Discriminazione contro gli alunni rom: la Commissione europea apre la procedura d’infrazione contro la Slovacchia

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Le persone e la dignità
04 05 2015

Dopo quella contro la Repubblica Ceca, la Commissione europea ha deciso di avviare la procedura d’infrazione anche nei confronti della Slovacchia per violazione della direttiva anti-discriminazione.

Il motivo è sempre lo stesso: la sistematica discriminazione subita dai bambini e dalle bambine rom nel sistema scolastico nazionale.

Il governo di Bratislava sostiene che tutti gli alunni godono dello stesso trattamento. Lo ha affermato, l’anno scorso, anche davanti alle Nazioni Unite, in occasione dell’Esame periodico universale.

La realtà appare diversa.

Secondo il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, nel 2012 il 43 per cento degli alunni rom era segregato in classi mono-etniche. L’anno dopo il Difensore pubblico dei diritti, una sorta di Ombudsman nazionale, ha reso noto che i rom rappresentano oltre l’88 per cento dei bambini e delle bambine assegnati a classi speciali e a scuole per alunni con lieve disabilità mentale.

Nonostante nel 2012 la corte regionale di Prešov avesse stabilito che la prassi di separare i bambini rom dai non-rom è illegale, negli ultimi anni il governo ha finanziato e attuato il cosiddetto progetto delle “scuole container”, poste direttamente all’interno degli insediamenti rom.

Invece d’impegnarsi a garantire l’integrazione – per il bene di tutta la collettività, non solo dei rom – dei bambini e delle bambine rom nelle scuole ordinarie, il governo in questo modo non ha fatto altro che rafforzare la segregazione già esistente.

Si spera che la procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea possa cambiare la situazione.

 

Ultima modifica il Lunedì, 04 Maggio 2015 13:43
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