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A processo l'agente che ha insultato Patrizia Aldrovandi

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Globalist
26 09 2013

Uno dei poliziotti condannati per l'omicidio di Federico ora alla sbarra per diffamazione con la responsabile della pagina Facebook.

A pochi giorni dall'ottavo anniversario della morte di Federico Aldrovandi, la famiglia del diciottenne ucciso nel 2005 durante un controllo e uno degli agenti condannati per l'eccesso colposo nell'omicidio colposo del giovane si troveranno nuovamente opposti in un'aula di tribunale.

Paolo Forlani e la responsabile della pagina Facebook dell'associazione "Prima difesa due" sono stati rinviati a giudizio per diffamazione, a causa delle frasi pubblicate sul social network: commenti ritenuti insultanti nei confronti della madre di Federico, Patrizia Moretti.

Il poliziotto aveva scritto: «Che faccia da c... aveva sul tg, una falsa e ipocrita, spero che i soldi che ha avuto ingiustamente (2 milioni di euro, risarciti dal ministero degli interni alla famiglia Aldrovandi, ndr) possa non goderseli come vorrebbe, adesso non sto più zitto dico quello che penso e scarico la rabbia di sette anni di ingiustizie».

Le dichiarazioni dell'agente, poi rimosse dal social network, erano state postate dopo l'intervento del presidente del gruppo, che commentava un'intervista a Patrizia Moretti, la madre del ragazzo morto nel settembre 2005 a Ferrara: «Avete sentito la mamma di Aldrovandi - aveva scritto Cenni - fermate questo scempio per dio. vuole che i 4 poliziotti vadano in carcere. io sono una bestiaaaaa».

Tra i commenti, oltre a quello del poliziotto condannato, c'è qualcuno che paragona Federico a un «cucciolo di maiale».
Poi l'intervento di Forlani: «Vedete gente - scrive - non puoi fare 30 anni questo lavoro ed essere additato come assassino solo perchè qualcuno è riuscito a distorcere la verità, io sfido chiunque a leggere gli atti e trovare un verbale dove dice che Federico è morto per le lesioni che ha subito...ma noi paghiamo per le colpe di una famiglia che pur sapendo dei problemi del proprio figlio non ha fatto niente per aiutarlo, mi fa incazzare un pochino e stiamo pagando per gli errori dei genitori, massimo rispetto per Federico ma mi dispiace, noi non lo abbiamo ucciso...».

La prima udienza è fissata per il primo ottobre, davanti al tribunale monocratico di Ferrara. Il fascicolo era nato dalla denuncia-querela presentata dall'avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta la famiglia. Forlani è assistito dall'avvocato Gabriele Bordoni. I fatti risalgono al giugno 2012, dopo la condanna in via definitiva dei quattro poliziotti.

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