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20 11 2014

Potrebbe essere la terza volta in poco più di 20 anni che in Ucraina, o almeno in una sua parte, si cambia il modo di raccontare la storia. La rivoluzione continua nelle scuole: bruciati i vecchi libri di testo, in arrivo di nuovi. E non si tratta di un cambio di casa editrice e di edizione, ma di una riscrittura narrativa della storia del paese che passa attraverso i libri su cui i ragazzi studiano nelle scuole dell’est del paese. La vita è cambiata, la routine quotidiana trova sfogo solo nella guerra. La storia e la geografia del Donbass si poggiano ora su nuovi presupposti, sicuramente più russi che ucraini.

Ihor Kostenok, ministro dell’educazione della Dnr, la Repubblica popolare di Donetsk, a metà settembre aveva detto che il “sistema scolastico russo è riconosciuto come uno dei migliori al mondo”. A partire da questo l’Ucraina orientale sta attuando una specie di marcia indietro. Storica. Ci sono voci sempre più insistenti che camion carichi di nuovi libri scolastici stiano arrivando in Ucraina dalla Russia per sostituire quelli utilizzati fino ad ora.

Il Donbass è ora Repubblica autoproclamata di Donetsk e Lugansk, realtà non riconosciute dalla maggior parte dei paesi del mondo ma, in qualche modo, rispettate dalla Russia. Nell’est governano i separatisti filorussi: il 2 novembre hanno indetto “elezioni democratiche”, hanno un proprio organo esecutivo, hanno promesso di riaprire i rubinetti dei fondi per le pensioni, bloccate da mesi, fare funzionare gli uffici. Dal primo ottobre le scuole sono state riaperte, anche se molti genitori non si fidano a fare uscire di casa i propri figli con il rischio di essere colpiti dal fuoco ucraino, così organizzano classi private negli appartamenti ancora rimasti in piedi o nei bunker.

I ragazzi dovranno resettare tutto quello imparato fino ad ora e apprendere un nuovo passato. “Niente di più verosimile”, spiega Giovanna Brogi, presidente Aisu, associazione italiana di studi ucraini e docente di Slavistica presso l’università degli Studi di Milano. “Sarebbe la terza volta in meno di 30 anni che il paese cambia i libri nelle scuole: dopo che nel 1991 l’Ucraina è diventa indipendente e fuori dal controllo dell’Unione Sovietica, ormai sgretolata, il governo ha iniziato un lungo e faticoso processo per riappropriarsi della propria storia. I libri sono stati riscritti, magari con piglio nazionalistico, ma sicuramente più realistico rispetto al modo di raccontare della Russia”.

Nel 2010, però, il presidente Viktor Janukovyč, una volta salito al potere, forte del suo legame con il Cremlino, ha cercato di invertire la rotta, facendo ritirare dalle scuole i libri per sostituirli con altri di impostazione più russofona. Una sorta di censura che non è arrivata fino in fondo e solo in alcune scuole il cambio di testi è riuscito. Quello che sta accadendo ora potrebbe essere un dejavù per molti ucraini.

Ormai non è più una questione di lingua, ma di tradizione. L’Unione Sovietica aveva insegnato all’Ucraina un passato con molte omissioni. E’ dal 1648 che questo paese è sotto l’ombra della Russia e in periodi alterni ha sempre cercato di liberarsi dal controllo di Mosca, la storia è ciclica. Tutti questi tira e molla non sono mai stati segnalati nei manuali di storia in Russia, così come la forte appartenenza al mondo occidentale che Kiev ha sperimentato fin dal 1400 quando faceva parte dell’unione Polacco Lituana. Semplicemente centinaia di anni di storia sui libri di testo non sono mai esistiti”, spiega ancora Brogi.

A Donetsk molti ricercatori e professori universitari si sono spostati in altre regioni. Nel Donbass rimangono però le scuole dell’obbligo (di 9 anni) e per gli studenti, nel tempo, si dovrà riscrivere la storia, la geografia e la letteratura. Agli insegnanti di Donetsk però è concessa totale libertà di azione: lì il governo ucraino non può intervenire, la città è sotto il controllo dei separatisti.

Non ci sarà nessuna caccia alle streghe”, ha detto il ministro dell’educazione ucraino Sergey Kvit in una intervista al sito di informazione Gordon, gli insegnanti del Donbass continueranno a lavorare, il governo darà loro la possibilità di cambiare opinione”.
Una dichiarazione che si scontra in parte con la realtà dei fatti. Nei paesi dell’est tornati da poco sotto il controllo ucraino molti docenti hanno riferito di essere stati torturati e picchiati, di altri si sono perse le tracce. “Sappiamo che i vecchi libri scolastici sono stati bruciati e sono in arrivo i testi dalla Russia, la situazione non può essere controllata da noi nell’area della Dnr. Inoltre, ha detto ancora il ministro, i diplomi ottenuti nelle scuole del Donbass non hanno valore al di fuori della regione, chi lo vorrà dovrà farsi autenticare il certificato altrove. Di fatto quegli studenti non vivono più in Ucraina”.

