si terrà il 22 gennaio, e Teheran dice di si. Ma la Coalizione nazionale siriana delle forze dell’opposizione e della rivoluzione (Etilaf) annuncia che diserterà la conferenza di pace se Ban non ritirerà il suo invito all’Iran a prendere parte al tavolo svizzero. Poche ore prima il presidente della Coalizione nazionale siriana Ahmad Jarba citato dal sito web della stessa Elifat aveva affermato che «L’Iran è presente a Ginevra tramite la coordinazione con il regime di Assad, ma non sarà al tavolo dei negoziati».

Intanto il presidente siriano Bashar al-Assad annuncia che «molto probabilmente» si ricandiderà per un nuovo mandato in giugno. Lo ha detto lo stesso Assad in un’intervista esclusiva all’Afp, a due giorni dalla Conferenza di pace «Ginevra 2». «Se il popolo vuole, non esiterò a farlo», ha ribadito. La guerra in Siria secondo lui «durera’ a lungo. Stiamo facendo progressi ma questo non significa essere vicini alla vittoria. Questo tipo di battaglie sono complicate, difficili e necessitano di molto tempo», ha spiegato il presidente siriano mentre tra poche ore una delegazione del suo governo parteciperà alla conferenza di pace Ginevra 2.

E se Assad argomenta che secondo lui «Non c’è alcuna distinzione fra jihadisti e ribelli in Siria» aggiungendo che tutte le milizie sono schierate contro di lui, quanto al sì di Teheran a Ginevra l’annuncio è giunto nella prima serata americana nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza da Ban, al termine di un lungo intreccio di consultazioni tra lo stesso segretario generale, alcuni capi di Stato e di Governo e le diplomazie internazionali. «Al termine dei colloqui ho deciso di allargare gli inviti alla conferenza che si terrà nella cittadina di Montreaux a una serie di Paesi», ha detto Ban intorno alle 18 locali, elencando una serie di Stati, tra cui il Bahrein, l’Australia e la Corea del Sud, e in ultimo «l’Iran».

E il si di Teheran è arrivato a stretto giro di posta. Solo qualche giorno fa Ban si era detto indeciso sulla partecipazione dell’Iran a causa del diverso ruolo che Teheran avrebbe dovuto avere al tavolo negoziale secondo Russia, Stati Uniti e altri Paesi con cui Ban aveva avuto ripetuti colloqui. «Come ho già detto in passato credo fortemente che l’Iran debba fare parte dei colloqui di pace per porre fine al conflitto siriano», ha detto Ban il quale ha spiegato di aver parlato al telefono diverse volte con Mohammad Javad Zarif.

Il ministro degli Esteri di Teheran ha assicurato che la Repubblica Islamica si impegna a giocare «un ruolo positivo e costruttivo» a Ginevra 2. «Questa conferenza di pace è un’opportunità unica per porre fine alle violenze nel Paese e garantire il ritorno alla pace», ha aggiunto Ban, spiegando al contempo di aver accolto con favore la decisione della National Coalition of Syrian Revolution and Armed Forces di partecipare a Ginevra 2.

«E’ un passo storico - ha spiegato - che va nell’interesse di una soluzione politica che ponga fine a tre anni di sofferenze del popolo siriano». La tempistica dimostra tuttavia un certo acume da parte della diplomazia internazionale e del Palazzo di Vetro, dal momento che la presenza a Montreaux della Repubblica islamica avrebbe potuto mettere in discussione la partecipazione dei ribelli. Ragion per cui, prima di rendere pubblico l’invito all’Iran si è attesa l’adesione ufficiale della Coalizione anti-Assad.

Francesco Semprini

 
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