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L'autotest scopre tumore all'utero

  • Martedì, 10 Giugno 2014 09:10 ,
  • Pubblicato in Flash news

Italia Oggi
10 06 2014

Si deve alla massiccia campagna di prevenzione effettuata con il pap-test se il tumore al collo dell’utero ha ridotto la sua incidenza di mortalità. L’esame ginecologico permette di individuare le lesioni al collo dell’utero prima che diventino cancerose

La 27 Ora
08 05 2014

Dito alla bocca, chiusa: il gesto che solitamente facciamo per chiedere di fare silenzio, di non disturbare, che il rumore non è gradito. Magari anche per indicare che quello che si è appena confidato è un segreto, da non rivelare a nessuno. Poi si prende il cellulare e ci si scatta una foto, un famoso selfie, di cui abbiamo parlato tanto sul nostro Blog. Si posta tutto sul proprio Social Network preferito e si aggiungono i riferimenti fondamentali: il fatto che oggi sia la seconda giornata mondiale dedicata al Tumore Ovarico che ogni anno colpisce 250.000 donne e che ne uccide 140.000.

Si aggiunge che in Italia le donne possono contare sul sostegno della prima associazione di pazienti ed ex pazienti di tumore ovarico, Acto Onlus che, dal 2010, si impegna a sostenere la ricerca contro questa malattia tanto feroce quanto silenziosa: nel nostro paese rappresenta la sesta causa di morte tumorale, di cui vengono rilasciate ogni anno 5.000 nuove diagnosi. Infine si aggiunge il messaggio più importante: #ilsilenziononèdoro. Bisogna parlare il più possibile di questo male per fare in modo che le donne sappiano riconoscere i sintomi premonitori e siano in grado di rivolgersi al migliore centro specialistico. La percentuale di diagnosi arrivate tardi, infatti, è del 70%. Un livello inaccettabile.

Sono ben 57 le organizzazioni che in 23 stati si sono impegnate con diverse attività a fare dell’8 maggio una grande occasione di informazione diffusa sul Tumore Ovarico. Dai paesi europei agli Stati Uniti, dall’America del Sud fino alla Nuova Zelanda, passando anche per la Russia e il Bangladesh. Questo male colpisce in modo indistinto le donne che abitano i luoghi del mondo più o meno sviluppati e registra un tasso di sopravvivenza molto più basso rispetto a quello calcolato per il tumore al seno: il 45% del primo contro l’89% del secondo. L’invito del World Ovarian Cancer Committee è quello di connettersi al sito ovariancancerday.org, scaricare l’e-card a disposizione piena di informazioni utili per conoscere, riconoscere e proteggersi dal tumore e la preghiera ad ognuno di amplificare il messaggio, spedendo ad almeno altre cinque persone il materiale.

Acto Onlus ci ha messo della fantasia in più, con la campagna #ilsilenziononèdoro partita con il primo selfie che vedete in alto, lanciato già il 6 maggio per scaldare i motori, che coinvolge Nicoletta Cerana ed Elisabetta Ricotti (e sua figlia) rispettivamente Presidente e Responsabile comunicazione dell’organizzazione, e che come prima risposta ha raccolto l’appoggio del numeroso staff femminile dell’agenzia Edelman. Non solo. Oggi ha organizzato un appuntamento di approfondimento all’Istituto Europeo di Oncologia: per sottolineare quali siano, ad oggi, le sfide di chi vuole combattere questa malattia, cioè prevenzione e informazione; e presentare la guida da cui prende il nome la campagna social Il Silenzio non è d’oro. Un piccolo manuale tascabile che affronta tutti gli aspetti del tumore alle ovaie. Da questa sera sarà scaricabile liberamente dal sito della Onlus ma l’obiettivo è di distribuire una copia cartacea nei luoghi di maggiore accesso alle donne. Per raccogliere la somma necessaria alla stampa è attivo un profilo su retedeldono.it che rimarrà aperto fino a marzo 2015 per non mettere limiti alla ristampa della guida.

