Gaza e Cisgiordania su un campo di calcio

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Il Manifesto
05 08 2015

Dopo 15 anni di divieti, una squa­dra della Cisgior­da­nia entrerà a Gaza per una par­tita di cal­cio con un team della Stri­scia. Si gioca domani: Al-Ahly di Hebron sfi­derà Sha­jaiya, squa­dra del quar­tiere mas­sa­crato dall’offensiva israe­liana del 2014. Fino a ieri Israele ha impe­dito l’ingresso dei gio­ca­tori, ma – secondo Abdel-Salam Haniyeh, fun­zio­na­rio di Gaza – le pres­sioni della Fifa (su richie­sta della Feder­cal­cio pale­sti­nese) avrebbe costretto a con­se­gnare i permessi.

La par­tita è impor­tante: le due squa­dre, deten­trici delle coppe delle rispet­tivi enclavi, si gio­cano la Coppa di Pale­stina. Chi vince andrà all’Asia Foot­ball Con­fe­de­ra­tion Cup.

Ma si gio­cherà qual­cosa di più: la spe­ranza di unire i cam­pio­nati di Gaza e Cisgior­da­nia sotto un unico tor­neo. Ci pro­vano gli spor­tivi a fare quello che la lea­der­ship non sa fare: il fal­li­mento della richie­sta di esclu­sione di Israele dalla Fifa, riti­rata all’ultimo momento da Ramal­lah, bru­cia ancora.

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