Unione franco-tedesca sull'acqua

  • Sabato, 26 Settembre 2015 10:04 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Acqua pubblicaRoberto Lessio e Marco Omizzolo, Il Manifesto
26 settembre 2015

Tra le grandi con­trad­di­zioni che Ale­xis Tsi­pras dovrà scio­gliere ce n'è una che atte­sta tutta l'ipocrisia del capi­ta­li­smo e che riguarda anche il nostro paese. In breve: con gli accordi per il sal­va­tag­gio mone­ta­rio fir­mati dal governo e rati­fi­cati dal Par­la­mento quest'estate,

Un'opinione qualunque

  • Mercoledì, 23 Settembre 2015 08:11 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
23 09 2015

Il voto greco mi ha appassionato. Sento che è in gioco qualcosa che avrà influenza anche su noi. Allo stesso tempo, però, so che è e non è affar nostro, che non possiamo “partecipare” dall’interno, cavalcare la vittoria come fosse nostra o fare le pulci a vincitori e vinti, come se avessimo gareggiato e rischiato.

È indubbiamente un limite dell’internazionalizzazione della resistenza contro un capitale purtroppo invece globale, reticolare e solidale. Però non possiamo aggirarlo facendo un tifo sfrenato per Tsipras prima e/o dopo la vittoria, oppure strillando al tradimento e alla consumazione di una disfatta. Dico subito che la seconda scelta, oltre a essere sbagliata quanto la prima, mi sta pure sul cazzo.

Non riesco a capire del tutto le ragioni tattiche dei pochi mesi del primo governo Tsipras, soprattutto la connessione fra battaglia dell’OXI e accettazione del memorandum: entrambe inaggirabili, ma scombinate fra loro. Le difficoltà strategiche le compartecipo tutte, cioè non mi pare che siamo riusciti ancora a disegnare una forma europea delle lotte che metta in discussione il ruolo attuale dell’euro, che ne prospetti un superamento. Insomma, un’alternativa che possa essere alle prime dolorosa, ma non disastrosa anche a medio periodo.

Ci saranno nuovi tentativi, se non altro in Spagna. Qualcosa, non so bene cosa, lo produrrà in questo campo anche la grande spinta dei rifugiati. E qui potremmo intervenire facendo campagne e non solo solidarietà e complicità – che pure urgono. Cominciando dal cancellare nelle nostre menti e nelle nostre parola e poi nella pratica la distinzione ipocrita fra “migranti” economici (successori, nell’ordine simbolico e di nomenclatura, di “vucumprà”, extracomunitari e clandestini) e migranti “politici”, cioè da guerre o privazione di diritti. Tutti i migranti sono rifugiati, scappano dalla morte che falcia in vari modi, con esplosivi, fame e malattie. E tutti i rifugiati devono aver voce, cioè lavoro, welfare e diritto di voto.

Prima o poi se li prenderanno. Tocca a noi batterci insieme a loro, altrimenti perderemo i nostri diritti sociali e politici e avremo solo qualche capro espiatorio in più. Questo dobbiamo chiedere alla Merkel, ma in primo luogo al governo Renzi (che ancora mantiene la Bossi-Fini e si guarda bene dal normare il diritto d’asilo), e pure al governo Tsipras, che sta collocato in un posto strategico sia geograficamente che politicamente, come cerniera dei flussi migratori e della scala sociale dello sfruttamento.

Che Syriza abbia vinto è meglio che non se avesse perso. Mi trincero dietro questa ovvietà ritenendo in buona fede che aggiungere al ricatto europeo la violenza poliziesca e razzista e l’asservimento completo alla trojka di Nea Democratia sia una cosa infelice. Anche stupida per chi la crede. Ma esiterei a brindare. Aspetterei di vedere cosa farà il secondo governo Tsipras nelle strettoie del programma di risanamento. Se sarà una sinistra di governo o una sinistra al governo (preferendo l’aleatorietà della seconda formula), quanto tempo riuscirà a prendere per frenare il ricatto europeo, se interverranno eventi esterni a scompaginare il blocco dell’austerità. Movimenti, rotture politiche, intendevo, non trattative sull’elettività del Senato o flessibilità dello 0,1%. Per fortuna i Greci sembrano più politicizzati (perfino nell’astensione) degli Italiani.

