Istanbul, esplosione a Sultanahmet. Erdogan: “Kamikaze siriano”. Strage di turisti tedeschi. “Probabile attacco Isis”

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Il Fatto Quotidiano
12 gennaio 2016

Colpita l'area in cui sorgono la Moschea Blu e il Topkapi Palace, frequentate ogni giorno da migliaia di stranieri: almeno dieci morti. Il governo ha imposto ai media turchi il divieto sulla diffusione delle notizie. "Annienteremo i terroristi", ha detto il capo dello Stato. Il premier francese Valls: "E' una guerra"

Una violenta esplosione avvenuta questa mattina alle 10 locali (le 9 ora italiana) nel cuore turistico di Istanbul, nella piazza del quartiere centrale di Sultanahmet, dove si trovano la Moschea Blu e il Topkapi Palace, ha causato almeno 10 morti e 15 feriti. L’esplosione – avvenuta vicino all’obelisco di Teodosio, una zona nota in tutto il mondo per le sue bellezze architettoniche e frequentata ogni giorno da migliaia di persone – ha investito anche diversi turisti: almeno nove cittadini tedeschi sono morti, conferma il governo di Ankara.

A Istanbul è stato colpito “un gruppo di turisti tedeschi – ha detto subito dopo l’attacco Angela Merkel da Berlino – non abbiamo ancora tutte le informazioni su artefici e vittime, ma siamo in grande ansia che ci possano essere e che ci saranno vittime e feriti tedeschi”. Il governo ha imposto ai media turchi il divieto sulla diffusione delle notizie.

Il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, ha detto che l’esplosione è stata causata da un “terrorista suicida di origine siriana” e che ci sono stranieri tra le vittime: “Sfortunatamente ci sono 10 morti, tra cui cittadini stranieri e turchi, e ci sono 15 feriti”. “La Turchia continuerà a lottare sino a quando le organizzazioni terroristiche non saranno totalmente annientate”, ha detto ancora il capo dello Stato. Il kamikaze era un siriano di 28 anni, ha aggiunto il vicepremier Numan Kurtulmus, spiegando che le vittime sono per lo più stranieri e che 2 dei 15 feriti sono in condizioni gravi.

Il quotidiano Hurriyet riporta che, secondo fonti della sicurezza, è probabile che l’esplosione sia stata causata da un attentatore suicida dello Stato islamico. “E’ una guerra“, ha detto il premier francese, Manuel Valls. “Sono minacce che conosciamo”, ha aggiunto.

Testimoni citati dai media turchi parlano di una “violenta detonazione” appena dopo le 10 del mattino, ora locale, udita anche nei quartieri limitrofi. Immagini della Cnn turca mostrano ambulanze e auto della polizia giunte sul posto per soccorrere i feriti. Molte ambulanze si trovano sul posto, mentre l’area è stata isolata dalla polizia e il traffico nelle vie circostanti è stato interrotto per precauzione. Poiché la Moschea Blu è tra i luoghi più turistici del Paese, si potrebbe trattare di un attacco destinato a danneggiare l’industria turistica turca.

Un vertice straordinario sulla sicurezza è in programma al palazzo presidenziale di Ankara. La testata turca Hurriyet, citando fonti dell’ufficio del premier, ha fatto sapere che l’incontro sarà presieduto dal primo ministro Ahmet Davutoglu. Tra i partecipanti, il ministro dell’interno Efkan Ala, il vice ministro degli Esteri Feridun Sinirlioglu, il direttore generale della Pubblica sicurezza Celalettin Lekesiz. In mattinata il titolare dell’Interno aveva aggiornato il premier per mezz’ora al telefono.

In un altro quartiere di Istanbul, Maltepe, un incendio si è sviluppato in un hotel di otto piani in costruzione. Tutti gli operai sono stati tratti in salvo, incluso uno che era rimasto bloccato sul tetto dell’edificio: lo scrive l’agenzia turca Cihan. Le fiamme sono divampate al pian terreno dell’hotel verso le 10,30 locali (le 9,30 in Italia), poco dopo cioè l’esplosione di Sultanahmet. Testimoni hanno riferito di avere sentito un’esplosione prima di vedere le fiamme, ma le autorità non si pronunciano ancora sulle cause del rogo. Al momento dell’incendio nel cantiere dell’hotel c’erano almeno 24 persone, ha reso noto in un tweet il sindaco di Maltepe, Ali Kilic.

Negli ultimi mesi si sono verificati attacchi sporadici da parte di estremisti di sinistra a Istanbul, mentre sono riprese le violenze tra le forze turche ed i curdi del Pkk – soprattutto nel sudest del Paese – dopo la rottura del cessate il fuoco. La Turchia è stata anche colpita dagli attacchi dell’Isis: due esplosioni provocate da kamikaze ad Ankara hanno ucciso oltre 100 persone lo scorso ottobre, mentre oltre 30 persone sono state uccise a luglio a Suruc, vicino al confine con la Siria.

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