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Il Fatto Quotidiano
29 04 2014

Nonostante i veti del Vaticano, c’è chi continua ancora a credere che, per una società più civile, sia necessario educare bimbi e ragazzi a combattere gli stereotipi di genere, causa di intolleranza, discriminazioni e disparità. Così fa la casa editrice Settenove che ha pubblicato due libri. Il primo, “Ettore, l’uomo straordinariamente forte“, è un volumetto illustrato realizzato da Magali Le Huche, autrice francese che a soli 34 anni ha all’attivo già una trentina di libri per l’infanzia.

Il suo ultimo lavoro tradotto in italiano racconta la storia di un circense, Ettore, capace di imprese straordinarie, come sollevare due lavatrici con un dito oppure tirare un carrello pieno di leoni con i denti. Saltimbanchi, ballerine e giocolieri lo ammirano. Ettore però ha un segreto: lontano dal tendone, nella sua roulotte, ama fare la maglia e lavorare all’uncinetto. Un’attività che tiene nascosta perché, nell’immaginario comune, a un vero uomo non s’addice dilettarsi con ferri e merletti. Un giorno il suo segreto viene scoperto da due colleghi, i domatori di leoni, invidiosi del suo talento, che lo deridono davanti a tutti per la sua passione. Non tutto il male vien per nuocere, comunque, perché Ettore riuscirà a dimostrare che fare la maglia è più utile di quanto si creda in seguito a una tempesta che porta via tutti i vestiti del circo e anche il tendone.

Il secondo libro, dal titolo “Mi piace Spiderman e allora?“, è scritto da Giorgia Vezzoli – che cura anche il blog ‘Vita da streghe’ - con illustrazioni di Massimiliano Di Lauro e racconta la storia di Cloe che ha sei anni e adora fare cose “da maschi”. Le piace andare a scuola con la cartella di Spiderman che tutti, ad eccezione dei suoi genitori, considerano però non adatta a una bimba. Cloe vorrebbe anche giocare a calcio con i suoi compagni, adora le magliette dei supereroi e ha un pungiball coi guantoni per sfogarsi “come Rocky” quando è arrabbiata. Il libro affronta varie tematiche legate agli stereotipi, alla graduale consapevolezza della propria identità di genere ma anche al confronto tra i bambini: il problema dei giocattoli sessisti e la distanza tra la complessità sociale e culturale che Cloe incontra e il mondo ritratto nei libri per l’infanzia.

Entrambi i testi si inseriscono in una tendenza presente anche all’estero, di libri, giocattoli e film, per la decostruzione degli stereotipi di genere nell’infanzia. Molto popolare, negli Stati Uniti, è “A mighty girl” (Una ragazza potente), un sito dove è possibile acquistare fumetti, romanzi, libri illustrati, giochi in scatola, costumi da supereroe, per bambine fuori dagli schemi del rosa e delle bambole. E per fare capire l’importanza di un’educazione al di là del genere è da poco uscito un documentario che ha fatto discutere. Si intitola “The mask you live in” (“La maschera che ti porti addosso”) e si occupa del modo in cui vengono educati gli uomini alla “mascolinità” fin da piccoli: a non piangere, a non mostrare emozioni, a non chiedere aiuto quando si sentono in difficoltà, ad atteggiarsi a forti e senza paura, ad associare il rispetto alla violenza. Una modalità di educazione che causa gravi problemi, dei quali si preferisce non parlare. Secondo il documentario, negli Stati Uniti più della metà degli uomini e dei teenager che si trovano in situazioni di difficoltà psicologica non chiede aiuto, una situazione che può portare fino al suicidio.

Il video fa parte di un progetto più ampio chiamato “The representation project” (“Il progetto rappresentazione”) che nel 2011 ha portato alla realizzazione di un documentario sugli stereotipi mediatici con cui crescono le bambine e le ragazzine , con interviste a celebrity come Jane Fonda e Rosario Dawson, che ha partecipato a numerosi festival (tra cui il Sundance) e che ha vinto diversi premi.

Nel coro di osanna trasmesso a reti unificate dai media di tutto il mondo, anche all'interno della Chiesa cattolica si leva qualche voce che rompe l'unanimismo e solleva rilievi critici sul "sistema della canonizzazione" e in particolare sulla proclamazione di Giovanni Paolo II santo. ...

