Tunisia, un anno di carcere a studente gay

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Le persone e la dignità
29 09 2015


Un anno di carcere perché omosessuale. Succede ancora nel 2015 in Tunisia dove uno studente di 22 anni è stato addirittura sottoposto a esami da parte di un medico legale per provare che avesse avuto rapporti sessuali con altri uomini. Lo studente era stato convocato lo scorso 6 settembre a Hammam-Sousse, nel sud della Tunisia, nell’ambito delle indagini sull’omicidio di un uomo. Lo studente ha negato il proprio coinvolgimento, ma ha ammesso davanti al giudice di aver avuto una relazione con la vittima. L’avvocato ha raccontato che a quel punto il giovane è stato costretto a sottoporsi a un esame anale. In base all’articolo 230 del Codice penale tunisino, la sodomia tra adulti consenzienti è punibile con una condanna fino a tre anni di carcere.

“Voglio riprendere la mia vita, non voglio essere rifiutato dalla società”, ha commentato il ragazzo, secondo quanto riferito dal legale.

La condanna del giovane è stata criticata da organizzazioni locali a difesa dei diritti umani che hanno parlato di uno scandalo per il Paese e hanno chiesto di depenalizzare l’omosessualità in Tunisia. Yamina Thabet, presidente dell’associazione tunisine di sostegno alle minoranze ha parlato di una legge “abusiva”, l’associazione Shams, che si batte contro l’omofobia ha definito il test “scandaloso”. Anche i giovani del partito politico Al Massar hanno pubblicato un comunicato nel quale condannano fermamente il test al quale il giovane è stato sottoposto, definendolo “inumano e inaccettabile”, e chiedono l’annullamento dell’art. 230 del codice penale. La norma infatti da tempo presta il fianco a molteplici critiche per la sua genericità.

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