Un nuovo strumento, la guida Il Silenzio non è d’oro, che si aggiunge a quelli già realizzati negli anni scorsi da Acto Onlus. Diversi per complessità e obiettivi, sono uniti dal fatto di nascere dall’esperienza sul campo vissuta dalle ex pazienti e dal dolore per le donne perse fino ad oggi, a cominciare dalla fondatrice Mariaflavia Villevieille Bideri. Uno su tutti è Cloud4care. Primo progetto di “cloud scientifico bancario”, permette ai ricercatori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di sfruttare da remoto i sistemi tecnologici che SIA (agenzia di servizi di transazione per Banche, Imprese, Pubblica Aministrazione, …) rende accessibili presso i data center di Intesa San Paolo e Unicredit. In questo modo i calcoli della ricerca sono 100 volte più precisi e i tempi di elaborazione passano, in alcuni casi, dalla due ore ai dieci minuti.

Kibra Sebhat

Corriere della Sera
03 03 2014

Sessanta donne su cento non usano alcun metodo contraccettivo, quindici non ne ha mai fatto uso e quarantaquattro hanno smesso di utilizzarlo.

di Stefania Chiale


Le italiane indossano la maglia nera nella classifica dei contraccettivi ormonali: solo il 16,2%, un dato paragonabile a quello dell’Iraq postbellico. La percentuale sale al 41% per le francesi e al 51% per le olandesi. Forse non a caso, una gravidanza italiana su cinque è indesiderata. A presentare questi numeri è Nicola Surico della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO).

Una ragazza su due ammette di non aver utilizzato alcun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale. Fatalismo? Eccesso di sicurezza? Ignoranza? Di certo, il rischio è di diventare mamme durante l’adolescenza: zainetto in spalla e biberon in mano. E non è più solo un rischio. «Trasmissioni televisive (Mtv) fanno ascolti mostrando sedicenni con bebè al seguito», fa notare il dottor Surico.

Il sesso protetto, in Italia, non è la norma.


Sessanta donne su cento non usano alcun metodo contraccettivo, quindici non ne ha mai fatto uso e quarantaquattro hanno smesso di utilizzarlo.

Molte italiane che usano la pillola riferiscono di problemi d’ansia e timori di aumento di peso; questo finisce per prevalere sul rischio di una gravidanza indesiderata. C’è addirittura un problema di memoria, secondo la ricerca: otto donne su dieci temono di non ricordare di prendere la pillola (la sveglia non va più di moda?).

C’è di peggio. L’educazione sessuale è considerata dalle metà dei giovani una perdita di tempo. Senza contare una rete informativa insufficiente: in Lombardia esiste un consultorio ogni 60mila abitanti. Per legge, ce ne dovrebbe essere uno ogni 20mila. «Il tasso di gravidanza nelle minorenni è cresciuto ancora, negli ultimi anni – spiega Surico – E il primato è passato dalla Sicilia alla Lombardia».

Sembrano dati antichi: e invece sono modernissimi, purtroppo. E avvicinano pericolosamente l’Italia ad alcuni tristi primati britannici e nordeuropei. Anche l’abuso d’alcol – una strada su cui l’Europa del Sud sta raggiungendo l’Europa del Nord – ha probabilmente un effetto. Adolescenti impreparati, che confondono eccitazione, gioco e responsabilità: «Alcune ragazze credono che con il primo rapporto non si possa rimanere incinte, e amano correre il rischio», racconta Novella Russo, ginecologa della Clinica Valle Giulia di Roma. «Molte, non avendo partner fissi, ritengono inutile prendere un contraccettivo ormonale in modo abituale».

Ecco perché un’altra pillola vive oggi la sua età dell’oro. La cosiddetta pillola del giorno dopo è tra i primi cinque (!) farmaci venduti nel nostro Paese. Nel 2013, in Italia, sono state vendute 350.000 pillole del giorno dopo e 11.000 pillole dei cinque giorni dopo. Il consumo è aumentato del 60 per cento in sette anni, riferisce la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo). Notizia smentita però dalla casa farmaceutica leader per la contraccezione d’emergenza, la HRA Pharma Italia: «Notizie inesatte. Dal 2008 a oggi si è registrato un calo del 4 per cento».

In attesa di capire chi ha ragione, sarebbe bene chiedersi: perché in Italia è così difficile prevenire e siamo continuamente costretti a intervenire nell’emergenza? In questo, il sesso ricalca la politica, l’economia e l’ambiente. Ma diciamolo: è una consolazione?

 

Tumore al seno: puntiamo sulla prevenzione

  • Lunedì, 24 Febbraio 2014 08:02 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Repubblica
24 02 2014

Il tumore al seno colpisce 1 donna su 8 nell'arco della vita. E` il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29 % di tutti i tumori che colpiscono le donne. ...

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