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LA VIOLENZA SULLE DONNE, FENOMENO IN CRESCITA. IN DUE ANNI DUEMILA COLLOQUI AL SAN CAMILLO

di Luca Attanasio, paesesera.it
12 gennaio 2012 
 
In Italia la violenza intra-familiare verso le donne è un fenomeno che sta assumendo proporzioni allarmanti. Siamo un paese che picchia, violenta, segrega, riduce in stato comatoso ma anche, il dato è in preoccupante aumento, che uccide le donne.
A occuparsene, spesso andando a scontrarsi con omertà infinite, minacce o, ancora più frequentemente, silenzi delle stesse donne congelate nella propria condizione di atterrimento permanente, sono i moltissimi centri anti-violenza sparsi su tutto il territorio. La nostra città vanta quello che, per metodo e collocazione, può dirsi tra i più efficaci ed efficienti. 

LO SPORTELLO DONNA H24 IN UN PRONTO SOCCORSO - “Lo Sportello Donna che gestisce la mia associazione  - spiega Oria Gàrgano, presidentessa di Be Free (www.befreecooperativa.org) - ha diverse specificità che lo rendono unico in Italia e in Europa. È interamente gestito da donne, è aperto 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno e, soprattutto, è collocato all’interno del Pronto Soccorso del San Camillo”. La donna che a seguito di violenza si ritrova a essere visitata nel triage dell’ospedale, quindi, viene accolta, oltre che da medici e infermieri, dal personale dell’associazione che le spiega in che modo può aiutarla. Non deve decidere di rivolgersi a un centro anti-violenza, scelta spesso sofferta ed evitata fino all’ultimo, “vi entra in contatto direttamente - riprende la Gàrgano –. Il fatto di incontrare una delle nostre operatrici specializzate in un’istituzione riconosciuta come l’ospedale, poi, all’interno del pronto soccorso, le suscita fiducia, le permette di ridurre al minimo tempi e stress di un processo decisionale e di riabilitazione spesso difficilissimo”. Nel 93% dei casi di maltrattamenti a opera di un partner infatti la donna vessata sceglie di non denunciare (fino al 96% quando il violento non è il compagno).

I DATI - Per definire e sintetizzare dimensioni e diffusione di questo odioso fenomeno, sulla base dei dati emersi dalle donne rivoltesi allo Sportello nei suoi due anni di attività, basta citare una parola: trasversalità. Per quanto riguarda l’età, la fascia più colpita (26%) ha tra i 29 e i 38 anni, ma c’è un preoccupante 2% di ragazze sotto i 18 anni e un 5% di over 70. Il 35% delle donne è sposato, il 23% nubile, il 13% divorziato o separato. Come già dimostrato dall’ultima indagine Istat, è chi ama la donna a tormentarla maggiormente. Divisi tra mariti, conviventi, fidanzati, amanti e parenti, gli uomini violenti in stretta relazione con la donna raggiungono il 61%.  Il 10% delle donne maltrattate è colf, il 6% badante, il 9% è disoccupata, mentre il 13% è impiegata e il 6% studentessa.

UN FENOMENO TRICOLORE - L’unico dato a esprimere una netta prevalenza e poca trasversalità è quello sull’italianità del fenomeno, sia in riferimento alle vittime che agli aguzzini: il 53% delle molestate sono italiane mentre si sale addirittura al 58% quando si parla di uomini violenti.

LA COLLABORAZIONE CON IL SAN CAMILLO - Fondamentale, a spiegare l’ottimo risultato raggiunto dallo Sportello, è il sostegno e la piena condivisione ricevuta dall’Azienda Ospedaliera San Camillo Foranini, come conferma il Direttore Generale Aldo Morrone: “È una delle tante nostre attività d’eccellenza che si inserisce nel servizio offerto in due anni a oltre 100mila donne visitate al nostro Pronto Soccorso. Grazie all’esperienza e alle capacità delle operatrici di Be Free, ma anche alla rete fatta di medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi,  così come delle forze dell’ordine che operano dentro l’ospedale, siamo riusciti a comprendere e curare lesioni sul corpo e sul’anima di molte donne”.

CONVENZIONE SCADUTA, MA NON IL SERVIZIO - Sono state oltre 700 le donne seguite in due anni per un totale di oltre 2.000 colloqui. Negli ultimi mesi, però, le operatrici da impiegate si sono trasformate in volontarie. La convenzione con il San Camillo è scaduta lo scorso ottobre ma il personale ha scelto di continuare a prestare servizio come se nulla fosse cambiato, 24 ore su 24. La speranza è che parta al più presto un nuovo progetto. Il professor Morrone è ottimista: “Non possiamo perdere un contributo così importante; ho invitato l’associazione a presentare progetti e sono certo che presto lo sportello tornerà a funzionare a pieno ritmo. Percorreremo ogni via istituzionale perché il servizio prosegua e aumenti la sua sfera d’azione”.

IL CONVEGNO - Il bilancio dei primi due anni di lavoro di questa esperienza più indispensabile che utile nel suo offrire assistenza a donne in gravissima difficoltà oltre che analisi lucide della realtà sociale, verrà presentato al convegno che si terrà venerdì 13 gennaio 2012 presso la Aula A della Direzione Sanitaria del San Camillo. Vi parteciperanno politici, esponenti del mondo delle istituzioni, della sanità, delle forze dell’ordine e dell’associazionismo e sarà l’occasione per una prima diffusione del testo frutto dell’elaborazione di questi 24 mesi di attività. Il titolo è abrasivo: “No, non sono cascata nella doccia” Edizioni Sapere Solidale, 10 euro. Il contenuto offre piste interpretative e apre nuovi campi di ricerca, un contributo prezioso nel processo di affrancamento dalla violenza di genere.
 
 
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