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venerdì 14 dicembre 2018



"L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e che non avrà".
Marco Polo



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Ogni scarrafone è bello a mamma sua

Luca Cardin, Zeroviolenza
14 luglio 2014

"Quanto sei bello!" "E' o non è il bimbo più meraviglioso del mondo?" "Quanto mi manchi!" e tutto un altro vocabolario di effusioni e smancerie di ogni genere.
Di che parlo? Delle foto dei propri figli postate su facebook dai genitori (mamme, nella stragrande maggioranza).

Tutte le volte ho la stessa reazione e mi faccio la stessa domande: “Dov'è finita la privacy?” “Perché gli adulti sentono questo irrefrenabile desiderio di esporre al mondo i propri figli?”

“Sono consapevoli del fatto che su facebook niente ormai è riservato e qualsiasi foto può essere utilizzata per chissà quale fine senza controllo?”

Capisco che parlare di diritto alla privacy di bambini di pochi anni possa sembrare un’esagerazione ma è una realtà che ci stanno rubando ogni giorno di più in ogni ambito di vita. E per questo a me sembra una cosa fondamentale insegnare sin da piccoli il valore del proprio spazio e immagine, della propria identità come diritto fondamentale della persona, per sottrarsi a ogni futuro utilizzo che il mercato, ovvero persone senza scrupoli, è potrebbero farne.

Tornando all'inizio, ma perché devo esporre mio figlio a un pubblico senza volto? Cos’è che mi spinge a farlo?

Senza metterla giù troppo pesa, ma sarà davvero solo il legittimo istinto e orgoglio di dire “Mio figlio è il più bello del mondo! Venite a vedere che brava sono stata!”?

Non credo di dire questo solo perché non ho figli.

Certo, sono di un’altra generazione (quella dei quarantenni di oggi) ma credo che stiamo sottovalutando il fatto che ci stanno rubando tutto, compresa la nostra intimità, il nostro spazio più profondo.

Difendiamoci o almeno cerchiamo ogni tanto di porci delle domande.