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Alla fine la discriminante che darà al nostro Paese praticamente l'esclusiva per quanto riguarda l'adozione di bambini russi è di tipo sessuale e precisamente di stampo omofobico, in linea con la politica portata avanti da mesi da Putin. Il difensore civico dei diritti del fanciullo presso il Cremlino Pavel Astakhov lo ha detto senza giri di parole, solo i cittadini italiani al momento possono adottare bambini russi. ...

Dentro il palazzo la firma degli accordi commerciali tra Italia e Russia (Letta e Putin), fuori la protesta delle associazioni gay contro la violazione dei diritti umani nella Federazione russa. Trieste ieri era così. Divisa a metà: tra la politica in pectore al lavoro sulle intese economiche, siglate per il vertice per l'Anno incrociato del Turismo Italia-Russia, e la società civile in piazza con la manifestazione. ...

Huffingtonpost
25 11 2013

Un blitz nella basilica di San Lorenzo al Verano, in solidarietà con le Pussy Riot proprio nel giorno della visita del presidente Vladimir Putin a Roma. Così il collettivo femminista ‘Cagne sciolte’, del mondo della sinistra extraparlamentare della capitale, ha deciso di ‘celebrare’ il 25 novembre, giornata indetta dall’Onu contro la violenza sulle donne. “Free Pussy riot Roma”, recita lo striscione che le attiviste - rigorosamente a volto coperto con balaclava - hanno srotolato in mattinata davanti all’altare della chiesa sanlorenzina per contestare la scelta delle autorità russe di perseguire penalmente Nadezhda Tolokonnikova (ora ai lavori forzati in Siberia) e le altre componenti del gruppo punk per un’esibizione non autorizzata contro Putin nella cattedrale russa di Cristo Salvatore a marzo del 2012.

“Sputiamo su Putin. La rivolta è fica”, è uno degli slogan scelti. Naturalmente la dimostrazione romana non vuole essere solo un gesto di solidarietà a distanza verso le Pussy Riot ma è anche una contestazione della visita di Putin a Roma. Mentre “le istituzioni incontrano Putin e il papa lo riceve in vaticano, noi invece esprimiamo la nostra solidarietà per le Pussy Riot e tutte le persone perseguitate in Russia per il proprio orientamento sessuale", recita una nota di 'Cagne sciolte', che prendono il nome da un noto manifesto femminista del 1968. "Il nostro dissenso per la presenza di Putin a Roma - continua la nota - non ci impedisce di denunciare la tendenza delle politiche italiane a vittimizzare le donne e proporre leggi sempre più repressive in loro nome, come dimostrato dalla recente legge sul femminicidio. 

La visita di oggi del presidente russo è l’emblema dell’ipocrisia delle cariche istituzionali, che spendono parole di indignazione contro la violenza sulle donne, mentre continuano ad ostacolare la loro reale autodeterminazione. Non dimentichiamo neanche il ruolo della chiesa nel determinare provvedimenti che limitano la libertà delle donne e delle persone lgbtqi. Siamo per questo convinte che sacra romana chiesa e chiesa ortodossa riusciranno a trovare dei punti d’incontro: un accordo tra patriarchi sui nostri corpi si trova sempre”.

Huffington Post
21 11 2013

Il 20 novembre si è tenuta al Senato della Repubblica una conferenza stampa sulla situazione dei diritti umani in Russia. Come ricorda un appello di Amnesty International, negli ultimi due anni, le autorità russe hanno promulgato una serie di leggi che limitano la libertà di espressione, associazione e riunione. Queste leggi ostacolano il legittimo ruolo della società civile in Russia e soffocano l'iniziativa, la creatività e lo sviluppo delle associazioni. Le disposizioni legislative in questione includono:

- un'ulteriore criminalizzazione della diffamazione punibile con multe ancora più pesanti, che inibiscono le critiche dei media e delle Organizzazioni non governative sui funzionari e sui rappresentanti politici;- nuove e restrittive regole per le manifestazioni pubbliche con la comminazione di ammende molto elevate in caso di violazione, che creano un disastroso effetto sul diritto di riunione pacifica;

- una nuova e generica definizione legale di "tradimento" che potrebbe potenzialmente criminalizzare l'attivismo per i diritti umani;
- nuovi regolamenti per le associazioni non-profit e per le organizzazioni non governative. Quelle che ricevono finanziamenti da fonti estere e sono coinvolte in "attività politiche" (descrizione estremamente vaga che include attività di pressione e di influenza dell'opinione pubblica) sono obbligate a registrarsi e definirsi pubblicamente "agenti stranieri", termine che in Russia è connotato in modo fortemente negativo. Nel caso ciò non avvenga l'organizzazione può essere chiusa e il suo leader perseguito con il rischio di essere anche imprigionato. Inoltre la legge impone nuovi gravosi obblighi alle Organizzazioni non governative;

- una legge che impone nuove pesanti multe per "la propaganda di relazione sessuali non tradizionali fra i minori" colpendo la comunità Lgbti le cui attività pubbliche organizzate dagli attivisti saranno definite fuori legge limitando così le attività delle organizzazioni, che saranno ulteriormente stigmatizzate e discriminate;

- una legge che criminalizza "le offese ai sentimenti religiosi dei credenti", un altro tentativo di imporre alle persone cosa dire o non dire.