Un’opinione strettamente personale: meglio parlare a titolo privato che a vanvera.

di Augusto Illuminati

Un voto che evidenzia le differenze di classe

Un evidentissimo voto di classe: poveri, ceti medi impoveriti e disoccupati, in gran parte con Syriza, ceti medi più abbienti e benestanti con Nuova Democrazia.
Dimitri Deliolanes, Il Manifesto ...

Elezioni in Grecia: quanto ha pesato l'astensione?

  • Martedì, 22 Settembre 2015 14:02 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
22 09 2015

Una serie di appunti utili a capire il risultato elettorale greco, il peso dell'astensione, il calo generalizzato della partecipazione elettorale. La vittoria di Syriza non nasconde una sempre più diffusa sfiducia nel sistema politico ellenico


Questo testo è una raccolta di tweet pubblicati dal profilo @IrateGreek e successivamente raccolti in questa Storify

.
1. L’astensione nelle elezioni greche è stata gonfiata artificialmente dal fatto che le liste elettorali non sono aggiornate.

2. In particolare, il numero degli elettori registrati (9,9m) è lo stesso dei cittadini residenti, in cui sono compresi, ad esempio, i bambini.

3. Ciò è dovuto al fatto che gli elettori deceduti non sono stati rimossi dalle liste, in cui, tra l’altro, sono compresi anche i cittadini emigrati all’estero.

4. Il tasso di astensione nelle elezioni di ieri, quindi, considerato il reale numero degli elettori NON E’ del 43,5%,.

5. Ciò che va osservato, invece, è la variazione dell’astensione tra un’elezione e l’altra, e il numero assoluto dei partecipanti.

6. Nelle #GreekElections di ieri ci sono state circa 780 000 cittadini che hanno scelto di non votare, rispetto alle elezioni di gennaio.

7. Questi 780 000 elettori che si sono astenuti sono elettori “reali”, che hanno partecipato alle scorse elezioni, non persone che esistono solamente sulla carta.

8. Ciò significa che gli elettori che hanno partecipato alle #greekElections di gennaio e si sono astenuti ieri sono il terzo gruppo politico in Grecia.

9. Tutti i partiti che sono entrati in parlamento col voto di ieri hanno perso voti, eccetto l’Unione dei Centristi e il PASOK

10. Nel caso del PASOK, la crescita dei voti è artificiale, dato che si sono presentati in coalizione con Dimar.

11. E’ anche interessante notare che nelle elezioni di Gennaio la coalizione PASOK, Dimar, Kidiso, aveva ottenuto circa 470 000 voti, mentre oggi il PASOK asseme a Dimar ne ha ottenuti solo 340 000.

12. Il partito che ha perso più voti rispetto alle elezioni di Gennaio è Syriza (- 325 000)

13. In termini relative, I partiti che hanno perso più voti sono: Potami (-41%), ANEL (-32%), Syriza (-14%), ND & KKE (-11%), GD (-2%).

14. Probabilmente ciò che ha permesso ai piccoli partiti come ANEL, Potami e i Centristi, di entrare in parlamento, è stata l’astensione.

15. E’ interessante notare, inoltre, la diminuzione dei voti destinati ai partiti che non sono entrati in parlamento (-90 000 pari al -16%).

16. Questo potrebbe stare a significare un’affermazione del voto utile tra coloro che hanno votato ieri in Grecia.

17. Potrebbe anche significare una disillusione nei confronti dei piccoli partiti e/o una deliberata astensione dei loro elettori, come atto di delegittimazione della tornata elettorale.

18. In ogni caso, un calo del 12% degli elettori che hanno scelto di votare alle elezioni di ieri, rappresenta un diffuso rifiuto dell’attuale sistema politico.

19. Il fatto che ogni singolo partito abbia perso voti sta a significare che questo rifiuto è trasversale agli schieramenti politici.

20. La crescita dell’astensione può significare disillusione non solo verso i partiti politici, ma in generale verso la democrazia parlamentare.

21. Siamo in un bel casino.


*Traduzione a cura di Dinamopress

di @IrateGreek*

Alexis TsiprasMonica Pepe, Zeroviolenza
22 settembre 2015

Alexis Tsipras sta al suo popolo come la Grecia sta alla storia della democrazia. Hanno provato a ucciderlo umiliandolo, e lui parla di lotta.

facebook