Nuova aggressione fascista al campo rom di via Dione Cassio

  • Martedì, 16 Aprile 2013 11:09 ,
  • Pubblicato in Flash news
Radio Onda d'Urto
16 04 2013

Nuova aggressione fascista al campo rom di viale Ungheria, via Dione Cassio. Nella serata di lunedì 15 aprile era stato infatti organizzata una manifestazione da parte di gruppi di estrema destra, a cui hanno preso parte in una ottantina, soprattutto giovanissimi.  Da segnalare la vergognosa gestione della vicenda da parte delle forse dell’ordine : il corteo non era autorizzato, ma ha sfilato comunque e da via Salomone i manifestanti sono riusciti ad arrivare in prossimità del campo, dove hanno lanciato dei sassi. Il bilancio è di uin ferito che è stato portato nel vicino ospedale in ambulanza.

I fatti accaduti non sono però isolati, da gioni infatti si registrano provocazioni e intimidazioni nei confronti del campo che entro a aprile dovrà essere sgomberato. Lo scorso venerdì era stata indetta una manifestazione sempre da gruppi legati a Fiamma Tricolore mentre nella notte di sabato si erano verificati alcuni caroselli con persone che dalle macchine urlavano frasi minacciose, abbandonando infine materiale incendiario.  Ascolta l’intervista a Stefano Nutini, Gruppo sostegno Forlanini, presente ieri sera al campo rom.

Una campagna contro il ritorno del fascismo

Internazionale
16 04 2013

Igiaba Scego è una scrittice somalo italiana. Il suo racconto Salsiccia ha vinto il premio Eks&tra nel 2003. Igiaba si è laureata a Roma, e sta frequentando un dottorato in scienze della formazione.

Come altri italiani, è preoccupata dopo che diversi politici italiani hanno recentemente tentato di riabilitare il fascismo. Per questo ha deciso di scrivere una petizione, racconta il giornalista indiano Amitav Ghosh.

Il caso riguarda Affile, un paese in provincia di Roma. Qui l’11 agosto del 2012 il sindaco ha inaugurato un monumento in onore del gerarca fascista Rodolfo Graziani. Un generale di Mussolini, responsabile della morte di migliaia di persone, alcune uccise con l’uso di armi chimiche, in Eritrea.

Igiaba Scego ha scritto un appello al governatore della regione Lazio Nicola Zingaretti, per chiedergli di prendere posizione contro il monumento di Rodolfo Graziani. La petizione si può firmare qui.

Brescia e la memoria contesa. Un altro caso recente di riabilitazione del fascismo è quello di Brescia, come ha raccontato il professor James Walston in un articolo di Italian Politics, pubblicato anche nell’ultimo numero di Internazionale.

    Come l’odore stantio di uno spogliatoio dove non si cambia l’aria, la puzza di fascismo si ripresenta di continuo. Mentre le abitazioni private degli italiani sono in genere immacolate, la loro casa politica lascia molto a desiderare.

    A 250 metri dal luogo dove il 28 maggio 1974 una bomba neofascista causò otto morti e un centinaio di feriti, il consiglio comunale di Brescia vuole ripristinare una scultura monumentale che ha un nome inquietante: Era fascista. Si tratta di una colossale statua in marmo di Carrara alta trenta metri, raffigurante un nudo maschile, che ha troneggiato nella centralissima piazza della Vittoria dal 1932 fino alla sua rimozione, nel 1945. I bresciani la chiamavano “il Bigio” e piaceva molto a Mussolini. Dopo la Liberazione la statua fu presa di mira dagli antifascisti e la nuova amministrazione, insieme ai britannici, decise di toglierla.

    Attualmente il consiglio comunale di Brescia ha una maggioranza di centrodestra (Pdl e Lega nord), e l’idea di rimettere il Bigio al suo posto è venuta a due consiglieri che, secondo Manuel Colosio di Radio Onda d’Urto, in passato hanno fatto parte dell’estrema destra. Sono Mario Labolani, che ha cominciato la sua carriera politica nella sezione giovanile del Movimento sociale italiano (Msi), e Andrea Arcai, figlio del giudice che ha condotto la prima indagine sulla bomba del 1974.

Internet e politica
11 03 2013

"Golpe bianco" in Ungheria? Se ne parla solo - o quasi - in rete. Cos'è? Il Presidente Victor Orban sta accentrando il potere; in approvazione cambiamenti alla Costituzione: meno libertà d'espressione, discriminazioni di genere, religiose, politiche.

Silenzio della stampa europea più "ufficiale" e chiaramente delle tv più "ufficiali" (mi riferisco a quelle italiane) in merito a ciò che in questi giorni sta accadendo in Ungheria.

