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L'Onu: "Kiev fermi le stragi"

  • Giovedì, 09 Ottobre 2014 11:39 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
09 10 2014

Una relazione degli ispettori delle Nazioni Unite sulla guerra civile in Ucraina rovescia completamente la linea seguita fino ad oggi dagli Stati Uniti e dai grandi organi di informazione europei: secondo un rapporto di 37 pagine reso pubblico ieri e che copre il periodo dal 18 agosto al 16 settembre, le maggiori responsabili per la violazione della tregua e delle violazioni delle norme umanitarie sono state le forze militari di Kiev. "Durante il periodo di riferimento - afferma la relazione dell' Alto commissario per i diritti umani - il diritto umanitario internazionale, compresi i principi di necessità militare, distinzione, proporzionalità e precauzione sono stati continuamente violati da gruppi armati e battaglioni di volontari sotto il controllo delle forze armate ucraine".
La prova specifica tutto questo é consistita in "percosse, cattiva alimentazione e la mancanza di assistenza medica aper i prigionieri".

L'ONU esprime poi "particolare preoccupazione per le "sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie e maltrattamenti presumibilmente perpetrate dai membri dei battaglioni di volontari, in particolare quelli denominati Aydar, Dnepr-1, Kiev-1 e Kiev-2.

"L'ONU afferma che almeno 3.660 persone sono state uccise in Ucraina orientale dall'aprile scorso, di cui 330 dal cessate il fuoco del 5 settembre, ed 8756 persone sono state ferite da aprile.

La relazione esorta le autorità ucraine ad esercitare un maggiore controllo sull' esercito e sui gruppi di volontari armati, poiché fin dall'inizio della cosiddetta operazione "anti-terrorismo" e sopratutto dopo il 25 agosto secondo il servizio di sicurezza ucraino, oltre 1.000 persone sono state arrestate con l'accusa di essere "militanti filorussi e sovversivi."

La relazione sottolinea inoltre che la popolazione civile soffre in particolare a causa del bombardamento di quartieri densamente popolati con artiglieria pesante. "Alcuni dei casi di uso sproporzionato del fuoco in aree residenziali sono imputabili alle forze armate ucraine - continua il documento - dopo l'annuncio del cessate il fuoco il 5 settembre, la portata e l'intensità delle operazioni militari sono diminuite drasticamente ma non completamente, e i civili continuano a cadere sotto il fuoco incrociato ed i bombardamenti."

L'ONU ha notato anche un "aumento dimercenari stranieri" nei ranghi delle forze armate delle repubbliche di Donetsk e Lugansk e parla del ritrovamento di fosse comuni. Alcune di esse sono state scoperte dai reparti filo russi nei pressi di Donesk al di fuori del periodo preso in esame, e dunque formalmente non sono state soggette ad esame da parte della missione di monitoraggio. Sulla loro esistenza, confermata peraltro dall'Osce, si possono però nutrire pochi dubbi.

Tregua? Kiev militarizza il governo

  • Venerdì, 04 Luglio 2014 08:51 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Manifesto
04 07 2014

L'Ucraina ha bisogno di un comandante. Un militare capace di conoscere la guerra, gli anfratti psicologici dei soldati, quelli logistici e pratici, qualcuno che sappia cosa sia una guerra, perchè di questo stiamo parlando, di una guerra. Da vincere.

Sono le parole usate da Poroshenko al Parlamento di Kiev; il neo presidente getta la maschera e nomina un militare al ministero della difesa.

La tregua farsa ormai è finita, ormai quasi non se ne parla più. ...

La guerra delle badanti

Beppe Severgnini, Io Donna
21 giugno 2014

Nataliya ha 47 anni. È arrivata otto anni fa in Italia dall'Ucraina, confine polacco. I figli e i nipoti della signora italiana di cui si prende cura l'hanno vista piangere davanti al computer, e le hanno chiesto di raccontare: le sparatorie di Donetsk, le mosse di Putin, le elezioni a Kiev. Hanno capito. Le hanno detto che tutto sembra più vicino e reale.

