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Ucraina, Putin ordina ritiro truppe dal confine. Nato: "Nessun segnale di conferma"

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La Repubblica
19 05 2014

Alle forze impegnate nelle "pianificate esercitazioni di primavera" nelle regioni di Rostov, Belgorod e Bryansk è stato ordinato di rientrare nelle loro caserme

 

KIEV - Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato la fine delle esercitazioni militari nelle regioni di Rostov, Belgorod e Briansk, al confine con l'Ucraina, e il ritiro delle truppe dislocate in queste aree. Alle truppe impegnate nelle "pianificate esercitazioni di primavera" è stato ordinato di rientrare nelle loro caserme, riferisce il Cremlino.

I Paesi occidentali avevano accusato Mosca di avere dispiegato circa 40mila soldati vicino al confine con l'Ucraina, chiedendone il ritiro. Putin aveva già annunciato in precedenza di avere ritirato i militari, ma gli Stati Uniti avevano smentito questa informazione, facendo sapere di non avere visto segnali che la confermassero. Anche oggi la Nato, che come l'America aveva dichiarato di non avere notizia di ritiri dai confini, ha ribadito di non aver rilevato alcun segnale: "Purtroppo non abbiamo ancora visto alcun segno che sia cominciato il ritiro delle truppe russe dalla frontiera ucraina", ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, nella sua conferenza stampa mensile esprimendo "profondo dispiacere" per il mancato ritiro.

Filorussi sparano su checkpoint a Slovyansk, muore soldato. Ancora spari in Ucraina. I filorussi hanno aperto il fuoco contro un posto di blocco dell'esercito dell'Ucraina vicino alla torre della televisione fuori da Slovyansk, nell'est del Paese. Il bilancio, riferisce il ministero della Difesa dell'Ucraina, è di un soldato morto e tre feriti.

Relazioni da rivedere. La tensione non accenna a diminuire e la crisi in Ucraina porterà la Russia a "un serio ripensamento" delle proprie relazioni con l'Unione europea e con la Nato, ha affermato il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov in un incontro con il suo omologo slovacco Miroslav Lajcak.

26 maggio nuovo incontro su gas. Si terrà il prossimo 26 maggio il secondo incontro trilaterale tra Russia, Ucraina e Ue sulla questione delle forniture di gas e del debito di Kiev. Lo ha dichiarato alla stampa il ministro dell'Energia di Mosca, Aleksandr Novak, aggiungendo che ancora non è stato definito il luogo dell'incontro. Il primo incontro tra i responsabili dell'energia di Mosca, Kiev e Bruxelles si era tenuto il 2 maggio a Varsavia ed era stato definito ''costruttivo''. Novak ha anche precisato che i debiti di Kiev con la Russia ammontano a 3,5 miliardi di dollari.

Mosca a Kiev: "Liberate due reporter". L'ambasciata russa in Ucraina ha chiesto alle autorità di Kiev "l'immediato rilascio" di due giornalisti russi della tv filo-Cremlino LifeNews - Oleg Sidiakin e Marat Saicenko - catturati domenica sera dalle truppe di Kiev a Kramatorsk, nell'Ucraina orientale. Il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov ha chiesto all'Osce di intervenire per la soluzione della vicenda, ma Kiev ribatte: i due "non sono giornalisti" ma "membri di fatto di gruppi terroristici" a cui fanno da "supporto informativo", ha affermato la vice segretaria del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino Victoria Siumar precisando che i prigionieri comunque "saranno trattati secondo quanto prevede la legge".

Russia chiede inchiesta internazionale su Odessa. Intanto la Russia chiede l'apertura di un'inchiesta internazionale, sotto l'egida dell'Osce e delle Nazioni Unite, sulla tragedia di Odessa. Il ministro degli esteri Sergei Lavrov ha denunciato le "bugie" del governo di transizione ucraino sulle cause del rogo al Palazzo dei sindacati in cui lo scorso due maggio si erano rifugiati i militanti separatisti e filorussi in seguito agli scontri in piazza. Almeno 40 persone hanno perso la vita nell'incendio.

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