Detrazioni sulla badante più alte che sulla tata

  • Mercoledì, 14 Ottobre 2015 11:23 ,
  • Pubblicato in Flash news
Corriere della Sera
14 10 2015

Il cucciolo in fasce vale meno del nonno? Sì, almeno secondo il Fisco. Chi si fa aiutare da una badante nella cura del genitore anziano può contare su deduzioni (sull'imponibile) e detrazioni (sul conto finale delle tasse). Chi affida il proprio bimbo a una tata deve accontentarsi di deduzioni fiscali inferiori. E in ogni caso modeste. ...


Il termine tagesmutter significa mamme di giorno, cioè vicemadri, che si occupano dei bambini i cui genitori sono al lavoro, con modalità simili a quelle della casa. ...

Facoltativa convertita in voucher, ecco come fare

  • Lunedì, 08 Aprile 2013 09:23 ,
  • Pubblicato in Flash news
Vita.it
08 04 2013

In attesa del bando, l'Inps pubblica la circolare che dà le istruzioni sulla nuova misura alternativa al congedo parentale: 300 euro al mese per baby sitter e asili nido

Tutte calme, il bando ancora non c’è. Ma la circolare è arrivata, per cui le cose si stanno muovendo. Il 28 marzo, con la circolare n. 48, l’Inps ha dato dettagliate istruzioni per chiedere dal lato delle madri ed erogare da parte dell’Inps i voucher per beby sitter e asili nido, in cui può essere convertito da quest’anno il congedo parentale.

La novità è prevista dalla legge n. 92 del 28 giugno 2012, pubblicata in GU a metà febbraio: si tratta della medesima legge che istituisce un giorno di paternità obbligatoria per i neo-papà. Le memme invece dopo quella legge potranno convertire tutto o parte del loro congedo parentale in contributi economici per pagare nidi e baby sitter e favorire così il suo rientro nel mondo del lavoro. Il contributo è di 300 euro mensili, per un massimo di sei mesi. Non è previsto un contributo in cash: per le baby sitter lo Stato darà i soldi come buoni lavoro, mentre per i nidi (statali o privati) lo Stato pagherà direttamente la struttura scelta dalla famiglia e frequentata dal bimbo, fino a un massimo di 300 euro mensili.  I voucher andranno utilizzati negli undici mesi successivi al temine del congedo obbligatorio: quindi al massimo entro i quindici mesi del bambino.

La circolare Inps precisa che destinatarie della tutela sono tutte le lavoratrici, ivi comprese le libere professioniste, mentre le iscritte alla gestione separata potrannou sufruire al massimo di tre (non sei) mesi. La lavoratrice può accedere al beneficio anche per più figli (in tale caso deve presentare una domanda per ogni figlio) e anche come gestante, purché ricorrano per ciascun figlio i requisiti sopra richiamati. Stesse regole anche per chi adotta un bambino. Il contributo potrà essere richiesto solo per frazione mensile, cioè per un mese continuativo di congedo - che potrà essere collocato a piacere, singolarmente o in successione, purché nell’ambito degli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità. L’Inps fa un esempio: chi ha usufruito di quattro mesi e un giorno di congedo parentale, potrà accedere al beneficio per un solo mese, residuandole 29 giorni da utilizzare come congedo parentale. Allo stesso modo il beneficio, una volta richiesto, potrà essere interrotto solo al compimento di un intero mese.

I 300 euro verranno erogati in due diverse modalità, a seconda che si scegli il baby sitting o il nido (pubblico o privato accreditato): nel primo caso con voucher, nel secondo attraverso pagamento diretto alla struttura prescelta dietro esibizione, da parte della struttura stessa, della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio, fino a concorrenza dell’importo di 300 euro mensili. I voucher dovranno essere ritirati dalla madre lavoratrice presso la sede provinciale INPS.

Il contributo in realtà non è automatico: l’Inps pubblicherà un bando sul proprio sito una volta all’anno, bando a cui potranno partecipare sia i già nati sia i bimbi la cui nascita è prevista nei 4 mesi successivi al bando. Le domande andranno presentate ondine. La graduatoria delle domande segue l’Isee. Verranno erogati contributi fino al raggiungimento dei 20 milioni di euro previsti come copertura finanziaria per ciascuno dei tre anni della sperimentazione (2013/2015).

Sara De Carli

Elisabetta Ambrosi, Il Fatto Quotidiano
23 febbraio 2013

Lo fanno per gli stessi motivi delle loro coetanee: "Lavoro flessibile e redditizio e poi mi è sempre piaciuto giocare con i bambini – dice Guglielmo, 24 anni, laureando in General management – Il lavoro con i bambini? Rende tutto meno pesante e spesso divertente.
Per loro, negli undici mesi successivi al congedo, scatta la possibilità di richiedere, al posto del congedo parentale, un contributo economico utilizzabile o per pagare una baby o per coprire la retta del nido (pubblico o privato accreditato).
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