Oltre a queste leggi, che sono in contrasto con gli obblighi internazionali sottoscritti dalla Russia e con la sua stessa Costituzione e pertanto devono essere abrogate, gli attivisti russi hanno lanciato l'allarme su una proposta di modifica del codice russo che vieterebbe alle famiglie non tradizionali di crescere dei bambini. Se la proposta venisse approvata (per ora è stata ritirata dalla Duma, ma è verosimile che venga ripresentata subito dopo le Olimpiadi e approvata) vorrebbe dire che i bambini delle famiglie arcobaleno potrebbero essere sottratti ai rispettivi genitori Lgbti. Questo vorrebbe dire che ci sarebbe una grande ondata di famiglie che scapperebbero e chiederebbero asilo politico.

Non ci sono dati precisi, ma la richiesta di assistenza legale per chiedere asilo politico da parte di vari gruppi vede le persone Lgbti come il secondo gruppo più numeroso che fa richiesta di assistenza. Inoltre, secondo una ricerca dell'associazione LGBTI di San Pietroburgo Coming Out su oltre 350 famiglie, il 58% delle famiglie arcobaleno russe stanno già cercando attivamente informazioni su dove e come migrare. Se si considera che la Germania recentemente ha garantito a un giovane medico russo asilo politico a causa del suo orientamento sessuale e dopo aver sofferto persecuzioni ed esclusione sociale in Russia, la situazione dovrebbe essere presa molto seriamente in considerazione anche dall'Italia.

Non dimentichiamo inoltre che il 7 novembre scorso la Corte di Giustizia Europea a riconosciuto che le persone LGBTI fanno parte di un gruppo potenzialmente soggetto a persecuzione e devono ottenere asilo politico, se provenienti da paesi dove l'omosessualità è criminalizzata, perché l'orientamento sessuale è una caratteristica fondamentale dell'identità di una persona alla quale non si può rinunciare.

La situazione in Russia è particolarmente drammatica: il combinato disposto della legge sugli agenti stranieri e di quella sulla "propaganda di rapporti sessuali non tradizionali" tra i minori hanno dato un implicito via libera alle aggressioni omofobe che infatti sono aumentate esponenzialmente, con tanto di associazioni dedicate alla caccia alle persone LGBTI, per nulla contrastate dalla polizia. Solo pochi giorni fa, come ha riportato anche il blog italiano Il Grande Colibrì

"due uomini mascherati hanno fatto irruzione nella sede di LaSky, un'organizzazione pubblica dedicata ai sieropositivi all'HIV, esplodendo colpi di arma da fuoco. Un attivista è stato gravemente ferito ad un occhio, da cui, secondo i medici, potrebbe perdere la vista. Nelle stesse stanze ha sede anche l'organizzazione LGBT Caress: è molto probabile che nella testa degli assaltatori si sia formata l'equazione HIV-positivo uguale gay".

La polizia ha classificato il caso come un semplice atto di teppismo, mentre secondo l'attivista Polina Adrianova è il segno di "un inizio di pogrom per le persone LGBT. Sono convinta che questo è il primo di una serie di attacchi, con l'obiettivo di far tacere la comunità omo e transessuale e fermare completamente l'attivismo LGBT". Nel mese del 75esimo anniversario della Notte dei Cristalli, ricordiamoci che i primi pogrom contro gli ebrei sono iniziati proprio nella Russia di fine Ottocento. Sentire rievocare quella parola da una cittadina russa fa veramente impressione. L'attivista Anastasia Smirnova, invece, denuncia che associazioni anti-gay stanno iniziando a postare immagini e informazioni personali di attivisti LGBTI sui loro siti e i social network rendendoli facili bersagli di nuove aggressioni. "Non ho mai avuto paura prima, ma ora non mi sento più sicura", mi ha detto recentemente.

