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Quando partorire è un rischio

La Stampa
20 02 2015

Fuori standard quasi 3 punti nascita su 10 secondo un rapporto di Save The Children

Partorire può essere molto rischioso. La vicenda di Catania dove una neonata è morta in una clinica privata dopo una serie impressionante di superficialità, errori, approssimazioni, lo ha dimostrato ancora una volta ma al di là di questo triste caso ce ne sono purtroppo molti altri. E' irregolare il 29% dei Punti Nascita - dove avviene la maggioranza dei parti - perché non in linea con i parametri: vi si effettuano meno di 500 parti l’anno ed è insufficiente il loro personale medico/ostetrico e di servizi di trasporto materno e neonatale di emergenza. Il numero più alto di queste strutture è in Campania (20), Sicilia (18), Lazio (12), Sardegna (10). Lo sottolinea Save The Children nel rapporto “Mamme in arrivo”.

Quando si tratta di parti cesarei c'è chi esagera. Sono in media più di 1 su 3, il 36,3% dei parti, quasi 10 punti sopra la media UE 27 (26,7% nel 2011) e più del doppio rispetto a quanto raccomandato dall’OMS. Troppi soprattutto in Campania (61,5%), Molise (47,3%), Puglia (44,6%), Sicilia (44,8%).

Ancora troppi neonati muoiono soprattutto in alcune parti della penisola. La mortalità infantile è tra le più basse al mondo ma fa registrare un +30% nel Mezzogiorno, con picchi in Sicilia (4,8 bambini che perdono la vita entro il primo anno, su 1000 nati vivi), Campania (4,1), Lazio (3,9) e Liguria (3,8).

L'età delle mamme è sempre più avanzata. 11 neonati su 100 in Italia hanno una mamma sotto i 25 anni, 8 su 100 invece di 40 anni e più e 280 sono state le mamme over 50. Tra l’8 e il 12% delle neo madri, pari a un numero compreso tra le 45 e le 50 mila donne l’anno, soffre di depressione post partum; circa 400 neonati, ogni anno, non sono riconosciuti dalle madri e vengono lasciati in ospedale.

"Per prevenire situazioni di maltrattamento, abuso o di grave disagio materno è necessario definire protocolli che escludano, in qualsiasi circostanza, le dimissioni ospedaliere di una neo mamma che mostri gravi condizioni di fragilità sociale o psicologica, senza una adeguata presa in carico, da attivarsi già durante il ricovero ospedaliero", chiede Raffaella Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children presentando i risultati del progetto "Fiocchi in arrivo" che ha accompagnato e sostenuto madri e padri in tre ospedali italiani, a Milano, Napoli e Bari. Per quanto riguarda i servizi territoriali per la salute materno-infantile, i consultori si sono ridotti di numero negli anni e attualmente sono 1.911: circa 1 ogni 29 mila abitanti.

La copertura degli asili nido pubblici riguarda solo il 13% dei bambini 0-2 anni e scende ulteriormente in alcune regioni,toccando quota 2% circa in Calabria e Campania: d’altra parte è appena del 4,8% la percentuale di risorse destinate alle famiglie, sul totale della spesa sociale.

Flavia Amabile

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