Sei straniera? Non puoi dirigere un giornale. Una norma da superare

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Pesone e dignità
30 06 2015

Venerdì 26 giugno l’Associazione Carta di Roma ha depositato presso la cancelleria del Tribunale di Roma la domanda d’iscrizione della omonima testata online. Come previsto dalla legge, ha indicato le generalità della direttrice responsabile: Domenica Canchano.

Domenica (nella foto) è da tempo giornalista e vanta numerose collaborazioni con testate italiane. Inoltre è socia fondatrice di Ansi (Associazione nazionale Stampa interculturale), un gruppo creato all’interno della Federazione nazionale stampa italiana da giornalisti immigrati o figli di immigrati che lavorano in Italia.

E qui sorge il problema. Un problema assurdo e anacronistico. Per una norma risalente al 1948, Domenica non può dirigere un giornale, giacché la norma in questione prevede come requisito indispensabile la cittadinanza italiana.

Un anno fa il Tribunale di Torino aveva respinto un’analoga richiesta perché tale incarico “implica l’esercizio di poteri e facoltà latamente politici”, ed è quindi “riservata al cittadino ovvero vietata allo straniero”.

Il 13 marzo scorso, sollecitato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti su richiesta dell’Ansi, il ministero della Giustizia aveva espresso il parere che quel requisito dovesse considerarsi abrogato.

Attendiamo la decisione del Tribunale di Roma, auspicando – come ha dichiarato il presidente dell’Associazione Carta di Roma, Giovanni Maria Bellu, - l’abolizione ufficiale di una norma discriminatoria che “impedisce di poter governare e guidare qualunque iniziativa editoriale a un’intera categoria di giornalisti, individuata sulla base di un criterio non professionale qual è la nazionalità”.

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