Intanto uno studente ventenne sudafricano nella città di Belgorod, al confine tra Russia e Ucraina, è caduto nelle grinfie di un gruppetto neonazista: un militante di estrema destra sostiene di averlo attratto nella trappola fingendosi un omosessuale quindicenne, poi il gruppo lo ha sequestrato, angariato, costretto ad atti degradanti di sottomissione, e a dire "white power", filmando tutto e pubblicando il video sul social network russo VK. Ancora, il giornalista Alexander Suturin è stato recentemente arrestato per aver deciso di pubblicare un'intervista ad un ex professore gay, licenziato a settembre dall'istituto nel quale insegnava.

Per questo, all'inizio dell'agosto scorso Associazione Radicale Certi Diritti, AGEDO, Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Equality Italia, Arcilesbica e Rete Genitori Rainbow hanno lanciato la campagna SOS Russia a sostegno delle associazioni che combattono per i diritti umani delle persone LGBTI, ma non solo, nel grande Paese eurasiatico. Obiettivo della corsa di solidarietà italiana è quindi quello di sostenere la copertura delle spese legali per le vittime di violenza o discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere e di aiutare le associazioni russe multate ai sensi della legge sugli agenti stranieri a pagare le spese legali per sfidare la legge nei fori statali, federali e internazionali.

134 donatori (tra i quali figurano oltre a singole persone della società civile anche associazioni italiane per la tutela e la promozione dei diritti umani delle persone LGBTI in Italia) hanno contribuito a raggiungere la somma di 5.328€. Il ricavato è equamente distribuito tra due organizzazioni: Coming Out San Pietroburgo e Russian LGBT Network, che si sono entrambe impegnate a usare le somme raggiunte per sostenere le vittime di violenze e discriminazioni, anche sotto il profilo legale.

A questo proposito si registra una recente vittoria del movimento LGBTI russo: "l'attivista ortodosso" Gleb Lihotkin, che 18 mesi fa aveva sparato su una manifestazione in sostegno dei diritti delle persone LGBTI è stato condannato a due anni di carcere con la condizionale e a risarcire i danni morali dei feriti. Nella sentenza la corte fa riferimento alla necessità di bandire le discriminazioni ai danni di gruppi sociali particolari, fanno notare gli attivisti di Coming Out.

Speriamo che il prossimo passo sia il riconoscimento dei crimini d'odio commessi ai danni delle persone LGBTI.

Tutto ciò non sarà minimamente preso in considerazione dall'incontro bilaterale Italia-Russia che si terrà a Trieste il prossimo 26 novembre. Per questo l'Associazione Radicale Certi Diritti, insieme al Circolo Arcobaleno Arcigay - Trieste e a Famiglie Arcobaleno e in collaborazione anche con il Comitato per le Pari Opportunità dell'Università degli Studi di Trieste, ha organizzato un seminario sui diritti umani nella Russia di Putin.

L'intento è quello di dare ai diritti umani uno spazio, almeno a margine del bilaterale, e di formulare domande precise a Putin alle quali non possa rispondere con domande evasive come spesso fa quando gli si pone la situazione generica dei diritti umani. Con l'aiuto di Amnesty International, ILGA-Europe, Article 19, di Paolo Atzori, funzionario al Parlamento Europeo presso i non iscritti, di Yulia Matsiy, di VARCO - REFO, di Anastasia Smirnova del LGBT Russian Network, della prof.ssa Teresa Tonchia, docente di diritti umani e filosofia politica presso l'Università di Trieste, Gian Piero Piretto, docente di Cultura Russa presso l'Università degli Studi di Milano, e di Antonio Stango del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, si cercherà di rispondere anche a una serie di domande quali: come aiutare i cittadini e le cittadine russe nelle loro richieste di difesa e promozione dei propri diritti umani? Quale è il ruolo delle organizzazioni internazionali? Che tipo di influenza possono avere le Convenizoni e i trattati internazionali? Quali tipo di interlocuzione deve essere attivata, o si deve tentare di attivare, con il sistema politico e istituzionale russo?

All'iniziativa ha manifestato adesione anche il Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, senatore Luigi Manconi, che nel corso della conferenza stampa del 20 novembre ha detto: "la questione dell'orientamento sessuale rappresenta uno dei fondamenti essenziali dell'identità umana" e "parlare di nettamente sessuale è parlare di diritti umani".

Yuri Guaiana

Guerra alla vodka (Simone Porrovecchio, L'Unità)

  • Martedì, 12 Novembre 2013 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
Da Seattle a Los Angeles, da New York a Londra, sono sempre più numerosi i gestori e gli imprenditori di bar e club gay che hanno deciso di boicottare senza compromessi la bevanda numero uno della scena notturna internazionale, non solo gay: la vodka. Con un dettaglio: solo quella russa. Si tratta della prima azione di protesta internazionale contro la crescente discriminazione antigay voluta da Putin attraverso la legislazione che porta la sua firma. ...

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