Ilaria Morani


Huffingtonpost
10 11 2014

Gianluca Ciucci

Fiori d'arancio indigesti per la Russia di Vladimir Putin. Infatti due donne si sposate nel comune di San Pietroburgo, ma non c'è nulla di illegale nel matrimonio di Irina Shumilova e Alyona Fursova. Infatti sul passaporto di Irina c'è scritto: uomo. Irina è una trans, il matrimonio s'aveva da fare e in Russia è polemica.

Irina Shumilova e Alyona Fursova si sono presentate all'ufficio del registro di San Pietroburgo, vestite da sposa di tutto punto e con un bouquet di fiori a testa, accompagnate da amici e parenti, per convolare a giuste e laiche nozze, come si può vedere dalle foto pubblicate sul social network russo Vk.com.

La coppia può sfuggire alle sanzioni di legge perché una delle due spose non è giuridicamente donna, infatti si tratta di un transessuale e non di un transgender. "Sì, nel mio passaporto c'è scritto maschio", ha detto Irina a Russia Today. "Transgender è un termine per descrivere discrepanze tra sesso biologico e sociale. Sono transessuale, il che significa che, nonostante abbia i cromosomi XY, psicologicamente sono una donna", ha aggiunto.

Il Codice di Famiglia della Russia afferma che il matrimonio è "un consenso volontario di un uomo e una donna", ma Irina e Alyona si considerano la prima coppia sposata LGBT nel paese. La cosa ha fato molto arrabbiare Vitaly Milonov, membro dell'assemblea legislativa di San Pietroburgo, diventato famoso per la sua campagna contro gli atleti gay delle Olimpiadi di Sochi. Milonov ha dichiarato di riservarsi di controllare personalmente la legittimità dell'unione di Irina e Alyona.

"Il capo dell'ufficio si è macchiato di una negligenza criminale - ha detto Milonov sempre secondo Russia Today - ho ascoltato coloro che lavorano al comune di San Pietroburgo, si sono limitati a controllare i passaporti ma non le persone che ne erano proprietari. Mi occuperò formalmente della questione per evitare in futuro un simile insulto a milioni di famiglie russe".

La Repubblica
04 11 2014

Un iPhone alto due metri, con tanto di "display" touchscreen, è stato rimosso in seguito al recente coming out di Tim Cook, attuale CEO di Apple, dalla “National Research University of Information Technologies, Mechanics, and Optics” di San Pietroburgo che lo ospitava.

Il monumento, voluto nel 2013 dall'azienda russa ZEFS per ricordare Steve Jobs, è stato smantellato perché ora violerebbe le leggi russe che condannano la propaganda gay.

La Repubblica
06 10 2014

Le unità sanitarie parlano anche di almeno 700 intossicati. La nuova sostanza, di cui si conosce ancora poco la natura tossicologica, viene fumata soprattutto da adolescenti.

 

MOSCA - Almeno 25 morti e oltre 700 intossicati, molti in modo grave: la "spice", nuova droga leggera che viene fumata soprattutto dai giovani, continua a mietere vittime in Russia, dove oggi l'authority per il controllo del narcotraffico ha presentato una sorta di bilancio aggiornato. Secondo il direttore Viktor Ivanov, riporta Ria Novosti, dal 19 settembre le unità sanitarie di varie regioni russe hanno cominciato a registrare un numero crescente di casi di avvelenamento da "miscela da fumo, compresi molti adolescenti". "Al momento sappiamo di oltre 700 casi di intossicazione, di questi oltre venticinque con esito letale", ha riferito Ivanov al comitato antidroga statale.

La "spice" è una miscela di estratti vegetali e sostanze psicoattive di cui si conosce ancora poco la natura tossicologica, spiegano i media russi, che da giorni seguono la vicenda. L'ipotesi è che sul mercato russo sia arrivata una miscela particolarmente pericolosa. Secondo la "mappatura" dei casi di morte e avvelenamento, è diffusa soprattutto in provincia, ma ci sono state almeno tre vittime anche a Mosca.

Amnesty International
02 10 2014

Dopo gli attacchi contro una scuola e un autobus nella città di Donetsk, che il 1° ottobre hanno provocato almeno nove vittime civili, Amnesty International è tornata a chiedere alle forze governative ucraine e ai gruppi ribelli di cessare immediatamente di compiere attacchi indiscriminati contro i centri abitati.

Quattro dei nove civili sono morti nel cortile di una scuola, nel primo giorno di apertura; gli altri cinque erano a bordo di un autobus.
Negli ultimi 10 giorni, i ricercatori di Amnesty International presenti a Donetsk avevano documentato una serie di attacchi da parte delle forze governative contro il quartiere di Kievskiy, dove già sei civili erano morti il 28 settembre, e attacchi parimenti illegali da parte dei ribelli nelle zone periferiche di Debaltseve e Avdiivka.

In quella zona, avevano notato un pezzo d'artiglieria dei ribelli, piazzato al centro di una strada e a meno di 10 metri da un'abitazione.
Secondo Amnesty International, collocando obiettivi militari nelle aree residenziali, le forze ribelli mettono in pericolo la popolazione civile, violando in questo modo le leggi di guerra e rendendosi corresponsabili, al pari delle forze governative, per la perdita di vite umane.

Entrambe le parti fanno ricorso a razzi Grad e ad altre armi imprecise, il cui uso contro i centri abitati può costituire crimine di guerra.

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