Molto in sintesi:
il 5 marzo 2013, il Presidente ungherese Victor Orban ha messo in cammino quello che da più parti, in rete, viene definito come "golpe bianco".

In sostanza, si tratta di modifiche costituzionali che limitano i poteri della corte costituzionale in ambito legislativo e riducono enormemente libertà civili e d'espressione nel Paese.

Lunedì 11 marzo, il testo di legge passerà all'approvazione definitiva.

Ed è la rete, soprattutto tramite i social network, che lancia l'allarme su cambiamenti che potrebbero portare in brevissimo tempo all'instaurarsi di quella che più di qualcuno addita come "dittatura".

Tra le poche voci che si sono pronunciate sulla questione, Roberto Saviano via Twitter e Facebook. Ecco quanto scrive:

Golpe bianco in Ungheria e questa nostra Europa democratica sta a guardare... on.fb.me/Zgepom
     
Tra i punti al voto l'11 marzo - che con tutta probabilità verranno approvati -:
limitazioni alla libertà di stampa e d'espressione;
discriminazione di genere: si stabilisce che è ammesso solo il matrimonio contratto tra uomo e donna con l'intenzione di avere figli, e non le coppie di fatto o quelle omosessuali;
discriminazioni religiose: sono ammesse solo le religioni che il governo ha riconosciute tali con apposita legge.

Inoltre, per ciò che concerne lo svuotamento dei poteri della Corte Costituzionale: la stessa non potrà più respingere le leggi, come è stato fino ad ora, ma solo sollevare obiezioni di forma. Questo permetterà ad Orban di far approvare qualsiasi legge successiva all'approvazione di queste modifiche, non importa quanto repressiva. Già negli ultimi mesi, diverse leggi che attaccavano le libertà fondamentali sono state bloccate proprio dalla Corte Costituzionale.

In più, il partito comunista del passato (oggi partito socialista) viene indicato come una "associazione criminale" e quindi i suoi membri potrebbero essere processati solo per la loro appartenenza politica.

Come già evidenzia Antonio Rispoli su Julienews: "Come si vede, sono leggi che, se approvate, consegnerebbero il potere nelle mani di una sola persona, renderebbero le elezioni una burletta e la democrazia una parola vuota".  

Mentre ciò che mi sento di sollevare come punto nodale della "questione ungherese" è se si tratta davvero di una "dittatura" oppure di un atto di resistenza all'Europa, all'Europa delle banche, a quella del Fondo Salva Stati e del Fondo Monetario Internazionale? (Ma per quanto riguarda le questioni civili interne al Paese???).

Su questo punto, reputo interessante quanto scrive Maria Melania Barone in You-ng.it:

"Se fosse l'inizio di una dittatura la stampa internazionale dovrebbe parlarne dato che si tratta di una nota stonata all'interno dell'UE, eppure ciò non avviene. Per il giornale diretto da Francesco Storace, ilgiornaleditalia.org, l'unica cosa da raccontare è la nazionalizzazione della banca centrale ungherese voluta da Orban più di una settimana fa. Questo atto viene proposto come unica garanzia alle libertà del popolo. Questo articolo non entra nel merito del provvedimento a stampo totalitario, ma osanna questa scelta facendone una vera e propria questione politica. Il Presidente Orban proviene infatti dalle frange di centrodestra esattamente come Storace e non a caso nell'articolo si sottolinea la posizione di Repubblica che non vede di buon occhio la nazionalizzazione delle banche: 'Una gravissima sfida ai princìpi del mondo libero e delle istituzioni economiche e finanziarie (non in assoluto da mondo libero - ndr), dalla Banca Centrale europea al Fondo Monetario Internazionale' ".

Golden Dawn film: Greek police probe neo-Nazi hate speech

  • Giovedì, 07 Marzo 2013 08:37 ,
  • Pubblicato in Video

 

Channel 4
6 marzo 2013

Warning: this video contains highly offensive and racist language

A Greek criminal prosecutor has launched an investigation after a report on Channel 4 News showed a member of the neo-Nazi Golden Dawn ...
"Nella scuola di mio figlio (un liceo romano) ci sono sempre più ragazzi fascisti. Ascoltandoli ti rendi conto che, in realtà, sono berlusconiani di ferro. Immaginano un mondo fermo per sempre al nostro brutto e recente passato. Non so spiegarmelo". ...

facebook

Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

leggi di più

 Creative Commons // Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gli articoli contenuti in questo sito, qualora non diversamente specificato, sono sotto la licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0)