Tumore al seno, diagnosi precoce, intervento di asportazione minima, test del linfonodo sentinella, radioterapia intraoperatoria prima di richiudere. ...
E si comincia. Volantini in mano ci si infila nel mercato: polvere, melma, odori forti. Mariam (l'infermiera ghanese) parla con le donne e traduce con forza. Non sappiamo cosa dice, sentiamo che vuole convincerle. Dimentichiamo gli inceppi organizzativi. La sporcizia sotto i piedi è la stessa del giorno prima ad Accra. ...

Il Corriere della Sera
15 10 2013

A sostegno della Giornata per la Salute del Seno (Breast Health Day), giunta alla sesta edizione, Europa Donna – la Coalizione Europea che rappresenta gli interessi delle donne nella prevenzione del tumore al seno – ha organizzato una campagna internazionale per invitare le donne di tutte le età a prendersi cura del proprio seno, adottando condotte salutari nella propria routine quotidiana

Sono oltre 400 mila le donne italiane che hanno vinto la sfida contro il cancro al seno. Oggi la sopravvivenza, a cinque anni dalla diagnosi di malattia, arriva all’85-86 per cento. E questa è una buona notizia.

Ma ce n’è anche una cattiva: stanno aumentando i casi di tumore fra le donne al di sotto dei 50 anni. Il perché è un mistero per gli oncologi. Forse troppi ormoni. Forse un’eccessiva esposizione a quelli che gli esperti chiamano interferenti endocrini, sostanze come il benzene, la diossina o il bisfenolo A che sono presenti nell’ambiente come inquinanti (il bisfenolo A è contenuto in certe plastiche) che sembrano favorire lo sviluppo di tumori.

E se è vero che la mortalità, in questa fascia di età, sta diminuendo (dell’11,2 negli ultimi cinque anni, secondo i dati dell’Aiom, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica), è altrettanto vero che è difficile individuare precocemente la malattia nelle più giovani perché non rientrano nella fascia di età per cui è previsto lo screening con la mammografia (e cioè l’indagine a tappeto che ha l’obiettivo di intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali).

Attualmente, infatti, gli screening vengono consigliati alle donne fra i 50 e i 70 anni.

«Occorre ripensare ai programmi di screening – commenta Corrado Tinterri, direttore della Breast Unit dell’Ospedale Humanitas di Milano e del Comitato Scientifico di Europa Donna Italia. – E bisogna anche lavorare alla creazione delle Breast Unit, centri medici dedicati alla salute del seno, la cui creazione è prevista da una normativa europea per il 2016».


Ma soprattutto è necessario sensibilizzare le donne sulla prevenzione primaria della malattia. Perché con la mammografia non si previene il tumore al seno, ma si cerca di intercettarlo quando è ancora molto piccolo e quindi meglio aggredibile dalle cure.

La prevenzione cosiddetta primaria è un’altra cosa: significa evitare che la malattia compaia. Come si fa? Con le solite regole facili da enunciare, ma difficili da mettere in pratica. Eppure sono le uniche che funzionano: stile di vita sano, corretta alimentazione, attività fisica.

Non vanno dimenticate. E per ricordarle oggi l’associazione Donna Europa Donna promuove

la Giornata Europea per la salute del seno cui partecipa anche Europa Donna Italia: il 15 ottobre è il Breast Health Day.

«L’obiettivo è sconfiggere il tumore al seno – spiega Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia. – Come? Attraverso una costante informazione alle donne perché partecipino con regolarità ai controlli di screening e adottino corrette strategie di prevenzione. E mantenendo un dialogo costante con le istituzioni perché scelgano criteri più efficienti nella distribuzione della spesa pubblica per la cura e il recupero dopo il tumore al seno».

Le istituzioni appunto.

Oggi le Parlamentari Donne si riuniscono a Roma con le associazioni femminili che hanno promosso questi incontri (come Europa Donna e Gomitolo Rosa) per valutare lo “stato di avanzamento lavori” sul tema del tumore al seno. Con un argomento al centro del dibattito: quello, appunto, della realizzazione delle Breast Unit, i centri di senologia che dovrebbero occuparsi della gestione delle pazienti a 360 gradi, a partire dalla diagnosi, passando attraverso le terapie e la riabilitazione, fino alle cure palliative nei casi più sfortunati. Centri da individuare all’interno del Sistema Sanitario Nazionale.

Attualmente sono pochi in Italia (uno è quello dell’Humanitas di Milano), con le solite disparità fra Nord (che comunque si sta muovendo) e Sud (ancora fermo).

La Regione Lombardia ha definito le linee guida, cioè i criteri organizzativi generali (con una Delibera regionale del febbraio scorso): i centri dovrebbero essere 25 o 26 per un minimo di 150 casi trattati, in modo da garantire la qualità delle prestazioni. Ma il Veneto è andato oltre: sta già applicando la normativa e sta già definendo i centri.

Un’ultima annotazione per quanto riguarda le donne giovani.

«Il tumore giovanile è particolare – precisa Tinterri – perché ha specifiche caratteristiche biologiche, diverse da quelle della malattia che si manifesta nelle donne in post-menopausa. Occorre dunque pensare a screening mirati».

La Regione Emilia Romagna, per esempio, sta promuovendo programmi di screening, cioè di indagini mammografiche, su donne giovani ad alto rischio, come quelle che hanno una familiarità per la neoplasia (hanno cioè in famiglia casi di tumore). È un primo passo.

Dal congresso i ginecologi lanciano un programma in cinque punti per ottimizzare l'accesso ai metodi contraccettivi. Dalla formazione (già in ambito universitario) all'educazione sessuale obbligatoria, al miglioramento dei consultori (per numero e qualità), all'assistenza delle donne in età riproduttiva e nel post-partum. Filo conduttore di ogni iniziativa, l'esigenza di stimolare il pubblico femminile a considerare lo specialista il punto di riferimento. ...
"Nonostante l'incidenza del tumore mammario stia ancora aumentando, le donne che guariscono sono sempre di più grazie alla diagnosi precoce e alle terapie mirate come dimostra la revisione dei lavori più recenti coni quali abbiamo aggiornato "Libertà di sapere, libertà di scegliere" il quaderno dedicato a informare le donne", commenta Veronesi. ...

facebook