Le gerarchie vaticane contro l'educazione di genere

  • Martedì, 01 Aprile 2014 13:48 ,
  • Pubblicato in Flash news

GiULiA
01 04 2014

Scriviamo perché siamo sotto un pesante attacco incrociato di vicariato e destra. Noi e direttamente anche le scuole che partecipano al nostro corso. Sappiamo fin troppo bene quanto l'attacco sia politico e riguardi ogni altra iniziativa di libertà e autodeterminazione e vi chiediamo quindi un aiuto. Chiediamo a donne, associazioni, comunità informali, spazi sociali e docenti di inviarci solidarietà e sostegno anche attraverso poche righe e di fare passaparola e diffondere i nostri articoli per rispondere alle accuse infamanti e affinché il Comune, che per ora tace, si convinca a prenda parola.

Come sapete Scosse e Archivia stanno realizzando un corso di formazione per le educatrici del Comune di Roma, sull'educazione alla differenze, il genere e i modelli familiari, trovate il progetto descritto sinteticamente su http://www.scosse.org/la-scuola-fa-la-differenza/

Qui i link che elencano gli attacchi di Militia Christi, Avvenire, Tempo e altro. Gli attacchi prima venivano trasmessi solo per fax e organi di stampa, ora lettere durissime, come quella che trovate sul nostro sito, sono recapitato alle funzionarie delle scuole, a mano!

http://www.scosse.org/militia-christi-allattacco-de-scuola-fa-differenza/ e ancora http://www.scosse.org/il-vicariato-attacca-la-scuola-fa-differenza/ La nostra replica

http://www.scosse.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/La-scuola-fa-differenza_lettera-Avvenire.pdf La discussione è viva anche sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/pages/SCOSSE-Associazione-di-Promozione-Sociale/300159246670035?ref=hl


È importante, inoltre, che l'insegnante sia molto chiaro e deciso nello spiegare ai suoi studenti i seguenti punti: la scuola non tollera questo tipo di comportamenti. Il bullismo è sbagliato. Prendere in giro, minacciare, picchiare qualcuno, farlo sentire escluso, perché è grasso, perché è un "secchione", perché è diverso da noi, perché pensiamo che sia omosessuale, è sbagliato. Ognuno ha diritto di essere com'è. ...

Circolo Mario Mieli
20 03 2014

Sì, siamo in Italia, precisamente a Lucca, e queste parole vi risultano stranissime.

Non si tratta, però, di una bufala e tutto quello che state per leggere corrisponde a verità: nessuna esagerazione, niente di niente, alla faccia dell’omofobia del Vaticano e della quasi totalità della chiesa (recentemente al centro della bufera, tra l’altro, anche per una dichiarazione di Don Mazzi su Berlusconi).

Gay. Ecco, lo confesso – queste, le parole del vescovo di Lucca, Italo Castellani -: quando utilizzo questa parola sembra che ci sia già un giudizio intrinseco. A usarla ho difficoltà. È quindi necessario un trapasso culturale, perché la differenza è ricchezza. […] Se tutti i fiori fossero uguali, i prati perderebbero la loro bellezza”.

Il concetto – fa notare Gayburg – è stato ribadito anche dal vaticanista Rai Raffaele Luise, secondo il quale l’omosessualità non è una devianza, non nel senso negativo che qualcuno vuole attribuire a questa parola: “Ci sono 486 specie animali che contemplano l’omosessualità. Quindi questa non è una caratteristica puramente umana. Non è una devianza, ma fa parte della natura. L’omosessualità è un’attitudine umana. Quindi ci troviamo di fronte a una grande sfida, fuori e dentro la chiesa”.

Lobby gay? Non esistono Parole importanti anche sulle lobby gay, delle quali ha parlato anche Papa Bergoglio: “In Vaticano non mi risulta ci siano lobby. Sì, esistono massoni che si relazionano ai poteri forte e che si occupano dei rapporti e delle relazioni economiche. […] Sì, ci sono tanti gay […], anche in alto. Ma non ho elementi per dire che esista una lobby massonica e una lobby gay”. Chissà cosa si inventerà “l’altra Chiesa”, ora, per mettere in cattiva luce quanto emerso.

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