La guerra delle badanti (Beppe Severgnini, Io Donna)

Nataliya ha 47 anni. È arrivata otto anni fa in Italia dall'Ucraina, confine polacco. I figli e i nipoti della signora italiana di cui si prende cura l'hanno vista piangere davanti al computer, e le hanno chiesto di raccontare: le sparatorie di Donetsk, le mosse di Putin, le elezioni a Kiev. Hanno capito. Le hanno detto che tutto sembra più vicino e reale. Katerina ha 56 anni. Viene da Cernovcy, è un'ex-sindacalista, rifiutò la tessera del partito comunista. All'anziana signora italiana per cui lavora ha insegnato la storia dell'Ucraina, ha spiegato la rivoluzione di Maidan, la presa della Crimea, la guerra nell'est. ...

Contropiano
18 06 2014

È stata una bomba ad aver causato l'esplosione in un gasdotto nella regione di Poltava, in Ucraina. Il Ministro dell'Interno di Kiev ha reso noto che l'eplosivo è stato piazzato sotto un pilone di cemento armato. La deflagrazione ha scatenato un incendio con fiamme di duecento metri. Il gasdotto Urengoy-Uzhgorod-Pomary, sul cui percorso è esplosa la bomba, porta il gas russo verso l'occidente e secondo il ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov, l'esplosione potrebbe essere un atto di sabotaggio.

Intanto Gazprom, il colosso energetico russo, ha assicurato che i flussi di gas verso l'Europa che passano per il territorio ucraino sono stabili. E ciò nonostante il fatto che pochi giorni fa Mosca abbia introdotto un regime di pagamenti anticipati vista l’insolvenza dell'Ucraina – in debito di almeno 2 miliardi di euro con Gazprom – avvertendo di "possibili interruzioni" del flusso del gas verso l'Unione Europea qualora Kiev sottragga metano dal flusso in transito.

Intanto le regioni meridionali e orientali dell’Ucraina, insorte contro il colpo di stato filoccidentale di febbraio a Kiev e che hanno proclamato un’indipendenza che naturalmente il regime non riconosce, continuano ad essere sotto assedio e sotto il fuoco dell’esercito e delle milizie di estrema destra inquadrate nella Guardia Nazionale.

In un comunicato diffuso dai responsabili militari ucraini si afferma che in uno scontro armato nella provincia di Lugansk almeno 30 combattenti delle autodifese popolari sono stati feriti o uccisi. "Le ostilità nelle vicinanze del villaggio di Schastye sono durate per diverse ore: Un gruppo corazzato è stato inviato per salvare un'unità ucraina attaccata. Le forze combinate ucraine hanno attaccato. Da quel che sappiamo oltre 30 miliziani sono stati uccisi o feriti", ha detto il portavoce di Kiev Vladyslav Seleznyov secondo il quale i soldati regolari ucraini sono finiti sotto attacco cinque volte nelle ultime 24 ore.

Almeno sei persone sono morte l’altro ieri a Kramatorsk, una delle città assediate nell'est dell'Ucraina, in seguito all'offensiva militare in corso sulla città da parte delle forze di Kiev e ai violenti scontri che ne sono seguiti. Anche nelle ultime ore sulla città si sono susseguiti forti bombardamenti che hanno distrutte case ed edifici pubblici uccidendo un numero imprecisato di civili.

Intanto sono state violente le proteste del governo di Mosca dopo che ieri il reporter della tv russa Rossyia 24 Igor Korneliuk è morto in un ospedale di Lugansk in seguito alle ferite riportate per l'esplosione di un colpo di mortaio sparato dalle truppe fedeli alla Giunta che ha ucciso sul colpo anche l'operatore Anton Voloshin, stessa sorte toccata a maggio al fotoreporter italiano Andrea Rocchelli, morto a Slaviansk.

Il ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov ha annunciato l'arresto di Natalia Grudzenko, una delle leader degli insorti di Mariupol, importante città portuale sul Mar Nero riconquistata qualche giorno fa dalle forze golpiste al termine di una sanguinosa offensiva militare. Assieme a Grudzenko è stato arrestato anche un altro rappresentante delle autorità parallele elette dagli abitanti in alternativa a quelle imposte da Kiev, Oleksandr Shakhaiev. Secondo le accuse i due avrebbero opposto resistenza ai militari ucraini anche lanciando granate.

I miliziani della Repubblica popolare di Donetsk si sono intanto impossessati della sede della Banca centrale ucraina del capoluogo del Donbass, cuore industriale e minerario del Paese. Secondo gli insorti, l'obiettivo è impedire che i soldi e i proventi delle tasse della zona di Donetsk finiscano nelle casse del nuovo regime di Kiev e vengano utilizzati per rafforzare la repressione contro le popolazioni insorte.

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